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Qual è il tribunale competente a dichiarare il fallimento?

11 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 11 Agosto 2016



Fallimento: qual è il tribunale competente? Qual è competente in caso di sede all’estero? Cosa succede in caso di pronuncia da parte di tribunale incompetente.

Competente alla dichiarazione di fallimento è il tribunale del luogo in cui l’imprenditore ha la sede principale della sua impresa.

Fallimento: cosa si intende per sede principale? 

La sede principale dell’impresa è il luogo in cui  è posto il centro degli affari inerenti all’impresa stessa, vale a dire il luogo dalla quale questa viene diretta.

La sede principale deve coincidere con lo stabilimento?

La sede principale non deve necessariamente coincidere con lo stabilimento, né con il luogo in cui si trova fisicamente l’azienda: ciò che rileva è semplicemente il luogo da cui provengono le direttive, ove si trattano gli affari relativi all’impresa e si prendono le decisioni della stessa, coordinando le operazioni e organizzando i fattori di produzione.

Rileva la sede effettiva dell’impresa ai fini della definizione della competenza

Per definire il tribunale competente non hanno rilevanza le sedi dichiarate, ma le sedi effettive. 

Nel caso di impresa individuale tale sede è quella in cui l’impresa è esercitata di fatto; mentre nel caso di impresa collettiva rileva la sede indicata nello statuto.

Chi è competente se la sede principale è all’estero?

Nel caso in cui l’impresa abbia sede all’estero si terrà conto della sede secondaria più importante attiva in Italia. In caso di più sedi secondarie considerate di pari importanza si fa leva sul cosiddetto principio della prevenzione,  per cui si riuniranno tutte le procedure presso il tribunale che ha ricevuto la prima tra queste.

Anche in caso di trasferimento successivo della sede, si guarderà alla sede effettiva al momento della presentazione dell’istanza di fallimento.

Se il tribunale che ha pronunciato dichiarazione di fallimento è incompetente?

Sebbene l’argomento era molto discusso, dopo la riforma del 2006, con l’introduzione operata da questa dell’art.9 bis nella legge fallimentare [1], si è stabilito a chiare lettere che nel caso in cui il tribunale che abbia emesso una sentenza dichiarativa di fallimento sia incompetente questi deve disporre con decreto la trasmissione immediata degli atti al tribunale dichiarato competente.

Entro venti giorni dal ricevimento degli atti, questo disporrà la prosecuzione della procedura. Ma restano in ogni caso salvi gli effetti degli atti precedentemente compiuti.

note

[1] L’art. 9-bis L.F., aggiunto dal D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. stabilisce che “Il provvedimento che dichiara l’incompetenza è trasmesso in copia al tribunale dichiarato incompetente, il quale dispone con decreto l’immediata trasmissione degli atti a quello competente. Allo stesso modo provvede il tribunale che dichiara la propria incompetenza. Il tribunale dichiarato competente, entro venti giorni dal ricevimento degli atti, se non richiede d’ufficio il regolamento di competenza ai sensi dell’art. 45 del codice di procedura civile, dispone la prosecuzione della procedura fallimentare, provvedendo alla nomina del giudice delegato e del curatore. Restano salvi gli effetti degli atti precedentemente compiuti […]”


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