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L’agenzia viaggi non responsabile dei biglietti aereo, ma dei pacchetti turistici

7 Maggio 2013 | Autore:
L’agenzia viaggi non responsabile dei biglietti aereo, ma dei pacchetti turistici

La semplice attività di vendita di biglietti aerei da parte di un’agenzia di viaggi non è un servizio turistico e l’agenzia non agisce da tour-operator.

 

In genere l’agenzia di viaggio svolge un’attività di semplice intermediario per la vendita e l’acquisto di biglietti aerei: non è quindi responsabile dei disservizi connessi al volo, di cui è esclusiva responsabile la compagnia aerea.

Quando però l’agenzia di viaggio vende un “pacchetto turistico”, comprensivo di altri servizi oltre il volo, allora si può parlare di “vacanza rovinata” e chiedere i danni a quest’ultima, in quanto ha agito da tour-operator ed è direttamente responsabile.

 

Un caso particolare avviene quando l’agenzia, pur agendo da semplice intermediaria nella compravendita del biglietto, non abbia avvisato dei ripetuti disservizi e delle inadempienze di una tale compagnia aerea e tali inadempienze siano notorie, al punto che l’acquirente non avrebbe acquistato il biglietto.

Vendita del biglietto

La vendita di biglietto aereo da parte di un’agenzia di viaggi è, il più delle volte, un caso di semplice intermediazione nell’acquisto e nella vendita del volo aereo, nel senso che l’agenzia è responsabile solo della corretta prenotazione ed emissione del biglietto (e per questo servizio, come si sa, l’agenzia guadagna i cosiddetti “diritti di vendita”, solitamente di Euro 20,00 a biglietto), mentre non risponde del servizio fornito dalla compagnia aerea, terzo estraneo al rapporto contrattuale. Non ci si può quindi rivalere sull’agenzia quando il volo, per varie ragioni, viene ritardato o annullato.

Pacchetto turistico

Diverso il caso in cui l’agenzia venda un pacchetto turistico comprendente diversi servizi. In tale caso il rapporto di intermediazione si inquadra nella disciplina della vendita dei “servizi turistici” prevista dal Codice del Consumo [1], che prevede la tutela dei viaggiatori-consumatori per i servizi “tutto compreso”, in cui cioè sia prevista la fornitura di almeno due servizi tra quelli di trasporto, alloggio e altri come escursioni, spettacoli, ecc. Per rientrare in questa disciplina, il pacchetto turistico deve avere una durata complessiva superiore a 24 ore o comprendere almeno un pernottamento.

Il caso di “vacanza rovinata”, di cui si sente parlare, riguarda proprio l’ipotesi di annullamento di un pacchetto turistico, non dipendente da colpa del viaggiatore-consumatore [2]. In tale caso si ha diritto a un altro pacchetto turistico sostitutivo, di qualità equivalente o superiore, oppure a un pacchetto di qualità inferiore, ma con rimborso della differenza di prezzo. Altrimenti si può chiedere, entro sette giorni dal recesso o dalla cancellazione e qualora non ci fossero proposti pacchetti sostituivi soddisfacenti, il rimborso del prezzo pagato.

Fatto notorio

Non di meno, anche nella prima ipotesi di semplice intermediazione – cioè nel caso in cui non ci sia un tour-operator che si è servito della compagnia aerea nell’offerta e nella prestazione dei servizi compresi nel pacchetto, ma appunto di un’agenzia di viaggi che semplicemente sottopone al cliente viaggiatore una serie di offerte da parte di diverse compagnie aeree – l’agenzia di viaggi può essere considerata responsabile, insieme alla compagnia aerea, del disservizio del volo (grave ritardo o annullamento), qualora conoscesse lo stato di notoria inaffidabilità per le diffuse notizie circa voli cancellati o fortemente ritardati di tale compagnia aerea e non abbia fornito al consumatore adeguate informazioni sui rischi connessi all’acquisto del biglietto.

Così è stato il caso esaminato dal giudice di Belluno in una sentenza del gennaio dello scorso anno [3].

Bisogna stare comunque attenti quando si acquista un biglietto aereo in un’agenzia di viaggi, a scegliere il volo senza aver prima chiesto all’agenzia quale dei voli offerti sono consigliabili. Se c’è un prezzo basso rispetto alle altre compagnie è meglio chiedere informazioni a riguardo: almeno si potrà dire che, dell’eventuale disservizio, l’agenzia avrebbe potuto avvertire l’acquirente, perché a avrebbe dovuto saperlo. Ma non sarà così facile far ritenere responsabile l’agenzia dell’annullamento di un volo: il precedente deciso dal giudice di Belluno riguardava il caso, abbastanza particolare, di una compagnia aerea le cui ripetute inadempienze erano state rese note da organi di informazione giornalistica e pure da un comunicato-stampa dell’E.N.A.C. (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile). Si è trattato quindi di un caso in cui si poteva dire che l’agenzia – in questo senso si parla di “fatto notorio” – non avrebbe potuto non saperlo.


note

[1] D. Lgs. 6 settembre 2005 n. 206, art. 82 – 100.

[2] Art. 2 Cod. Consumo.

[3]  Giudice di Pace di Belluno, sent. n. 4 del 9.01.2012, in Il Caso.it del 25 febbraio 2013, p. 1 s.


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