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Ritardi continui negli stipendi: cosa fare

17 Aprile 2016
Ritardi continui negli stipendi: cosa fare

Il mio datore di lavoro mi versa puntualmente lo stipendio della busta paga con due settimane di ritardo: ho diritto al risarcimento?

Fermo restando che sui debiti scaduti e pagati in ritardo sono sempre dovuti gli interessi di mora (che, tuttavia, nel caso di due settimane di ritardo ammontano a pochi centesimi), regola che vale anche nel caso di pagamento dello stipendio in ritardo, non sono previste, in casi simili, a carico del datore di lavoro, particolari penalità o multe; né è stabilito, a favore del dipendente, il diritto a esigere il risarcimento del danno:ciò perché già gli interessi moratori hanno una natura risarcitoria e servono proprio per indennizzare il creditore del ritardo nella disponibilità della somma di denaro.

In verità, il protratto inadempimento nel pagamento dello stipendio, sia anche consistente nel semplice ritardo, può portare il dipendente alle dimissioni per giusta causa, esigendo così dall’Inps la Naspi, ossia l’assegno per la disoccupazione. È necessario che la dimissione avvenga nella nuova modalità stabilita dal Ministero, ossia attraverso la procedura online.

Si esclude che il ritardo di pochi giorni nel pagamento di una singola mensilità possa essere causa di dimissione per giusta causa. Diverso il discorso se il pagamento dovesse saltare o arrivare con un mese di ritardo.



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1 Commento

  1. Ma se gli interessi non vengono pagati, come in questo caso fa l’azienda dove lavoro, che per routine o per non perdere il vizio, i ritardi sono sempre tra i dieci e i quindici giorni, ma quanto arriva il pagamento del mese di Dicembre, devono passare da i tre ai quattro mesi, sempre senza interessi, che poi il ritardo dello stipendio, comporta non solo disagi e dissapori all’interno della propria famiglia , ma anche per chi ha un contratto di mutuo con la banca, deve subire la rivalsa della stessa , con nessi e connessi.

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