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Oscar perde la tutela: la notte delle statuette indifese

8 Maggio 2012 | Autore:
Oscar perde la tutela: la notte delle statuette indifese

Il termine “Oscar” è ormai entrato nel gergo comune e non può più esserne rivendicata la proprietà esclusiva.

Una sentenza passata inosservata ai grandi media quella con cui, lo scorso dicembre, la Corte di Appello di Venezia [1] ha dichiarato che il termine “Oscar” (con riferimento al noto premio cinematografico) è divenuto patrimonio della collettività: pertanto, colei che per prima aveva registrato tale nome, la Academy of Motion Pictures Arts and Sciences di Los Angeles (associazione che organizza la famosa “notte degli oscar”) non potrà più chiederne la tutela e impedire che terzi lo utilizzino.

La sezione specializzata in materia di proprietà intellettuale della Corte veneta ha dichiarato infatti la cosiddetta volgarizzazione del marchio: ossia il marchio sarebbe entrato a far parte del gergo comune per indicare non più il prodotto specifico, ma una intera tipologia di prodotti, indipendentemente dalla marca dell’azienda che ne detiene i diritti di registrazione. I più famosi e storici esempi di marchi che hanno perso la tutela, per via della volgarizzazione del nome, sono stati “Biro”, “Scotch”, “Bikini”, “Bic”, “Emmental”.

Nel caso portato all’attenzione dei giudici di Venezia, la Academy of Motion Pictures aveva intentato causa nei confronti di una società italiana, la Media Project S.r.l., in quanto organizzatrice della manifestazione “L’Oscar del calcio e della Associazione italiana calciatori”.

D’ora innanzi, dunque, chiunque potrà utilizzare la parola “Oscar”, pur riferendosi alla nota statuetta dorata, senza temere azioni legali.


note

[1] C. App. Venezia, sez. propr. industr., sent. n. 2678 del 23.12.2011.


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