Diritto e Fisco | Articoli

Di che colore è la croce della parafarmacia?

21 aprile 2016


Di che colore è la croce della parafarmacia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 aprile 2016



Impossibile discriminare farmacia e farmacia nell’insegna, se non per il diverso colore della croce.

Se hai visto un’insegna con la croce si può trattare solo di una farmacia o di una parafarmacia: queste ultime, in particolare, sono state autorizzate dalla legge a installare l’insegna a bandiera all’esterno del proprio esercizio commerciale, a forma di croce greca di Ippocrate (padre e fondatore della medicina), proprio come le tradizionali farmacie.

Tuttavia, per differenziarsi, le due croci devono essere di colore diverso:

  • verde solo nel caso della farmacia,
  • blu invece nel caso della parafarmacia.

parafarmacia

Al di là di questa necessaria differenza, il Comune non può prevedere altre discriminazioni tra i due negozi. La parafarmacia infatti svolge un servizio di pubblica utilità vendendo i farmaci disponibili senza ricetta medica e dunque deve potersi segnalare agli utenti al pari di altre strutture sanitarie come ospedali e ambulatori. Lo ha chiarito il Tar Toscana con una recente sentenza [1].

Medicine di fascia C

La legge italiana impedisce alle parafarmacie la vendita di medicinali di fascia C, quelli cioè che richiedono la ricetta medica. Secondo, peraltro, la Corte di Giustizia Europea tale scelta non è contraria alla concorrenza e, quindi, ai trattati comunitari. Ma l’Antitrust (l’Agcm, ossia l’Autorità Garante per la concorrenza e il mercato) così come la giurisprudenza amministrativa, ha vietato qualsiasi forma di discriminazione a danno delle parafarmacie laddove la disparità di trattamento non risulta fondata sul regime di vincoli cui sono sottoposte le farmacie.

Il simbolo del serpente

croceSpesso le farmacie accompagnano, all’insegna della croce, quella di un serpente attorcigliato a un bastone: si tratta del bastone di Asclepio o Esculapio, dio greco-latino delle arti mediche. Ricordiamo, infatti, che per i greci il “farmacòn” è anche il veleno del serpente, in epoca antica usato spesso come farmaco. Il serpente, inoltre, cambiando la sua pelle simboleggia nascita e fertilità, mentre la verga era un semplice strumento.

note

[1] Tar Toscana, sent. n. 520/16.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

3 Commenti

  1. Farmacia o parafarmacia, l’insegna luminosa che segnala il servizio di pubblica utilità ma che resta accesa anche nelle ore di chiusura, specie notturne, è fuorviante per i cittadini alla ricerca “visiva” per l’acquisto di un farmaco che potrebbe anche essere urgente.
    E’ capitato a me privo di cellulare, in una notte estiva, di cercare un farmaco e di percorrere chilometri attratto – come una falena – dalle insegne accese di farmacie trovate poi chiuse…

    1. Salve, vorrei fare alcune considerazioni in merito all’interessante articolo pubblicato. L’obbligo di mantenere permanentemente acceso il simbolo identificativo della farmacia sembra trovare implicita conferma nell’art. 5, del D.lgs. 153/2009 (in materia di farmacia dei serviz) rubricato “Utilizzo di denominazioni e simboli” che dispone quanto segue: “Al fine di consentire ai cittadini un’immediata identificazione delle farmacie operanti nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, l’uso della denominazione: «farmacia» e della croce di colore verde, su qualsiasi supporto cartaceo, elettronico o di altro tipo, è riservato alle farmacie aperte al pubblico e alle farmacie ospedaliere”
      La disposizione conferma, quindi, che quello della farmacia è un servizio pubblico che in astratto viene svolto anche quando l’esercizio è chiuso – non fosse altro per segnalarne la presenza e/o per l’esposizione obbligatoria dei turni di guardia farmaceutica – e pertanto l’obbligo di identificazione di tale servizio nei confronti dei cittadini probabilmente non può conoscere soluzioni di continuità, così come la luce della sua croce. Secondo questa interpretazione, quindi, le farmacie hanno facoltà e non invece l’obbligo perentorio di spegnere l’insegna durante l’orario di chiusura dell’esercizio. Ma anche qui, a mio avviso, regnano sovrane le norme in materia approvate dai rispettivi organi regionali e che, da quel che ho potuto constatare, orientano le loro scelte legislative partendo dal testo normativo nazionale declinandolo e attuandolo con modalità spesso diverse da Regione a Regione. Su questo, credo, forse andrebbe fatta maggiore chiarezza.
      Altra anomalia o possibile punto di frizione tra chi tutela gli interessi di parafarmacie e chi tutela quelli delle farmacie si può riscontrare nell’uso esclusivo della denominazione “farmacia” e della croce di colore verde, su qualsiasi supporto cartaceo, elettronico o di altro tipo, riservato alle farmacie aperte al pubblico e alle farmacie ospedaliere. In questo caso mi piacerebbe sapere, ad esempio, come possono configurarsi strumenti tecnologicamente evoluti come le croci che utilizzano pannelli a led luminosi rispetto alla legislazione vigente. In buona sostanza, il mio dubbio è: può una farmacia aperta al pubblico utilizzare una insegna multimediale (indipendentemente dalla Regione in cui ha sede l’esercizio commerciale) che non rispetta il requisito del colore verde? Grazie.

  2. Salve vorrei sapere una cosa: passeggiando x Roma ho visto una parafarmacia con un insegna particolare….
    “paraFARMACIA “ e la croce fucsia …. para scritto molto più piccolo rispetto a farmacia ….
    Si può ??
    Tra parentesi l’ho vista anche in altre regioni e comuni d Italia
    La legge dice che non deve essere fuorviante ….ma se sta scritto???

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI