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Cala il petrolio ma la benzina è in eccesso

11 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 11 Agosto 2016



Stoccaggi mai così pieni dal 2009, aumentano le scorte di carburante a fronte della riduzione dei costi di estrazione. Ecco le ragioni di questo fenomeno.

Ricordate le file ai distributori, il panico suscitato dagli scioperi ed i distributori chiusi? Intere città paralizzate dalla psicosi dei carburanti, nel terrore di non potersi muovere senza auto; gli aumenti del prezzo del petrolio, con la benzina a quota 1,80€.

Ebbene, a distanza tutto sommato ravvicinata da quegli eventi, oggi la situazione si è del tutto capovolta. Qualche mese fa allarmava il surplus di petrolio, che ha naturalmente portato al ribasso dei prezzi al barile, riportandoli su prezzi ragionevoli rispetto ai precedenti. Ed è stata proprio tale abbondanza del greggio a basso costo a spingere le raffinerie a lavorare di più, accelerando la produzione di carburanti, per ottenere margini generosi.

All’aumento di produzione, quindi di offerta, non è corrisposto una crescita dei consumi: si parla di produzioni superiori al 60% dei consumi.

L’aumento di produzione del petrolio

Pochi mesi fa l’Aie, Agenzia internazionale per l’energia, mostrava le sue preoccupazioni, affermando che il mondo sarebbe “affogato nel petrolio”, denunciando scorte così ampie entro l’estate da poter riempire piscine, come affermò Bob Dudley, Chief Executive Officer della British Petroleum: affermazioni che suscitano se non altro rabbia, in un periodo di forte denuncia nei confronti delle estrazioni.

E le previsioni si rivelano veritiere: stoccaggi mai così pieni dal 2009, 95 milioni di barili, a giugno.

Le ragioni del surplus del petrolio secondo l’Ocse

Secondo l’agenzia Ocse questa volta non è la speculazione a guidare la crescita, ma vere difficoltà commerciali: semplicemente, troppa offerta per poca domanda.

L’Aie allarma: le scorte di carburanti potrebbero aumentare ancora

L’Aie allarma, le scorte di prodotti raffinati potrebbero aumentare ancora, dal momento che le domande non accennano ad aumentare, anzi, piuttosto tendono a diminuire.


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