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Spreco di cibo: approvata la nuova legge

9 Agosto 2016 | Autore:

> Business Pubblicato il 9 Agosto 2016



La nuova legge anti-sprechi premia chi non butta il cibo: incentivi e semplificazione burocratica per le donazioni

Dopo l’approvazione della Camera lo scorso marzo, è arrivato anche il sì del Senato della Repubblica alla proposta di legge contro gli sprechi alimentari. La legge Gadda è stata approvata con solo due voti contrari e 16 astenuti.

L’Italia, tenendo a mente l’Expo ed i suoi obiettivi, si dota così di una legge organica sul recupero delle eccedenze, puntando sulla donazione per solidarietà sociale.

Quanto sprechiamo? 

Secondo l’ultimo report (del 2015) dell’Osservatorio Waste Watcher il fenomeno dello spreco alimentare riguarda anche l’Italia. Si parla di 5 milioni di tonnellate di prodotti alimentari che finiscono nella spazzatura, per un valore di 8 miliardi di euro.

Un dato sconcertante da un punto di vista etico, specie in un periodo storico come quello che stiamo vivendo, circondati dalla disperazione e da tragedie umane ormai quotidiane.

E anche la perdita economica è sostanziale, dal momento che si tratta di un mezzo punto di prodotto interno lordo perso; ogni settimana, in media, ogni famiglia butta 6,5 euro di spesa.

Quali sono i cibi maggiormente soggetti a spreco?

Guardando ai cibi più sprecati, in un’ottica percentuale rispetto alla produzione, i dati emergono in modo ancor più netto. Il 30% dei cereali prodotti; il 30% del pesce e dei prodotti derivati; il 40% della frutta e della verdura; il 20% della carne e dei prodotti derivati; il 2o% dei semi oleaginosi e delle leguminose; il 45% delle radici e tuberi.

Secondo la FAO gran parte dello spreco avviene durante la produzione agricola (30%) e nelle fasi successive alla raccolta (22%); ma anche il consumatore fa il suo, sprecando un altro 22%, pari a 345 milioni di tonnellate di cibo.

Che cosa prevede la legge italiana anti spreco?

La legge italiana si basa su una strategia diversa rispetto a quella francese in materia. Se la Francia ha basato tutto sulla penalizzazione della materia, la legge italiana punta sulla premialità, prevedendo incentivi ed una maggiore semplificazione burocratica. Non ci sono sanzioni come avviene in Francia, donare non sarà obbligatorio poiché si ritengono inutili, se non dannose, le costrizioni formali.

a Carta di Milano, promossa in occasione dell’Expo, trova la sua espressione legislativa nell’ordinamento interno, con l’obiettivo di recuperare un milione di tonnellate di cibo, donandole a chi ne ha bisogno, come ha sottolineato Maurizio Martina, ministro delle politiche agricole.

Il cibo verrà infatti destinato in primo luogo agli indigenti, che nel 2015 erano oltre 4 milioni e mezzo (Dati ISTAT).

La legge definisce i concetti di “eccedenza” e di “spreco alimentare”, fa chiarezza tra il termine minimo di conservazione e la data di scadenza, sempre più confuse e una delle cause principali dello spreco. Si semplificano le procedure per la donazione, pur nel rispetto delle norme igienico sanitarie.

Quali sono gli incentivi previsti dalla nuova legge anti-spreco?

La legge consente la raccolta dei prodotti agricoli che rimangono in campo e la loro cessione a titolo gratuito. Il pane potrà essere donato nell’arco delle 24 ore dalla produzione.

Per ridurre al minimo gli sprechi, inoltre, i clienti della ristorazione potranno portare a casa gli avanzi con la “family bag”.

Viene poi posta maggiore attenzione alle produzioni a “chilometro zero”.

Chi sono i soggetti donatori? 

Oltre alle Onlus, anche gli enti pubblici potranno esser considerati soggetti donatori. Nelle iniziative di raccolta verranno inoltre coinvolte le mense scolastiche, ospedaliere e aziendali. 

Le donazioni non richiedono la forma scritta

Cosa si può donare? 

Si possono donare cibi ma anche farmaci con etichette sbagliate, purchè non ci siano irregolarità nelle date di scadenza del prodotto o nelle indicazioni relative ad eventuali allergie e intolleranze.

Quali i risultati previsti dalla legge ?

Secondo i promotori della legge le nuove norme permetteranno una distribuzione di 7 milioni di pasti quotidiani. Questo è l’obiettivo che si pone Gregorio Fogliani, che con il progetto no profit Pasto Buono aveva raggiunto i 500 mila pasti recuperati in un anno.

La legge sembra dunque un forte sostegno anche per il settore del no profit, nel raggiungimento di obiettivi comuni: obiettivi di solidarietà o più semplicemente di civiltà.


1 Commento

  1. Leggo in ritardo… Se dipendesse da me prenderei i DUE contrari e i SEDICI astenuti (i nomiiiii???????) e li lascerei crepare d’inedia…

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