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Mediazione tributaria: si considera la somma degli atti impugnati

9 Aprile 2016
Mediazione tributaria: si considera la somma degli atti impugnati

Non si deve procedere al reclamo-mediazione tutte le volte in cui si impugnino più cartelle di pagamento, fermo o ipoteca e la somma del valore di tali atti supera 20.000 euro.

Per calcolare la soglia dei 20mila euro, al di sopra della quale non c’è più l’obbligo di effettuare la mediazione tributaria, bisogna considerare la sommatoria di tutti gli atti impugnati con un unico ricorso. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con una circolare diffusa ieri [1].

L’Agenzia ricorda che il procedimento di mediazione è ora obbligatorio anche nel caso di impugnazione di cartelle di pagamento o altri atti di Equitalia (fermo o ipoteca); ciò, comunque, sempre a condizione che il valore della lite non superi 20.000 euro.

In particolare, per valore della lite si intende l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato; in caso di controversie relative esclusivamente alle sanzioni, il valore è costituito dal loro ammontare.

Qualora il debitore impugni la comunicazione di iscrizione di fermo auto o di ipoteca su immobili, il valore della controversia va determinato con riferimento all’atto impugnato e, analogamente a quanto previsto per la quantificazione del contributo unificato, deve essere calcolato in base al valore dei crediti per tributi – al netto di interessi, sanzioni (salvo che le sanzioni non costituiscano un accessorio al tributo per cui si procede, bensì pretesa autonoma) e altri oneri accessori – per i quali l’Agente della riscossione ha comunicato l’iscrizione del fermo o dell’ipoteca.

Anche nel caso in cui il ricorrente, oltre a contestare vizi propri del fermo o dell’ipoteca, contesti anche i crediti per i quali si procede, si deve far riferimento al valore complessivo dei crediti tributari come detto in precedenza; pertanto, se il valore complessivo dei crediti tributari sottostanti al fermo o all’ipoteca supera 20.000 euro, la lite non è soggetta al procedimento di mediazione anche se le iscrizioni a ruolo contestate abbiano un valore inferiore alla predetta soglia. In altri termini, si ritiene che, quando con lo stesso ricorso il debitore impugni sia il fermo o l’ipoteca con valore della lite superiore a 20.000 euro sia singole iscrizioni a ruolo di valore inferiore, prevalga il rito ordinario di impugnazione su quello speciale previsto per le controversie di valore fino a 20.000 euro.

Gli stessi criteri si applicano, analogamente, nel caso di impugnazione di una cartella di pagamento che cumula distinte iscrizioni a ruolo anche se eseguite da diversi enti creditori, se si contesta integralmente la cartella per vizi propri, nonché le singole iscrizioni a ruolo per vizi riferiti all’attività degli enti creditori


note

[1] Ag. Entrate circolare n. 12/E, risposta n. 19.2.6, dell’8.04.2016.

Autore immagine: 123rf com


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