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Tassa sui rifiuti aumentata. Ecco le città più care

9 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 9 Agosto 2016



La Tari è in continuo aumento dal 2012 secondo gli studi della UIL

Le tasse non accennano a diminuire, anzi, a quanto pare aumentano. Secondo uno studio della UIL la tassa sui rifiuti è cresciuta in media di 72 euro.

Che cos’è la TARI e chi la deve pagare?

La TARI, acronimo di Tassa rifiuti, è l’ imposta comunale istituita nel 2014 con la legge di stabilità. L’imposta ha sostituito la Tares ed ha come presupposto il possesso o la detenzione di locali o aree scoperte, qualunque sia il loro uso, purché siano suscettibili di produrre rifiuti urbani.

In molte città, tuttavia, (si pensi a Milano) nella Tari rientrano anche i costi per la pulizia delle strade: una precisazione che si ritiene necessaria per analizzare in modo oggettivo i dati che riportiamo di seguito.

La tassa è dovuta agli inquilini, al di là della loro condizione soggettiva di proprietari o di affituari.

Di quanto è aumentata la TARI negli ultimi anni? 

Il Servizio di Politiche della Uil ha analizzato i dati: tra il 2012 e il 2016 la tassa sui rifiuti ha registrato un aumento di 72 euro, pari ad una media del 32,2% annuo. Nell’ultimo anno, tuttavia, la progressione sembra più tenue, crescendo di pari passo al tasso di inflazione, al 0,4%.

Le città in cui la Tari è più alta. Chi paga di più?

La UIL ha considerato l’imposta in 94 capoluoghi di provincia [1], prendendo a criterio una famiglia di quattro componenti che vivono in una casa di 80mq.

Il report evidenzia che le famiglie italiane pagheranno in media 295 euro a fronte dei 294 dell’anno scorso, ma si tratta di 20 euro in più rispetto al 2012.

La città più cara sotto questo punto di vista è Benevento, dove le famiglie pagano ben 473 euro l’anno; seconda classificata Pisa, con 456 euro, seguita da Salerno e Grosseto, 462 e 450 euro.

Tra le città metropolitane spiccano Napoli (436 euro) e Reggio Calabria (431 euro).

La media su scala nazionale viene abbassata da alcuni comuni particolarmente virtuosi: a Belluno la tassa è di 150 euro all’anno, a Novara 166 euro, e al sud spicca Vibo Valentia, con 176 euro anno chiesti alle famiglie.

Ci sono tasse alternative alla Tari?

La tassa in questione è da sempre molto criticata per i criteri che stabilisce: una delle principali critiche è la difficoltà nel rintracciare un rapporto diretto tra i metri quadri dell’immobile e la quantità di immondizia prodotta. Proprio per questo alcuni Comuni hanno cercato vie alternative. A Biella, ad esempio, si è introdotta la TARIP, tariffa rifiuti puntuale, che si paga tenendo conto dei componenti familiari e del peso di rifiuti indifferenziati prodotti. Un criterio di misurazione sicuramente più preciso, ma forse più difficile (costoso?) da attuare.

note

[1] Mancano Caltanissetta, Chieti, Crotone, Enna, Firenze, Livorno, Pordenone, Ragusa, Siracusa, Trapani, Venezia


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