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Fari in concessione fino a 50 anni: ecco dove

8 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 8 Agosto 2016



L’Agenzia del Demanio ha promosso un bando di gara per l’affitto delle strutture fino a un massimo di 50 anni

Da settembre saranno messe in gara le concessioni, fino a un massimo di cinquant’anni, di venti beni di proprietà dello Stato. Lo ha annunciato l’Agenzia del Demanio: oggetto del bando non solo fari ma anche torri ed edifici costieri.

L’iniziativa, la seconda di questo tipo dopo il primo bando che ha dato in concessione lo scorso ottobre 11 fari nel Sud Italia, è stata condotta dall’Agenzia in collaborazione con il Ministero della Difesa ed il Ministero dei Beni culturali.

A quanto ammonta il valore delle operazioni?

Sono previsti circa sei milioni di euro di investimenti per riqualificare le strutture, con una ricaduta economica complessiva di circa 20 milioni ed un conseguente risvolto occupazionale diretto di oltre 100 operatori, ed un incasso pari a oltre 340mila euro in canoni annui, che si tradurranno in oltre 7 milioni di euro per tutto il periodo considerato.

Fari in concessione: l’obiettivo secondo il Ministro dell’Economia

Il Ministro dell’Economia Padoan ha sottolineato come con tale operazione si riesca a trasformare una fonte di costo in una fonte di reddito. La gestione dei fari concessi in gestione nel primo bando di gara, infatti, avevano un costo annuo di gestione pari a 210 mila euro, senza considerare i 400 mila euro necessari per la manutenzione.

Sottrarre i beni al degrado, per restituirli alla comunità e generare risparmio per le casse dello Stato: rendere gli asset che prima erano problemi in termini di costo e degrado, facendoli diventare fonte di reddito per il bilancio Così si sono espressi al riguardo l’amministratore delegato di Difesa Servizi Spa Fausto Recchia e il Ministro della Difesa Pinotti

Quali saranno i criteri di valutazione delle offerte?

Il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Raggi, ha affermato che si è deciso di strutturare le offerte dando un maggior peso agli elementi qualitativi e restando in secondo piano quelli economici. Il criterio di valutazione è l’offerta “economicamente più vantaggiosa”, ma nella valutazione il 60% sarà dato agli elementi qualitativi del progetto.

Tra i fattori economici rilevanti si darà rilevanza al tempo di durata della concessione (variabile tra i 19 e i 50 anni), all’ammontare totale dell’investimento, nonché il canone di concessione offerto.

La proposta progettuale dovrà esser essere coerente con gli indirizzi e le linee guida  del progetto Valore Paese – FARI. I fari potranno essere utilizzati per eventi di tipo culturale, sociale o sportivo, nonché per la scoperta del territorio, per attività turistiche, didattiche e promozionali.

Quali sono i fari che andranno in gara?

Venti le strutture messe in gara. Dieci fari sono in gestione della società Difesa servizi S.p.A., società per azioni con socio unico il Ministero della Difesa:

  • Il faro di Capo Rizzuto a Isola di Capo Rizzuto (Kr),
  • Il faro della Guardia a Ponza (Lt);
  • Il faro di Torre Preposti a Vieste (Fg);
  • Il faro di Punta Polveraia a Marciana nell’isola d’Elba (Li);
  • Il faro Formiche nell’isolotto Formica Grande (Gr);
  • Il faro di Punta Libeccio nell’isola di Marettimo (Tp);
  • Il faro di Punta Spadillo a Pantelleria (Tp);
  • Il faro di Capo Mulini ad Acireale (Ct);
  • Il faro di Capo Milazzo a Milazzo (Me);
  • Il faro di Capo Faro a Santa Maria di Salina (Me).

I restanti dieci sono in gestinoe all’Agenzia del Demanio

  • La Torre Angellara, a Salerno;
  • Il Padiglione Punta del Pero a Siracusa;
  • Lo Stand Florio a Palermo;
  • Il faro di Capo Zafferano a Santa Flavia (Pa);
  • Il faro di Riposto a Riposto (Ct);
  • La Torre Castelluccia Bosco Caggioni a Pulsano (Ta),
  • Il Convento San Domenico Maggiore a Monteoliveto
  • La Torre d’Ayala a Taranto.
  • Il faro del Po di Goro;
  • Il faro Spignon sull’isola di Spignon a Venezia.

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