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La Finanza Etica, quando la finanza incontra i valori etici

10 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 10 Agosto 2016



La globalizzazione dei mercati ha messo in luce tutte le criticità e le disparità del sistema. In un tale contesto muove i propri passi la finanza etica

La globalizzazione dei mercati ha messo in luce tutte le criticità e le disparità del sistema. Al miglioramento di contesti territoriali altamente sviluppati, caratterizzati dal benessere, si affiancano zone territoriali del tutto disagiate, che pagano le conseguenze dello sviluppo dei paesi ricchi, la minoranza assoluta.

In un tale contesto da qualche anno muove i propri passi quella che è stata definita in termini generali “finanza alternativa“, per distinguerla in modo netto dalla finanza tradizionale, fatta di prodotti ad alto rischio.

In termini più specifici, poi, si parla di Finanza Etica, per indicare una forma di utilizzo degli strumenti finanziari improntati al benessere comune, ai valori etici.

A lungo è sembrata utopia, eppure oggi la Finanza Etica è una realtà.

Analizziamo quindi questo modo di interpretare la finanza ed i suoi obiettivi principali.

Che cos’è la Finanza Etica?

Per finanza etica si intende quel settore della Finanza che stabilisce come e dove allocare le risorse raccolte tramite i mezzi tradizionali (come i depositi), sulla base di valutazioni etiche e morali, piuttosto che su analisi esclusivamente finanziarie.

Gli obiettivi di fondo della finanza etica

Sono varie le tipologie di Finanza etica, come varia è l’etica, ma non bisogna pensare esclusivamente a fattori religiosi: l’etica guarda alla correttezza dell’agire, ai valori comuni dell’umanità, concetto non necessariamente legato a fattori religiosi, anzi, decisamente laico. Il concetto di finanza e di etica sono tutt’altro che lontani ed anzi accostati realizzano un principio semplice, se vogliamo basilare: svolgere la funzione di equa allocazione di risorse finanziarie nel tempo e nello spazio, al fine ultimo di sostenere lo sviluppo di tutti: perché ciò è interesse (anche economico) di tutta la società. Si punta dunque a modificare i comportamenti finanziari in un senso più sociale, tramite l’individuazione di criteri comportamentali che garantiscano il corretto agire di chi svolge l’attività finanziaria [1] : rifiutando, in primo luogo, investimenti in tutto ciò che danneggi l’uomo, l’ambiente, la società.

Infatti, una società che ha possibilità di guadagnare tramite il proprio lavoro è una società in grado di consumare di più: maggiori consumi comportano maggiori entrate per le imprese, quindi benessere micro e macroeconomico.

Si riparte, insomma, dalle funzioni originarie della finanza, la riallocazione delle risorse finanziarie, da chi ha necessità di depositarle a chi ha necessità di utilizzarle, ma per scopi etici. Una teoria che guarda agli obiettivi originari della finanza, rifiutando l’attuale sistema finanziario come unico sistema possibile.

Il punto di partenza della finanza etica è infatti il rifiuto di investimenti in società, imprese, fondi che finanzino in modo diretto o indiretto guerre, sfruttamenti e tutto ciò che leda i diritti fondamentali dell’uomo.

La finanza etica pone attenzione sull’economia reale: non è finanza per filantropi

Attenti però a considerare tale forma alternativa di finanza come una finanza di beneficienza o per filantropi. Non si tratta di devolvere parte dei rendimenti a iniziative con valenza sociale, ma di svolgere un’attività concreta di gestione delle attività di risparmio, orientate, però, all’etica.

Inoltre è forte l’attenzione posta sulle ripercussioni che si hanno sull’economia reale. Il concetto di fondo, infatti, è finanziare tutte le realtà imprenditoriali che fondino le loro attività ed il loro agire economico su valori di trasparenza, fiducia, rispetto dell’uomo e dell’ambiente.

C’è naturalmente spazio per l’umanità, ma è forse più corretto parlare di opportunità, più che di solidarietà. La solidarietà, troppo spesso, diventa pietismo; l’obiettivo di fondo è invece, in tal caso, quello descritto in modo chiaro dalla vecchia massima: “dona ad un bisognoso un pesce ed egli mangerà una volta; insegnagli a pescare, e mangerà per sempre“.

Opportunità, dunque. Opportunità originata in primo luogo da un principio: il credito come diritto fondamentale di ogni uomo.

Gli assunti della finanza etica: usare gli strumenti della finanza tradizionale, ma con diversi valori di riferimento

Gli assunti sui quali poggia la finanza etica sono individuabili nell’uso degli strumenti tradizionali della finanza tradizionale, invitando però gli intermediari, i depositanti e gli investitori a orientare le scelte di investimento su valori etici, evitando il finanziamento di società che sfruttino l’altrui bisogno, strumentalizzando a proprio vantaggio le altrui difficoltà. Al contrario, si cerca di finanziare i più deboli, dando loro fiducia.

Per far ciò si usano, però, gli strumenti tradizionali della finanza, seppur con differenti valori di riferimento: tutto ciò è quanto si evince dal Manifesto della finanza etica e sociale

Che cos’è il Manifesto della Finanza etica e sociale?

Partendo dai principi descritti finora, l’Associazione finanza etica, che è stata attiva in Italia tra 1994 e 2004 ha redatto il Manifesto della Finanza Etica e Sociale, con l’obiettivo di far conoscere obiettivi e strumenti di tale forma di finanza alternativa. Esso pone in luce quattro caratteristiche chiave di tale visione:

  • partecipazione diretta dei soci alla gestione  e alla scelta dei finanziamenti da effettuare;
  • la trasparenza massima sul modo in cui viene utilizzato il risparmio;
  • il prevalere delle reti sociali sui rapporti economici e perciò di un sistema di garanzie di tipo personale piuttosto che patrimoniale;
  • un’attenzione prevalente nei confronti dei progetti delle organizzazioni di terzo settore, quelle più vicine ad una logica di “promozione dello sviluppo umano” e abituate ad utilizzare criteri basati “sulla responsabilità sociale ed ambientale

Il credito viene considerato, in tutte le sue forme, un diritto per tutti gli esseri umani, ritenendo illegittimo un arricchimento che sia basato solo sul possesso del denaro. Si pone rilevanza fondamentale sull’efficienza e sulla trasparenza nelle azioni di investimento, nonchè nella gestione dei risparmi, con la partecipazione dei risparmiatori ad ogni scelta.

I destinatari sono soggetti che operano per un futuro sostenibile, equo, solidale, che usino il risparmio in modo consapevole e socialmente responsabile. Si sposta l’attenzione dal profitto allo sviluppo economico.

Se ritenete che tutto ciò sia solo utopia, vi invitiamo a seguire i prossimi articoli su questo portale, dove descriveremo esempi già reali ed efficienti di finanza etica, quali il microcredito e i fondi comuni di investimento

note

[1] R.Adamo, La finanza etica. Principi, strumenti e finalità, Edizioni Scientifiche Italiane, 2009


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