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Cosa sono gli atti emulativi?


Cosa sono gli atti emulativi?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 aprile 2016



Il diritto di proprietà e gli atti che hanno il puro scopo di dar fastidio a un’altra persona, titolare di un diverso diritto.

Quando si parla di diritto di proprietà spesso viene fuori il concetto di atti emulativi: di cosa si tratta, in particolare? Il codice civile assegna a tale concetto un significato ben preciso. Gli atti emulativi sono quegli atti che non hanno altro scopo che quello di nuocere o arrecare molestie ad altri (es. piantare alberi solo al fine di togliere la veduta panoramica al vicino, innaffiare delle ortiche solo per bagnare la proprietà vicina). In pratica, sono i dispetti fatti tanto per dare fastidio ma che non hanno niente a che vedere con il normale esercizio dei diritti connessi alla proprietà.

Nei rapporti di vicinato sussiste il generale divieto di compiere atti che abbiano come unico scopo quello di nuocere o recare molestia ai vicini. Ecco dunque cosa sono gli atti emulativi. Si parla a riguardo anche di abuso del diritto in quanto si tratta di atti che rientrano astrattamente nell’esercizio del diritto di proprietà ma che divengono illeciti in quanto posti in essere solo al fine di nuocere o recare molestia ad altri.

Atti emulativi: condizioni 

Sono atti vietati dal codice quando concorrono due elementi:

  • un elemento oggettivo: la mancanza di utilità per il proprietario che compie tali atti. Tale elemento evidenzia lo scopo del “dispetto” dell’atto emulativo, ossia solo il voler arrecare il titolare di un altro diritto;
  • un elemento soggettivo: l’intenzione di nuocere o arrecare molestie.

L’accertamento dell’atto emulativo consente al danneggiato di richiedere di riportare la situazione allo stato in cui era prima dell’atto illecito (eventualmente eliminando tutte le opere e le conseguenze dell’atto medesimo). Inoltre si può sempre chiedere il risarcimento del danno per tutto il “disturbo” arrecato con tale comportamento. Il fondamento di tale norma sta nella Costituzione [1] e nel codice civile [2], ove si mette in evidenza il concetto di funzione sociale della proprietà.

L’atto di emulazione è caratterizzato dallo scopo esclusivo di nuocere o di recare molestia ad altri, e quindi si è al di fuori di tale ipotesi quando concorra un apprezzabile vantaggio del proprietario da cui l’atto è stato compiuto [3].

Perchè un atto possa dirsi emulativo (e quindi vietato) è necessario che esso abbia le seguenti caratteristiche:

  • avvenga nell’ambito dell’esercizio del diritto di proprietà;
  • abbia lo scopo di nuocere ad altri, arrecando danno o molestia;
  • non risulti di alcuna utilità per chi lo compie: non è sufficiente che il comportamento del soggetto attivo arrechi nocumento o molestia ad altri, occorrendo altresì che il fatto sia posto in essere per tale esclusiva finalità senza essere sorretto da alcuna giustificazione di natura utilitaristica dal punto di vista economico e sociale.

È vietato il comportamento attivo che abbia i caratteri sopra richiamati mentre si esclude che possa considerarsi emulativo un comportamento omissivo.

Atti emulativi: esempi

  • installazione, sul muro di recinzione del fabbricato comune, di un contenitore avente aspetto di telecamera nascosta fra il fogliame degli alberi posto in direzione del balcone del vicino al solo scopo di arrecare molestie;
  • collocazione di piante che diminuiscono la panoramicità dell’appartamento del confinante se non giustificata da esigenze obiettive di privacy che non ricorrono ove l’appartamento sia comunque sottoposto alla visuale di altri soggetti;
  • stendere il bucato in modo da oscurare la finestra dell’appartamento sottostante, quando è possibile utilizzare altre posizioni o, comunque, stendere in modo da evitare l’oscuramento delle aperture sottostanti;
  • apporre sulla siepe di confine stracci maleodoranti, al fine di impedire al vicino di trovare un conduttore per il proprio immobile.

Non sono atti emulativi:

  • delibera del condominio che dispone il ripristino della recinzione della terrazza a livello attraverso l’installazione di una rete divisoria fra la parte di proprietà esclusiva del condòmino e quella di proprietà comune;
  • richiesta di riduzione della costruzione realizzata dal vicino violando gli accordi negoziali sulle dimensioni del manufatto ed arrecando pregiudizio estetico;
  • richiesta di eliminazione di una veduta aperta dal vicino a distanza illegale;
  • apposizione di un telo verde sulla rete divisoria tra due proprietà, per tutelare la propria privacy.

note

[1] Art. 42 Cost.

[2] Art. 832 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 3558/1995.

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