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Se la moglie non fa vedere i figli al padre lo risarcisce

17 Giugno 2019
Se la moglie non fa vedere i figli al padre lo risarcisce

Separazione e divorzio: perde l’affidamento e paga i danni il genitore che ostacola le visite dei bambini con l’ex coniuge.  

Con la separazione o il divorzio accade spesso, purtroppo, che uno dei due ex coniugi cerchi di impedire le regolari visite ai figli stabilite in favore dell’altro genitore.  Non far vedere i figli al padre, nonostante questo diritto sia previsto dalla legge e dallo specifico provvedimento giudiziale che regola la cessazione del rapporto coniugale, è un’arma meschina, ma utilizzata frequentemente per le più varie ragioni, dietro le quali c’è un risentimento verso l’ex coniuge. Si tratta evidentemente di comportamenti ritorsivi, che danneggiano innanzitutto il bambino, al quale è precluso di poter incontrare il genitore con il quale non abita, ma anche il genitore stesso, che soffre di questa mancanza.

Di solito quando termina un rapporto coniugale e ci sono figli minori si stabilisce, d’intesa tra i genitori oppure per provvedimento del giudice, che essi continuino ad abitare con la madre, anche se l’affidamento è condiviso. Quindi la maggior parte delle volte è il padre ad essere pregiudicato nel proprio diritto di poter vedere i figli nei giorni, orari e periodi appositamente stabiliti per questi incontri.

In questi spiacevoli casi è intervenuta la Corte di Cassazione stabilendo un importante principio: se la moglie non fa vedere i figli al padre lo risarcisce.  Questa pronuncia segna un punto a favore che fa esultare i padri separati. Vediamo quindi cosa ha detto la sentenza ed in quali casi e come può essere fatto valere questo diritto ormai affermato dalla giurisprudenza.

In quali casi scatta il risarcimento

La madre che tenta di ostacolare le visite dei figli da parte del padre rischia non solo di perderne l’affidamento condiviso, ma anche di dover pagare all’ex coniuge il risarcimento del danno. Si tratta del danno non patrimoniale, che consiste nel dolore arrecato al padre da questo comportamento che gli impedisce di poter incontrare i propri bambini e trascorrere il tempo necessario con loro. Lo ha affermato la Cassazione con una specifica e molto chiara sentenza [1].

Si rafforza quindi la tutela in favore dei padri separati, dopo che già la giurisprudenza aveva riconosciuto la possibilità di rinvenire gli estremi della sindrome di alienazione genitoriale (cosiddetta “PAS”) nel caso di comportamento tiranno della donna, volto a screditare la figura paterna agli occhi dei figli.

L’orientamento dei giudici in questi spiacevoli casi è costante: la regola generale dell’affidamento condiviso (in base alla quale entrambi i genitori conservano gli stessi diritti, doveri e potestà sui minori, anche in caso in cui i figli siano allocati presso uno solo dei due) non va più applicata quando essa pregiudichi la loro crescita e il rapporto con entrambi i genitori.

E’ il caso in cui uno dei due genitori si macchi di gravi colpe verso i propri figli: in tal caso chi è responsabile perde l’affidamento condiviso e scatta l’affidamento esclusivo a favore dell’altro genitore. Non c’è dubbio che ostacolare le visite con l’altro genitore (nella maggior parte dei casi pratici è al padre che vengono impedite) possa costituire un serio pregiudizio per la crescita equilibrata e serena dei figli. Nel loro interesse, dunque, i giudici dispongono l’affidamento esclusivo dei minori al genitore “non colpevole”.

La Cassazione però non si ferma qui: aggiunge anche la necessità di risarcire il danno per il patimento morale arrecato all’ex coniuge che è stato ingiustamente allontanato dai propri figli.  Questa voce di danno, per sua natura non potendo essere determinata nel suo preciso ammontare – va liquidato dal giudice in via equitativa, ossia secondo quanto a questi appare giusto.

