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Partite iva: aperture in calo a giugno

12 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 12 Agosto 2016



Nel mese di giugno le nuove partite Iva sono calate: è quanto emerge dai dati dell’Osservatorio del Dipartimento delle Finanze.

Una flessione complessiva dell’8,2%  rispetto al giugno dell’anno precedente: a tanto ammonta il calo delle richieste di apertura delle partite Iva secondo quanto rileva l’Osservatorio del Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia. 

Che cos’è l’Osservatorio del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e che ruolo ha?

L’Osservatorio svolge un’attività di aggiornamento mese per mese sulle aperture delle partite Iva, quale segnale delle prospettive economiche future. Si pone l’attenzione sulle aperture e non sulle chiusure, sia perché quest’ultime sono meno significative da un punto di vista economico, sia perché non sempre i contribuenti adempiono l’obbligo di chiusura delle partite Iva.

Le informazioni vengono rilasciate nel giorno 10 del secondo mese successivo a quello di riferimento, e riguardano dati statistici relativi alle partite Iva sia di persone fisiche che di persone giuridiche, classificandoli per tipo di attività economica, caratteristiche demografiche e area geografica di riferimento.

Già nello scorso mese di maggio l’Osservatorio aveva evidenziato un tendenziale calo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con una inflessione negativa del -3,1%. Il trend sembra confermarsi anche nel mese di giugno, manifestando una certa continuità, di certo preoccupante.

Le aperture di partite Iva rispetto a giugno 2015

Secondo i dati rilasciati, guardando alla natura giuridica, il 70,2% delle partite Iva è stato aperto dalle persone fisiche, mentre solo il 24% dalle società di capitali ed il 4,9% dalle società di persone.

Rispetto al mese di giugno del 2015 è forte il calo per le persone fisiche, che scendono di 11 punti percentuali e per le società di persone, che perdono 5 punti percentuali. Sale di poco, invece il numero di partite Iva per le società di capitali.

Tra le persone fisiche registra un’importante tendenza all’avviamento da parte delle donne, che hanno aperto il 37,5 % delle partite Iva. Sono soprattutto i giovani che si avviano(46,7%), ma in ogni caso i dati sono, anche in questo caso, in calo rispetto all’anno precedente.

Dal punto di vista dei settori produttivi, invece, rimane il commercio il settore con maggiore richiesta di partita Iva, seguita da attività professionali e agricoltura. Proprio l’agricoltura, tuttavia, manifesta un preoccupante calo di richieste, e quindi una minore tendenza all’avviamento, calando addirittura del 20,7%

Dove si sono aperte più partite Iva?

Guardando all’aspetto geografico si conferma la situazione di benessere al Nord, dove è stato circa il 40% delle nuove partite Iva, a fronte del 35% del Sud e isole: spicca tuttavia la Basilicata, dove sono state aperte il 49,6% in più rispetto all’anno precedente, mentre è sensibile il calo in Calabria e Puglia (rispettivamente -17,6% e -26,8%) 

Un dato positivo: il regime agevolato funziona: +4,2%

Dati parzialmente positivi invece per il neonato regime agevolato forfettario: hanno aderito in 12.748, il 34% delle nuove aperture, con un aumento del 4,2% rispetto al giugno dello scorso anno.


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