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Dimissioni senza preavviso: quali conseguenze?

5 Giu 2016 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Giu 2016



Dimissioni del lavoratore: quando è necessario il preavviso, quali sono le conseguenze per il mancato rispetto del periodo di preavviso.

Anche per le dimissioni, così come avviene per il licenziamento, è necessario un determinato periodo di preavviso: le dimissioni in tronco sono comunque ammesse in determinate ipotesi. Se non si rientra in un’ipotesi per la quale sono possibili le dimissioni immediate e non è stato fornito il corretto preavviso, il lavoratore è tenuto ad indennizzare il datore di lavoro, in misura pari a i giorni di preavviso mancanti.

Vediamo, in questa breve guida, con quale anticipo devono essere presentate le dimissioni, quando possono essere presentate ad effetto immediato e quali sono le penalità previste per il dipendente per mancato o parziale preavviso.

Dimissioni: qual è il periodo di preavviso?

L’anticipo che il lavoratore deve fornire, presentando le dimissioni, non è uguale per tutti, ma cambia a seconda del contratto collettivo applicato, dell’anzianità di servizio e del livello di inquadramento.

Nel CCNL Commercio e Terziario, ad esempio, i termini di preavviso sono:

– fino a 5 anni di servizio compiuti:

  • quadri e I livello: 60 giorni di calendario;
  • II e III livello: 30 giorni di calendario;
  • IV e V livello: 20 giorni di calendario;
  • VI e VII livello: 15 giorni di calendario;

– oltre i 5 anni e fino a 10 anni di servizio compiuti:

  • quadri e I livello: 90 giorni di calendario;
  • II e III livello: 45 giorni di calendario;
  • IV e V livello: 30 giorni di calendario;
  • VI e VII livello: 20 giorni di calendario;

oltre i 10 anni di servizio compiuti:

  • quadri e I livello: 120 giorni di calendario;
  • II e III livello: 60 giorni di calendario;
  • IV e V livello: 45 giorni di calendario;
  • VI e VII livello: 20 giorni di calendario.

I termini decorrono dal 1° o dal 16° giorno del mese.

Dimissioni senza preavviso

Se il lavoratore presenta le dimissioni senza dare il dovuto preavviso, subisce una trattenuta in busta paga pari all’indennità sostitutiva, conteggiata in base alle giornate di preavviso.

Una volta comunicate le dimissioni senza il dovuto anticipo, con l’indicazione della data di ultimazione delle prestazioni, è escluso che il lavoratore possa poi cambiare idea dichiarandosi successivamente disponibile a proseguire l’attività rispettando il periodo di preavviso. Pertanto, il datore di lavoro può trattenere l’indennità sostitutiva del preavviso, senza che rilevino eventuali compiti residui che il dipendente deve espletare, né la tempestività della comunicazione del mutamento della data di fine rapporto.

L’azienda è comunque libera di rinunciare all’indennità sostitutiva.

È diverso, invece, il caso in cui il lavoratore revochi le dimissioni: in questa ipotesi, difatti, proseguendo il rapporto di lavoro, non è ovviamente dovuto alcun preavviso.

Nessun’indennità è ugualmente dovuta se le dimissioni senza preavviso sono state rassegnate durante una procedura di licenziamento collettivo. Il licenziamento collettivo, infatti, indica implicitamente la mancanza di interesse dell’azienda alla prestazione dei propri dipendenti.

Dimissioni senza preavviso: quando non è dovuta l’indennità

Oltre alle ipotesi appena menzionate, possono essere rassegnate le dimissioni senza necessità del congruo anticipo stabilito dagli accordi collettivi, quindi senza che il datore abbia diritto all’indennità di mancato preavviso, nei seguenti casi:

dimissioni per giusta causa: in tale ipotesi, esistendo una causa che non consente la prosecuzione, nemmeno momentanea, del rapporto, il lavoratore può cessare la prestazione ad effetto immediato, senza dover corrispondere alcun indennizzo all’azienda;

