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Il blogger è un giornalista e ha il diritto di informare

28 Aprile 2016
Il blogger è un giornalista e ha il diritto di informare

Chi è titolare di un semplice blog non deve chiedere il consenso dell’interessato prima di pubblicare il suo nome con le vicende giudiziarie.

Anche il titolare di un blog amatoriale ha il diritto di informare il pubblico e, pertanto, è libero di pubblicare notizie con riferimenti a nomi e cognomi dei soggetti coinvolti in vicende pubbliche (ad esempio, a carattere sentimentale o giudiziario). Di conseguenza il cittadino non può imporre al titolare di un piccolo sito di cancellare i riferimenti alla propria vicenda solo perché non si tratta di un giornale vero e proprio. A dirlo è il Garante per la Privacy con un recente provvedimento [1].

Il blogger è come un giornalista e, nel momento in cui fa informazione, è soggetto alle stesse regole e ha le stesse garanzie del giornalista stesso. Egli non commette illecito se pubblica, sul proprio blog, post, notizie e commenti riguardanti le vicende di altre persone, anche senza consenso di queste, purché rispetti i relativi diritti, le libertà fondamentali e la dignità della persona di cui scrive.

La vicenda

Un personaggio pubblico presentava ricorso contro un blogger amatoriale che aveva pubblicato alcune informazioni e notizie (di carattere sentimentale e giudiziario) riguardanti la sua persona. Il ricorrente richiedeva la rimozione dal blog dei relativi dati in quanto illecitamente diffusi. Il Garante privacy ha rigettato il ricorso, confermando che il trattamento di dati effettuato all’interno di un blog è riconducibile nell’ambito dei trattamenti per finalità giornalistiche e soggetto alla disciplina del Codice privacy e al codice deontologico.

Al blogger le stesse garanzie dei giornalisti

Il Codice della Privacy – scrive il Garante – estende le garanzie [2] riguardanti l’attività giornalistica ad ogni altra attività di manifestazione del pensiero, anche se non effettuata da giornalisti professionisti o pubblicisti. Pertanto la pubblicazione e successiva conservazione nel blog di dati altrui non sono illeciti, anche alla luce dei principi del Codice deontologico dei giornalisti.

Ciò ovviamente non pregiudica la possibilità da parte del titolare dei dati, di rivolgersi, se lo ritiene, al giudice ordinario per l’accertamento di eventuali profili ritenuti diffamatori o altrimenti lesivi.

Salvo il diritto all’oblio e all’identità personale

La decisione in commento non deve essere vista come un lascia passare a qualsiasi forma di pubblicazione o al diritto a mantenere online, in eterno, i dati del soggetto menzionato. A tal fine bisogna sempre che il blogger rispetti due limiti:

  • la notizia deve essere vera e rappresentare i fatti per come realmente avvenuti: diversamente si violerebbe il diritto all’identità personale del soggetto rappresentato. Si pensi al caso di una notizia riportante la condanna in primo grado, che non venga aggiornato con la notizia dell’assoluzione in secondo;
  • la rappresentazione della notizia non deve sconfinare nella denigrazione o nell’accanimento contro la persona: in tal caso si compirebbe il reato di diffamazione;
  • la notizia non può rimanere pubblicata in eterno; sicché quando il fatto non è più attuale, il post va cancellato o deindicizzato, a semplice richiesta dell’interessato. Diversamente si lederebbe l’altrui diritto all’oblio.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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