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La Polizia di Stato dà lezioni di social network

12 Agosto 2016 | Autore:
La Polizia di Stato dà lezioni di social network

Parte il 26 settembre 2016 “Una Vita da Social”, la campagna educativa della polizia sui rischi dei social network, il cyberbullismo e l’adescamento online.

Parte il 26 settembre dall’Istituto Sannino Petriccione di Ponticelli, a Napoli, la campagna educativa itinerante della Polizia di Stato. O forse sarebbe meglio dire “riparte“. Infatti si tratta della terza edizione di questo tour indirizzato agli studenti e realizzata dalla Polizia di Stato con il Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca.

La campagna si chiama “Una Vita da Social” ed è stata realizzata nell’ambito del progetto Generazioni Connesse del Safer Internet Center Italia sulla sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della Rete.

Adescamento online, cyberbullismo, importanza della privacy, sono solo alcuni dei temi trattati dalla Polizia negli incontri con gli studenti: un progetto al passo con i tempi che ha ricevuto di buon grado il co-finanziamento della Commissione europea.

I risultati positivi delle scorse edizione

Nelle scorse edizioni sono stati 150.000 gli studenti incontrati nelle piazze e più di 800.000 nelle scuole, con tanto di incontri con genitori ed insegnanti: perché naturalmente non basta un solo incontro per modificare dei comportamenti sempre più frequenti ed abitudinari. Il contributo delle famiglie e delle insegnanti è fondamentale per far comprendere a pieno i rischi del web.

È troppo il divario generazionale tra giovani e adulti 

Il divario fra la conoscenza digitale dei giovani e degli adulti è enorme, come sottolineato dal Prefetto Pansa, e ciò fa sì che i genitori non possono essere né modelli né maestri per i giovani, perché essi stessi non conoscono a pieno i pericoli della rete, come affrontarli, alcuni neppure sanno andare sul web. Il mondo del web è infinito ed intangibile, le insidie sono dovunque.

PdS: 57 tappe per una Vita da Social nel 2016

Il tour itinerante di 57 tappe toccherà tutto il territorio nazionale da Nord a Sud.

Le Istituzioni scendono dunque in campo insieme ad Associazioni, Aziende e società civile per “fare in modo che i gravissimi episodi di cronaca culminati con il suicidio di alcuni adolescenti ed il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto delle tecnologie, non avvengano più ”.

Gli operatori della Polizia Postale incontreranno studenti, genitori e insegnanti sui temi della sicurezza online con un linguaggio semplice ma esplicito adatto a tutte le fasce di età.

Gli studenti sembrano apprezzare molto gli incontri con la PdS

Gli studenti appaiono entusiasti di questo tipo di incontri, a dimostrazione di come molto spesso questo tipo di fenomeni potrebbero essere evitati facilmente, poichè dovuti ad ingenuità, ignoranza e leggerezza.

Su un campione di circa 4.000 studenti di scuole medie e superiori, 2 studenti su 3 affermano che le proprie competenze digital provengono in tutto o quasi da esperienze di apprendimento extra scolastico. Il contributo della scuola circa la didattica ad un uso consapevole della rete è molto scarso, posto che solo l’8% degli intervistati le attribuisce un ruolo fondamentale nell’alfabetizzazione informatica.

Informare gli studenti è fondamentale per un uso consapevole dei social network

I social network rappresentano ormai la quotidianità dei teenager, ed il confine tra giusto e sbagliato si perde facilmente di vista: ciò che più preoccupa è probabilmente il cyberbullismo, fenomeno che viene percepito in aumento dagli stessi adolescenti. La metà di loro ha avuto esperienza diretta o indiretta di fenomeni di questo tipo, ed è per questo che accoglierebbero con favore incontri con esperti per formare gli studenti all’uso dei social.

Ma gli incontri pongono l’attenzione anche sullo stalking, e naturalmente sulla pedopornografia e gli adescamenti, della quali è molto più semplice di quanto si pensi rimanere vittime inconsapevoli. Spesso, come sottolinea il Prefetto Pansa, l’adescamento può avere soltanto fini economici e commerciali, essere finalizzato alla truffa o al furto di denaro; altre volte serve ad attrarre giovani e ragazze a incontri o appuntamenti che poi possono finire in maniera tragica.

Con questa campagna la Polizia punta a rendere l’Internet un luogo sicuro, puntando sulla consapevolezza dei suoi utilizzatori, permettendo agli studenti di viverlo “come un’opportunità e non come un pericolo”, come sottolineava alla vigilia della prima edizione il prefetto Pansa, uno degli artefici dell’iniziativa. Da allora purtroppo gli episodi di cronaca si sono solo moltiplicati, a dimostrazione di quanto siano importanti, fondamentali, la moltiplicazione di queste iniziative. “Una Vita da Social” rappresenta un modello, esempio positivo di collaborazione fra pubblico e privato.



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