– dimissioni durante il periodo tutelato di maternità e paternità; la lavoratrice madre ed il lavoratore padre possono dimettersi senza necessità del preavviso:

– durante tutto l’arco della gravidanza e sino all’anno di vita del bambino, se lavoratrice madre;

– dalla nascita sino all’anno di vita del bambino, se lavoratore padre;

dimissioni per matrimonio: la stessa regolamentazione prevista per le dimissioni per giusta causa è applicata, poi, alla lavoratrice, nel periodo che intercorre dalla data delle pubblicazioni sino a 1 anno dalla data del matrimonio: non si ha, però, diritto all’indennità di disoccupazione;

dimissioni incentivate: nessun preavviso, infine, è dovuto per le dimissioni incentivate, applicate quando datore e lavoratore si accordano perché quest’ultimo ponga volontariamente fine al rapporto di lavoro in cambio di un incentivo economico; la stessa disciplina si applica anche per gli accordi collettivi cosiddetti di esodo.

Mancata presentazione sul posto di lavoro

Un caso peculiare viene a verificarsi quando il lavoratore non si presenta in azienda, senza fornire giustificazioni, rappresentando così delle dimissioni di fatto: in tale ipotesi non si può parlare di dimissioni, poiché queste devono essere obbligatoriamente, dal 13 marzo 2016, presentate in modalità telematica. Il datore di lavoro è così costretto a licenziare il dipendente e questo, paradossalmente, ha il diritto di percepire la disoccupazione, che è dovuta anche nei casi di licenziamento per giusta causa.


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25 Commenti

  1. Buongiorno
    Non mi è chiara una cosa: è vero che se mi licenzio senza l’adeguato preavviso, il datore di lavoro attuale mi tratterrà dal TFR un ammontare pari agli stipendi che avrei dovuto percepire dal momento in cui lascio il lavoro fino alla fine del periodo teorico di preavviso, però non capisco, se iniziassi subito a lavorare da un’altra parte, come questo possa essere un danno economico, perché nel periodo di mancato preavviso comunque percepirei lo stipendio del nuovo posto di lavoro.
    C’è qualcosa che mi sfugge?
    Grazie
    saluti

    1. Beh…vedendosi trattenuto un certo importo dal TFR il dipendente non riceverebbe dei soldi che altrimenti percepirebbe. Non le sembra un danno?

  2. Le spiegazioni sono chiare ed esustive quindi sono d’obbligo i complimenti.
    Pero’ resto sconcertata e disgustata dalla legge in vigore. Il lavoratore o meglio il truffatore, con queste leggi viene addirittura protetto,mentre datore di lavoro,inps,e statato vengono truffati e danneggiati! Vergognoso!

    1. Hai minimamente idea quante datori di lavoro pezzenti e merdosi come lei esistono in Italia? Deve vergognarsi lei!!!

          1. io non so quanti siano i “datori di lavoro pezzenti e merdosi” in Italia, so solo che i telegiornali sono pieni di casi di dipendenti che fanno la spesa durante orario di lavoro, che vanno al mare in malattia e di imprenditori che si tolgono la vita per non riuscire più a pagare i dipendenti: proprio una categoria di merdosi!

          2. Certo che ci sono alcuni dipendenti che fanno così, poi esistono certi dipendenti pubblici che fanno anche di peggio (immagino quelli che ha visto Lei al TG), ma esistono anche datori di lavoro che fanno le carogne sulle spalle di dipendenti che portano guadagno…quelli che si tolgono la vita generalmente sono quelli che non riescono a pagare le tasse, non i dipendenti…perche i dipendenti quando non ci sono più soldi vanno altrove (al limite ti minacciano di morte, e spesso la cosa finisce lì), sono le tasse quelle che non ti mollano. Mi dica adesso quant’è la pressione fiscale in Italia per piacere….e come sempre chi è che mangia, mangia e non produce? Il nostro caro Stato. Alè.

