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.eu: un dominio solo per gli europei?

9 Maggio 2012 | Autore:
.eu: un dominio solo per gli europei?

Forse non tutti potranno registrare un dominio internet di tipo “.eu”: almeno in tal senso sembra orientata la Corte di Giustizia Europea.

Il 7 dicembre 2005 ha preso il via la corsa per la registrazione dei domini internet di primo livello con il suffisso “.eu” (secondo le modalità indicate in nota [1]). Oggi, però, innanzi alla Corte di Giustizia Europea [2] si sta dibattendo se il dominio in questione possa essere richiesto da chiunque o solo da soggetti che abbiano sede all’interno dell’Unione Europea.

La questione era sorta perché, nel 2005, una società americana, la Walsh Optical, aveva ottenuto la registrazione del dominio “lensworld.eu”. Lo stesso nome però, un anno dopo, era stato richiesto da una ditta europea (Belgio), la Pie Optiek, che tuttavia si era vista rifiutare la domanda perché il dominio era stato già concesso alla concorrente statunitense.

Tra le due società è nato così un contenzioso, giunto alla Corte di Appello di Bruxelles che, a sua volta, ha rinviato la questione alla Corte di Giustizia Europea, perché fornisse chiarimenti.

Qui, l’avvocato generale della Corte ha appena depositato le sue conclusioni. Secondo quest’ultimo, solo le imprese e le organizzazioni che abbiano sede in uno degli stati dell’Unione Europea possono richiedere la registrazione di un dominio .eu.

Se le conclusioni dell’avvocato generale dovessero essere accolte dai giudici di Lussemburgo, non solo la società americana perderebbe il proprio dominio, ma qualsiasi azienda europea potrebbe rivendicare un dominio a discapito di quelli omonimi già ottenuti da soggetti extracomunitari.


note

[1] Durante una prima fase iniziale (detta “sunrise”), hanno potuto chiedere la registrazione solo gli organismi pubblici e i titolari di diritti preesistenti, con privilegio, tra questi ultimi, per chi era titolare di marchi nazionali, comunitari e di indicazioni geografiche. Terminato tale periodo, si è passati alla libera registrazione da parte degli utenti.

[2] Corte di Giustizia U.E., causa  C-376-11.


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