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Buca stradale: il risarcimento del danno

15 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 marzo 2018



Come comportarsi al momento del danno e successivamente. Quali prove raccogliere e quali sono i presupposti per fare e vincere la causa contro il Comune.

Sei finito con l’auto in una buca stradale e si è danneggiata. Sei caduto per terra e ti sei fatto male, perché sei inciampato in una buca sul marciapiede. Ebbene, negli esempi appena riportati, avresti diritto al risarcimento dei danni subiti, ma per ottenerlo devono essere rispettate alcune condizioni. Ed allora se incappi in una buca stradale, quali sono i presupposti per avere il giusto risarcimento del danno? Se devi fare causa, quali sono i passaggi da rispettare ed i costi da affrontare? Andiamo per ordine

Buca stradale: cosa fare al momento del danno

Se dopo l’accaduto, l’auto è ancora circolante, fermatevi sul posto. Constatate i danni e, preferibilmente, chiedete l’intervento dei vigili urbani o della polizia stradale. Questi, intervenuti sul posto, dovranno verbalizzare l’accaduto: questa relazione sarà utile per provare l’incidente e le cause dello stesso. Se non siete in compagnia, ma ci sono dei testimoni, chiedetene i dati identificativi: saranno importanti per confermare il sinistro. Prima di andarvene, se avete uno smartphone, non dimenticate di fotografare la buca ed il luogo circostante, onde poterlo identificare (stato dei luoghi). Questi consigli valgono anche per il caso in cui nella buca stradale sia caduto una persona: se la prima necessità è quella del soccorso e non è possibile fare altro, almeno abbiate cura di fotografare lo stato dei luoghi nei giorni successivi.

Buca stradale: cosa fare nei giorni successivi

Nei giorni seguenti, potrete riparare l’auto, ma ricordatevi due cose:

  • prima di tutto, fotografate i danni subiti dalla vostra auto, inquadrando, in alcune di esse, anche la targa;
  • abbiate cura di farvi fatturare l’importo pagato per la riparazione. La fattura sarà difficilmente contestabile, a meno che non sia stata palesemente “gonfiata”.

Se invece nella buca stradale o sul marciapiede è incappato un pedone e cadendo si è fatto male, abbiate cura di raccogliere e conservare tutti i certificati medici attestanti le lesioni e il decorso della loro guarigione ed anche le ricevute delle spese mediche affrontate.

Buca stradale: la causa per il risarcimento

Se siete incappati in una buca stradale e volete chiedere il giusto risarcimento, la prima cosa da fare è quella di inviare una richiesta formale al Comune proprietario e gestore della strada. Se non vi risponde (cosa assai probabile anche se a scrivere è il vostro legale), dovete necessariamente avviare un’azione giudiziaria. Ma la causa intentata a questo scopo, deve fondarsi su alcuni essenziali presupposti.

Il fatto storico

In primo luogo sarà necessario dimostrare l’effettivo accadimento dell’evento da cui è scaturito il danno subito dal vostro veicolo o dalla vostra persona. Tecnicamente esso si definisce fatto storico e in questi termini, saranno molto importanti la relazione delle autorità intervenute e le testimonianze acquisite. Le foto dei danni subiti dalla vostra vettura, la fattura oppure il preventivo di riparazione del veicolo, i certificati medici comprovanti le lesioni subite e le ricevute delle spese mediche affrontate (medicine, spese per la riabilitazione, ecc) serviranno a provare l’ammontare dei danni subiti. Il fatto storico non sarà però, l’unico presupposto da dover accertare: sarà, infatti essenziale anche provare il nesso causale tra l’evento verificatosi e la condotta responsabile del Comune manutentore della strada.

Il nesso causale

Per vincere la causa, sarà comunque necessario provare l’imprevedibilità e l’inevitabilità dell’incidente: solo dopo aver dimostrato ciò, sarà possibile concludere che il danno subito è effettivamente colpa dell’ente responsabile della manutenzione stradale. Spesso, infatti, a proposito di questi sinistri, si sente dire che esiste una presunzione di responsabilità a carico del Comune. In altri termini, si dice che l’ente in questione, poiché custode della strada e responsabile della sua manutenzione, è automaticamente colpevole per i danni provocati dalle buche stradali. Ebbene, nella pratica non è così. Se la buca era visibile (magari era pieno giorno) e vi erano altre macchine che, prudentemente, la “scansavano”, l’automobilista distratto non può avere alcun risarcimento: egli, infatti, poteva tranquillamente avvistare l’insidia (la buca) ed evitarla, e quindi non ha diritto ad alcun risarcimento (si tratta di principi generali, recentemente confermati dalla Cassazione [1]). Viceversa, se la buca era allagata, l’acqua potrebbe averla resa “invisibile” e la scarsa luce (ad esempio se l’incidente è avvenuto di notte), potrebbe aver peggiorato il tutto. Ebbene, se con i vostri testimoni dimostrate tutto ciò, difficilmente vi sarà negato il risarcimento: l’insidia che ha provocato danni alla vostra auto era, infatti, imprevedibile ed inevitabile.

Altri casi pratici

  1. Esiste, a carico del conducente un costante dovere di cautela alla guida. Se, pertanto, questi aveva la possibilità di avvistare una rilevante massa d’acqua che copriva il manto stradale, e l’ha affrontata come se nulla fosse, finendo in una grossa buca, alcuna responsabilità può essere addebitata al Comune, in virtù dell’evidente imprudenza compiuta dal predetto guidatore [2];
  2. se il passante è inciampato in una buca, presente sul marciapiede già disastrato della zona in cui abita, aveva il dovere di evitarla: sembra assurdo affermarlo, ma la Cassazione ha negato il risarcimento in questo caso. In sostanza il pedone, poiché conosceva lo stato dei luoghi, aveva la possibilità di evitare l’accaduto, attraverso l’adozione di normali cautele. In questo caso, l’evento verificatosi non può ritenersi imprevedibile e il risarcimento non può essere riconosciuto (ne abbiamo parlato più approfonditamente nell’articolo buche stradali: niente risarcimento se conosci la zona).
  3. Se il pedone cade perché, appoggiando il piede, la superficie stradale o il cordolo del marciapiede (tanto per fare alcuni esempi) cedono sotto il suo peso, si tratta evidentemente di un evento imprevedibile ed inevitabile: in questa ipotesi il risarcimento è dovuto.

I costi

Molto dipende dal valore della causa. Esso è dato dall’ammontare del danno subito (cioè le riparazioni necessarie eseguite sulla vettura o l’entità delle lesioni patite) oltre alle spese accessorie (ad esempio il costo affrontato per il noleggio di un’auto, per necessità lavorative oppure le spese per riabilitare la caviglia fratturata). Conteggiato, quindi, il danno complessivamente patito, potrete stabilire con certezza i costi: ad esempio per un danno di 1500 euro, solo per avviare l’azione, oltre alle spese di notifica dell’atto di citazione, sarà necessario versare un contributo unificato di 98 euro ed una marca da bollo da 27. In ogni caso, rivolgetevi ad un legale e fatevi fare un preventivo scritto (obbligatorio), in modo da conoscere con esattezza le spese da affrontare ed il compenso dovuto al medesimo.

note

[1] Cass. ord. n. 2298/18 del 30.01.2018.

[2] Cass. ord. n. 4661/15 del 09.03.2015.

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