    2. Angela, spesso sono i datori di lavoro a doversi vergognare, sottoinquadrando, non pagando gli straordinari, non dando le ferie. Se da entrambi le parti tutti fossero corretti, probabilmente alcune questioni non sarebbero necessari. Talvolta i datori di lavoro scorretti si dovrebbero vergognare tanto quanto i lavoratori che adottano questi trucchetti

  3. buongiorno, sto per diventare padre posso dare le dimissioni senza preavviso (senza che mi sia addebitata alcuna somma) non appena nascerà mia figlia? mia moglie è libero professionista e percepirà la maternità.
    grazie in anticipo

  4. Buongiorno,
    io vorrei dare dimissioni dopo 10 mesi di assunzione (quindi circa una mensilità accantonata come TFR). Ho come preavviso 2 mesi (cosa assurda visto che son impiegato da così poco tempo), ma vorrei farne solamente uno. Quanto e come potrà trattenere il datore di lavoro?

  5. Dubbio: ho dato le dimissioni con un preavviso di 8 giorni invece dei 30 previsti da contratto UNEBA, mi è stata detratta una indennità di mancato preavviso leggermente più alta del normale stipendio dei 30gg, è corretto o gli 8 gg contato qualcosa?
    grazie

  6. Salve, a proposito delle dimissioni volontarie successive alla pubblicazione del matrimonio, per le quali l’articolo cita che l’indennità di mancato preavviso non deve essere corrisposta dal lavoratore dimissionario, qual è l’articolo di legge o la sentenza di riferimento? Grazie Monica

  7. Mi chiedevo, in caso di dimissioni dopo il 1° del mese (es.3 Ottobre) e in caso di preavviso di 15 giorni di calendario, perché devo finire per dare un mese che andrebbe dal 3 Ottobre al 30 Ottobre (giorno dimissioni fino al 16 Ottobre da cui partirebbero i 15 gg.)
    E’ corretto?

  8. Potete indicarmi i riferimenti normativo a questa frase:

    “Nessun’indennità è ugualmente dovuta se le dimissioni senza preavviso sono state rassegnate durante una procedura di licenziamento collettivo. Il licenziamento collettivo, infatti, indica implicitamente la mancanza di interesse dell’azienda alla prestazione dei propri dipendenti.”

    Grazie

  9. Certo,…e sai quanti datori sfruttano il dipendente …Che appena si fa’ male per mancanza di sicurezza …cercano di convincerlo a non mettersi in infortunio, per non avere guai

  10. gentilissimi, da ricerche da me effettuate risulta che il periodo tutelato per il lavoratore padre va da 0 a 3 anni come da voi indicato, mentre il periodo in fase di dimissioni , per il quale non è dovuta la trattenuta per mancato preavviso, va da 0 a 1 anno del figlio. Dal vostro articolo, risulta invece essere 3 anni. saluti.

  11. domestica con regolare contratto lungo orario, fatto solo da un mese, dopo periodo di prova, per un battibecco con il datore di lavoro si autolicenzia e abbandona all’istante il posto di lavoro , quali conseguenze? il tutto davanti a testimoni che hanno tentatodi porre pace , è evidente che per il battibecco , sensa testimoni, per giustificarsi inveterà qualcosa,

  12. Salve, davvero se non mi presento più al lavoro e mi faccio licenziare posso chiedere il sussidio di disoccupazione? Magari è valido per qualcuno, ma io lavoro in banca e mi pare che la cassa integrazione non è prevista per il settore del credito… Grazie per la cortese risposta al mio quesito!

  13. Buongiorno,

    Ho dato le dimissioni volontarie il giorno 23/05/2018 con data di decorrenza 30/05/2018.
    Avendo un brutto rapporto con il titolare non farò preavviso…ma lui ha assicurato che io non percepirò TUTTO lo stipendio di Maggio dato che ho saltato il preavviaso. Può farlo davvero? (mio contratto oprario artigiano metalmeccanico).
    Grazie mille.

  14. Buongiorno, quale puo’ essere ” giusta causa” per dimissioni senza pre-avviso..immagino malattia. Oppure?

    grazie ,
    Danilo

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