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La separazione con addebito non impedisce l’affidamento dei figli

27 Aprile 2016 | Autore:
La separazione con addebito non impedisce l’affidamento dei figli

L’affidamento condiviso scatta solo nel caso di inadeguatezza di uno dei genitori nella gestione dei figli.

 

Il coniuge che subisce l’addebito per la separazione (ossia la dichiarazione di responsabilità per la fine del matrimonio) non perde necessariamente i figli: l’affidamento della prole, infatti, segue sempre la regola generale che è quella dell’affido condiviso, salvo che uno dei due genitori si sia dimostrato inadeguato nella gestione dei bambini. A dirlo è una sentenza del Tribunale di Roma [1].

 

L’essersi macchiato di responsabilità nei confronti dell’ex – responsabilità che hanno decretato il naufragio delle nozze – per aver posto delle condotte contrarie ai doveri imposti dal codice civile in tema di rapporti tra i coniugi, non implica anche la perdita dei figli. Infatti, una cosa è la dichiarazione di addebito da parte del giudice – quella cioè che consegue nei confronti del coniuge che, con il proprio comportamento colpevole, ha reso intollerabile la convivenza -, un’altra invece la decisione sull’affidamento dei minori che la legge impone dover essere, come regola, sempre “condiviso”.

Il regime di affidamento dei figli minori impone un principio di pari responsabilità di entrambi i genitori, corollario anche del diritto dei figli a mantenere rapporti sia con il papà che con la mamma (cosiddetto diritto alla bigenitorialità). L’unica deroga possibile – che comporta il cosiddetto affido esclusivo (ossia solo a uno dei genitori) – scatta quando vi sia uno specifico interesse dei minori, come nel caso di inadeguatezza di uno dei genitori nella gestione dei figli.

Così, per esempio, l’uomo che abbia posto atteggiamenti violenti e aggressivi contro la ex moglie, ed a cui sia stata addebitata la separazione, non perde l’affidamento dei figli. Lo perderebbe se le condotte lesive fossero state poste anche nei riguardi dei bambini.

I litigi tra “ex”, per quanto gravi possano essere, non toccano la sfera dei loro rapporti con i bambini. Come ricorda la sentenza in commento, neanche un clima di forte tensione fra i coniugi, per quanto caratterizzato da liti e grida o da comportamenti violenti, non preclude l’affido condiviso, sempre che i figli mostrino di riconoscere entrambi i genitori come figura di riferimento e abbiano un buon legame affettivo con ciascuno di loro.

Solo precise controindicazioni nell’interesse dei bambini possono portare a escludere il regime ordinario di affidamento condiviso.


note

[1] Trib. Roma, sent. n. 460/16.

Autore immagine: Pixabay.com


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1 Commento

  1. Bisogna distinguere tra caso e caso.
    Se la separazione è addebitata alla moglie, allora sicuramente valgono le considerazioni svolte dall’autrice.
    Se, invece, l’addebito riguarda il marito, allora l’addebito, in eventuale assenza di altre motivazioni, può benissimo essere invocato a motivazione per escludere il marito dall’affidamento della prole.

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