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Credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno

8 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 8 Agosto 2016



L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza in tema di agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati agli stabilimenti produttivi del Mezzogiorno

Con la Legge di stabilità 2016 [1] è stato introdotto un credito di imposta a favore delle imprese che acquistano beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate nel Mezzogiornoriguarda in particolare le regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

Un tentativo di incentivare gli investimenti in aree del Paese dove è maggiormente avvertita la necessità di sostenere la crescita e creare posti di lavoro.

Come spesso accade, l’Agenzia delle Entrate ha dovuto far chiarezza in merito ai requisiti di accesso.

Con la circolare n.34/E l’Agenzia delle Entrate ha fornito tutti i chiarimenti in merito, con tutte le indicazioni circa i presupposti soggettivi ed oggettivi di accesso al beneficio, le modalità di calcolo e di utilizzo dell’incentivo, le ipotesi di cumulo con altre agevolazioni e gli adempimenti necessari per la corretta fruizione del credito di imposta.

Credito di imposta nel Mezzogiorno: quali sono i beni agevolabili e soggetti a credito di imposta?

Rientrano tra gli investimenti ammessi gli acquisti di macchinari, impianti e attrezzature varie relativi alla creazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, ma anche strumenti necessari alla diversificazione della produzione di uno stabilimento, in modo da ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente. L’impresa potrà quindi usufruire del credito di imposta anche per far fronte ad un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente.

Il credito d’imposta è fruibile con riferimento agli investimenti legati all’acquisto mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio.

L’Agenzia ha specificato che i beni devono essere di uso durevole ed atti ad essere impiegati come strumenti di produzione all’interno del processo produttivo dell’impresa. Sono pertanto esclusi i beni autonomamente destinati alla vendita (cd. beni merce), come pure quelli trasformati o assemblati per l’ottenimento di prodotti destinati alla vendita. Si ritengono ugualmente esclusi i materiali di consumo

L’Agenzia ha poi chiarito che l’agevolazione fa riferimento all’investimento netto: si guarderà pertanto al costo del bene strumentale sottraendo gli ammortamenti fiscali dedotti nel periodo di imposta.

Credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno, chi può accedere al beneficio?

Possono accedere al beneficio tutti i soggetti titolari di un reddito di impresa, che effettuino investimenti destinati a strutture produttive nelle regioni interessate,  individuabili in base all’articolo 55 del TUIR, indipendentemente dalla natura giuridica assunta, che effettuano nuovi investimenti destinati a strutture produttive situate nelle aree ammissibili.

Per le piccole imprese il credito di imposta è pari al 20%, mentre è del 15% per le medie imprese e del 10% per le grandi imprese.

Condizione per beneficiare del credito di imposta è che tali imprese effettuino investimenti destinati a strutture produttive ubicate nelle zone del Mezzogiorno. Sono ammesse all’agevolazione sia le imprese residenti nel territorio dello Stato che le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti.

Possono accedere all’agevolazione anche gli enti non commerciali, con riferimento all’attività commerciale eventualmente esercitata.

Sono escluse dal beneficio i soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo.

Inoltre, l’agevolazione non si applica neppure alle imprese in difficoltà,  vale a dire le imprese che, in assenza di un intervento dello Stato, è quasi certamente destinata al collasso economico a breve o a medio termine [2].

Cosa si intende per piccole, medie e grandi imprese? 

Sono piccole imprese quelle che hanno meno di 50 occupati ed un fatturato annuo non superiore ai 10 milioni.

Le medie imprese sono quelle con meno di 250 occupati ed un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.

Le grandi imprese sono tutte le altre.

La circolare ha specificato che per la verifica della dimensione aziendale è necessario fare riferimento alla raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese[3], nonché all’Allegato I del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014.

Come accedere al credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno?

Le imprese che rientrano nelle categorie ammesse dovranno presentare in via telematica la comunicazione per la fruizione del credito di imposta, che è stata approvata dal Direttore dell’Agenzia dell’Entrate lo scorso 24 marzo. Sarà l’Agenzia stessa a controllare la correttezza formale dei dati presentati sotto propria responsabilità dal contribuente, il rispetto dei requisiti di accesso e tutto il resto.

Inoltre sono previste le ulteriori verifiche richieste dal nuovo codice antimafia [4] per le imprese che presentino un credito di imposta di ammontare complessivo superiore ai 150 mila euro.

Il contributo vale per gli anni dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019, con uno stanziamento annuale di 250 milioni di euro. I soggetti che intendono avvalersi dell’agevolazione sono tenuti ad effettuare, a decorrere dal 30 giugno 2016 e fino al 31 dicembre 2019, apposita “comunicazione per la fruizione del credito d’imposta per gli investimenti nel mezzogiorno”, utilizzando il modello approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 45080 del 24 marzo 2016

Il credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno può essere cumulato?

Il credito d’imposta in commento può essere cumulato, nei limiti delle spese effettivamente sostenute, con altre misure agevolative, che non siano qualificabili come aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 107 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, ovvero come aiuti “de minimis”, non aventi ad oggetto i medesimi costi.

Come riportare il credito di imposta nell’F24? 

Il credito potrà essere utilizzato solo in compensazione, presentando il modello di pagamento F24 esclusivamente tramite i servizi Entratel o Fisconline, a partire dal quinto giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta attestante la fruibilità. Dopo un ritardo notevole è stato emesso il codice tributo per riportare a credito gli importi relativi al bonus investimenti nel Mezzogiorno. Per maggiori dettagli in merito clicca qui. Il nuovo codice tributo è il “6869” [5].

01| Si riporta di seguito il testo integrale della Circolare.

note

[1] Istituito dall’articolo 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015, n. 208

[2] Art. 2, par. 1 n. 18) del Reg. (UE) n. 651/2014,

[3] Raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (2003/361/CE), in Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee L 124 del 20 maggio 2003, recepita con decreto del Ministro delle attività produttive del 18 aprile 2005 (in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 138 del 12 ottobre 2005.

[4] Dlgs n. 159/2011

[5] Credito d’imposta per gli investimenti nel mezzogiorno – articolo 1, commi 98-108, legge 28 dicembre 2015, n. 208


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