Nel caso esaminato dalla Cassazione una madre era stata condannata al risarcimento di 10mila euro per aver ostacolato i rapporti tra padre e figlio, somma però ritenuta non congrua dall’uomo. La donna aveva denunciato il marito per pedofilia ai danni del figlio, ma la denuncia era poi stata archiviata. A seguito di questa triste vicenda, la Cassazione ha confermato, sotto l’aspetto civilistico, l’illecito comportamento della madre che aveva impedito in modo ingiustificato i rapporti tra il padre e il piccolo e le ha revocato l’affidamento dei minori, stabilendo il diritto del padre al risarcimento.

I tanti casi di ostacolo nel diritto di visita

Al di là del caso specifico esaminato dalla Cassazione e guardando il problema in generale, dobbiamo constatare che sono purtroppo numerosi i casi di padri separati che lamentano l’impossibilità di vedere il proprio figlio a seguito della separazione o divorzio. A volte si tratta di rifiuti espliciti e di ostacoli espressamente posti dalla ex moglie ai contatti tra i due, altre volte ci sono influenze psicologiche di quest’ultima sulla prole che indiucono i minori a distaccarsi o addirittura odiare una figura che non riconoscono più essere quella paterna. Anche in questo caso, a seguito di perizie psicologiche sulla prole, è possibile risalire all’illecito comportamento del genitore collocatario e alla revoca dell’affidamento condiviso.

Bisogna ricordare che il diritto di visita del genitore non affidatario è stabilito, innanzitutto, nell’interesse dei figli a mantenere rapporti con entrambi i genitori anche dopo la loro separazione e fine della convivenza; perciò questo diritto opera non solo nei normali casi di affidamento condiviso ma sempre e dunque anche in favore del genitore non affidatario o presso il quale comunque i figli non abitano, perché deve essergli riconosciuto di poter proseguire il rapporto affettivo con loro.

Il padre, cioè, a prescindere dal regime di affidamento stabilito, ha il diritto di continuare ad essere presente in tutto il lungo e delicato percorso di crescita dei figli, sostenendoli non solo materialmente (nei casi in cui si è stabilita la corresponsione di un assegno periodico per il loro mantenimento) ma anche moralmente: la possibilità di visita è un modo indispensabile per mantenere e sviluppare questa presenza anche dopo la separazione dal coniuge. Per questo il diritto di visita costituisce non soltanto un diritto, ma anche un preciso dovere da parte del genitore.

Violazione del diritto di visita: rimedi e tutele

Negare il diritto di visita del genitore ai figli adottando comportamenti ostruzionistici costituisce un illecito punito sia a livello civile che in ambito penale. I casi concreti possono essere i più vari: purtroppo la fantasia non ha limiti e spesso avviene che chi vuole evitare di far incontrare i figli all’ex coniuge inventi le scuse più varie guardacaso proprio in concomitanza dei giorni ed orari prefissati.

L’essenziale per arrivare all’illecito è che questi ostacoli non siano episodici e che non siano giustificati da una motivazione: ad esempio se il bambino sta male davvero. Quando invece il rifiuto si ripete costantemente e per lunghi periodi e non vengono forniti motivi seri e convincenti sul perché il bambino non può incontrare l’altro genitore, allora ci sono gli estremi per far scattare l’illecito e ricorrere ai rimedi del caso; così come se ci sono influenze psicologiche perduranti volte a screditare la figura paterna cercando di allontanare in tutti i modi i figli dal padre.

È reato impedire al padre di vedere i figli

La più importante e radicale tutela nei casi di violazione del diritto di visita del papà è quella penale [2]: c’è infatti la violazione di un ordine del giudice, sancito nel provvedimento di separazione o di divorzio, in materia di affidamento dei figli minori.

Dunque devi sapere che impedire al padre di vedere i figli costituisce reato: anche questo principio è stato fissato dalla Cassazione [3] che è intervenuta in maniera severa affermando il principio secondo cui la condotta ostruzionistica e ripetuta nel tempo, finalizzata a impedire le regolari visite del padre ai figli, lede il diritto del genitore ostacolato ad incontrare i figli e a mantenere il rapporto con loro.

