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Investimenti: italiani poco fiduciosi

10 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 10 Agosto 2016



L’andamento dei mercati rende gli italiani diffidenti: si investe poco e su prodotti a bassissimo rischio.

Il rallentamento nei mercati non dà fiducia agli investitori italiani, che tendono piuttosto a muoversi in un’ottica di breve periodo.
Nonostante i ripetuti segnali positivi che si cerca di far arrivare dall’economia reale, testimoniata dalla frequenza decisamente eccessiva del positivismo mediatico, gli italiani continuano ad essere pessimisti sul mobilitare i propri risparmi.

I sondaggi dimostrano i dubbi degli investitori italiani

I segnali di ripresa non sembrano convincere gli investitori, secondo quanto affermato da Legg Mason, società di asset management, che ha condotto un sondaggio s 5mila persone in 19 paesi.

Le incertezze dei mercati finanziari e la non più tranquilla situazione sociale in europa non lascia tranquilli gli italiani, che sono timorosi di investire i propri risparmi. Solo il 55% degli investitori italiani è ottimista sul futuro dei propri investimenti, una percentuale bassa e seconda solo alla Francia.

La tendenza è decisamente inversa nei paesi nordici, tra cui Svezia, 73% e anche il Regno Unito, dove la Brexit sembra non aver ancora manifestato a pieno i propri effetti nei confronti dei fiduciosi investitori.

Italiani meno fiduciosi rispetto ad un anno fa

Il calo è evidente anche se si guarda ai dati più recenti. Un anno fa, infatti, il 63% degli italiani che avevano investito in prodotti finanziari apparivano fiduciosi sul loro futuro. Un calo del 8% che deve far riflettere.

Le ragioni del calo di fiducia degli italiani

Le ragioni di un tale calo sono forse da rintracciarsi nelle continue crisi bancarie che hanno riguardato il nostro paese; nell’instabilità globale, o forse nella compressione dei rendimenti provocata dalla nuova stagione di tassi zero inaugurata dalla Bce e seguita dalle altre Banche centrali. Le decisioni delle banche centrali, infatti, sembrano elemento di forte impatto sulle decisioni di investimento, al punto di raggiungere la quota di un intervistato su due.

I dati dei sondaggi oscillano tra i timori di chi non si fida del sistema, temendo il c.d. rischio sistemicoe chi non mostra fiducia in particolare nella nostra nazione.

La volatilità dei mercati è senza precedenti

La volatilità dei mercati, vale a dire il grado di variazione dei prezzi sui mercati, è ciò che più sembra preoccupare gli investitori: chi pone risparmi in prodotti finanziari per lasciare un patrimonio ai propri figli, o permettersi una vita più agiata in futuro, abbassa al minimo il proprio livello di tolleranza al rischio, e non vede di buon grado l’incertezza nel riscuotere il proprio credito: si investe perciò sul breve periodo.

C’è poi la generazione definita millenial: generazione dei consumatori nati tra gli 80’s e i 2000, che sembrano avere più fiducia, puntando su orizzonti temporali più lunghi (il 68% è focalizzato sul lungo periodo, più dei coetani europei).

Ma c’è ancora un altro dato che deve far riflettere: il 77% dichiara di essere più avverso al rischio rispetto ai 12 mesi fa.

Questi i dati, con un ultimo accenno di speranza e di ripresa. Sono dati statistici e come tali vanno presi, eppur c’è da riflettere per il futuro.


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