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Posso chiedere l’aspettativa per attività di volontariato?

5 aprile 2016 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 aprile 2016



Permessi e congedi per attività di volontariato: in quali casi è possibile fruirne, per quanto tempo, a quanto ammonta l’indennità.

 

I dipendenti iscritti ad un’organizzazione di volontariato di protezione civile possono assentarsi dal lavoro usufruendo di permessi retribuiti. Perché l’assenza possa essere richiesta ed indennizzata, però, è necessario lo svolgimento, da parte del lavoratore, di determinate attività ed è necessario che l’associazione sia iscritta nei registri regionali ed inserita nell’elenco nazionale dell’Agenzia di protezione civile.

Permessi retribuiti volontariato: attività da svolgere

Nel dettaglio, le assenze retribuite per volontariato possono essere richieste per lo svolgimento delle seguenti attività:

soccorso e assistenza durante eventi per cui è dichiarato lo stato di emergenza nazionale: durante simili ipotesi è possibile chiedere il permesso per un massimo di 180 giorni in un anno, dei quali non più di 60 continuativi;

– soccorso e assistenza per calamità naturali o connesse con attività umane, da fronteggiare con mezzi e poteri straordinari: durante simili ipotesi è possibile chiedere il permesso per un massimo di 90 giorni in un anno, dei quali non più di 30 continuativi;

pianificazione, simulazione di emergenza e formazione teorico-pratica: durante simili ipotesi è possibile chiedere il permesso per un massimo di 30 giorni in un anno, dei quali non più di 10 continuativi, con un preavviso pari ad almeno 15 giorni.

Permessi retribuiti volontariato: organizzazioni

L’organizzazione nei confronti della quale il dipendente presta attività di volontariato, oltre ad essere iscritta nei registri regionali ed inserita nell’elenco nazionale dell’Agenzia di protezione civile, deve avere i seguenti requisiti:

– essere un organismo liberamente costituito;

– essere un organismo senza fini di lucro;

– svolgere o promuovere, avvalendosi prevalentemente di prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti, attività di previsione, prevenzione e soccorso per affrontare calamità naturali o connesse con attività umane.

Permessi retribuiti volontariato: rimborso

Durante le assenze per attività di volontariato, il dipendente ha diritto alla retribuzione da parte del datore di lavoro ed al versamento della contribuzione; il datore, però, può richiedere all’autorità di protezione civile competente il rimborso della somma equivalente a quanto versato per il lavoratore, esclusi i contributi previdenziali ed assistenziali.

Per essere rimborsato, il datore di lavoro deve inviare una domanda all’autorità di protezione civile competente, entro i due anni successivi al termine dell’intervento, dell’esercitazione o dell’attività di formazione.

Nell’istanza il datore deve indicare:

– la qualifica professionale del dipendente volontario;

– la retribuzione oraria o giornaliera;

– le giornate di assenza e l’evento cui si riferisce il rimborso;

– le modalità di accredito.

note

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1 Commento

  1. Buon giorno, come scritto” al dipendente spettano….”, vorrei rilevare come alcune categorie di lavoratori in particolari gli addetti alle FF.PP., vengono raggirati da circolari interne motivando ” … fino a quando perdurerà la predetta grave carenza de personale…potranno prestare la propria attività di soccorso e assistenza soltanto ed esclusivamente nei periodi di congedo ordinario o str.”Come dire non viene presa in considerazione i vari D.P.R.

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