La condotta ostruzionistica che costituisce reato consiste nell’eludere, con qualsiasi mezzo, il contenuto del provvedimento del giudice riguardante le modalità in cui deve estrinsecarsi il diritto di visita. Eludere è qualcosa di più che inosservare: per raggiungere la soglia di rilevanza penale occorre appunto che il diritto di visita sia stato volutamente ostacolato (il reato richiede il dolo) e seriamente compromesso (non basta cioè un rifiuto occasionale e sporadico), in modo da frustrare le aspettative del padre al quale è stato negato [4].

Si può quindi sporgere querela nei confronti dell’ex moglie o compagna in modo da avviare il procedimento penale; quando il reato verrà accertato, sarà possibile ottenere il risarcimento del danno.

Si può agire anche in via civile

Nella maggior parte dei casi, quando cessa il rapporto coniugale o di convivenza viene stabilito l’affidamento condiviso dei figli. In questo caso il padre e la madre mantengono gli stessi diritti e doveri su tutti gli aspetti che riguardano la crescita, l’educazione ed il mantenimento dei figli minori.

L’affidamento condiviso ovviamente comporta che i minori abiteranno da uno dei due genitori – di solito la madre – e potranno vedere il padre nelle visite stabilite secondo un calendario prefissato e riportato nel provvedimento del giudice del tribunale che ha disposto o omologato la separazione.

Solo in casi particolari il giudice decide l’affidamento esclusivo dei figli minori ad uno solo dei genitori: ciò avviene quando uno dei genitori si è dimostrato incapace di saperli tutelare e gestire i loro interessi, ad esempio perchè tossicodipendente, criminale, responsabile di violenze su di loro oppure perchè ha abbandonato da tempo il domicilio coniugale disinteressandosi di loro.

Anche in questi casi, però, di solito il giudice nel provvedimento di affidamento indica tempi e modi attraverso cui anche il genitore non affidatario potrà incontrare il figlio minore: l’interesse alla sua crescita e a mantenere un rapporto con entrambe le figure genitoriali non viene meno.

Quindi, a prescindere dal tipo di affidamento che è stato stabilito, la madre deve consentire sempre a che i figli incontrino il padre secondo il calendario prefissato: se non lo fa e cerca di impedire al padre di vederli, è possibile fare un apposito ricorso al giudice [5] chiedendo l’emanazione di un provvedimento che faccia cessare questo indebito comportamento che, ostacolando il diritto di visita, rappresenta una grave inadempienza e reca pregiudizio al minore.

Da qui nei casi più gravi si potrà anche richiedere al giudice stesso la modifica del regime di affidamento: se la madre nega costantemente al padre la possibilità di incontrare i figli, il tribunale potrà revocarle l’affidamento e disporre che i bambini vadano a vivere con il padre.

Il risarcimento per ogni giorno di violazione

Non è tutto. Se la madre non rispetta l’ordine del giudice con l’indicazione dei giorni e degli orari entro cui il padre può esercitare il diritto di visita sui figli è tenuta a pagargli un risarcimento ulteriore per ogni giorno di violazione. Secondo il tribunale di Milano [6] si può applicare la misura risarcitoria e coercitiva prevista dal codice di procedura civile [7] per tutti i casi  in cui, dopo l’emissione della sentenza, la parte soccombente non adempie all’ordine del giudice.

Scatta così questa penale per ogni giorno di ritardo che consiste in un risarcimento giornaliero per la mamma separata che continui ad ostacolare i rapporti dell’ex coniuge col figlio minore: paga alla controparte 50 euro ogni volta che senza motivo impedisce al figlio di pernottare il mercoledì sera dal padre e 30 euro ogni volta che costringe l’ex a passare per casa sua per prendere i libri di scuola o la borsa dello sport del bambino. E ciò si rende necessario per far rispettare l’ammonimento rivolto alla donna, responsabile di atteggiamenti ostativi rispetto ai rapporti fra l’altro genitore e il minore.

note

[1] Cass. sent. n. 6790/2016 del 7.04.2016.

[2] Trib. Milano, decr. del 7.01.2018.

[3] Art. 614-bis cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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