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PayTv: c’è risarcimento se scompaiono i programmi?

16 Agosto 2016


PayTv: c’è risarcimento se scompaiono i programmi?

> Business Pubblicato il 16 Agosto 2016



L’Agcom specifica i casi in cui si ha diritto ad un risarcimento per la mancata fruizione di servizi in pay TV. 

L’offerta delle PayTV come è ormai noto, varia anno dopo anno, in considerazione del mercato dei diritti televisivi degli eventi sportivi, dell’acquisizione di nuovi format o semplicemente dalle esigenze commerciali che portano le emittenti a comporre diversamente nel tempo i pacchetti Pay-per-view venduti.

Il tema è particolarmente rilevante in materia di diritti televisivi per gli eventi sportivi: è capitato spesso in questi anni, ad esempio, che chi avesse sottoscritto un pacchetto servizi comprendente (ad esempio) tutte le partite di Champions League o di Europa League, si trovasse da un anno all’altro a non avere più nel proprio abbonamento i match corrispondenti, i cui diritti nel frattempo erano passati in esclusiva ad altra emittente.

Il cambiamento dell’offerta di un pacchetto pay-per-view può generare un risarcimento del cliente? Quali sono gli obblighi di informazione delle PayTV in merito?

Ecco i dettagli della decisione Agcom che fa chiarezza sull’argomento che partie da un caso di specie del quale vi diamo brevemente conto.

Cambiamento servizi della PayTv: il caso

Il caso da cui l’Agcom parte per fare chiarezza in merito agli obblighi informativi relativi al cambiamento dei servizi in pan-per-view fa riferimento ad un ricorso presentato da un abbonato Sky che avendo sottoscritto un contratto diversi anni prima e avendolo mantenuto in essere per molto tempo, nel settembre 2014 aveva visto i contenuti pay-per-view acquistati, a causa della cancellazione dal palinsesto delle partite di Champions dall’offerta. 

Nessun avviso, nessun avvertimento all’abbonato, solo il danno di non ottenere più il servizio richiesto, dunque l’abbonato proponeva reclamo, richiamando il diritto alla tutela del consumatore che prevede che per la sospensione o cessazione del servizio si possa ottenere un indennizzo di  €7,50 per giorno interruzione, fino a un massimo di 300 euro per i servizi accessori e 100 euro per servizi gratuiti.

Il reclamo di cui si è detto arriva sì ad Agcom, ma arriva con sette mesi di ritardo e senza che il consumatore abbia proceduto, intanto, alla risoluzione del contratto con la Pay TV.

A governare naturalmente i rapporti tra il cliente e la PayTv è il contratto sottoscritto.

In questo caso, in particolare, il contratto, al punto 9.2 delle “Condizioni generali di abbonamento”, contiene un avvertimento rispetto alla composizione di alcuni servizi, tra cui il pacchetto “Calcio” ed il pacchetto “Sport”. Si informa il consumatore-contraente che la disponibilità di questi pacchetti, al di la della sottoscrizione iniziale, può cambiare a seconda della disponibilità dei diritti di trasmissione delle competizioni come Europa Leaugue e Champions League, che, come si sa, sono spesso oggetto di guerre combattute a colpi di offerte al rialzo tra le varie emittenti.

Nel medesimo contratto, tuttavia, si prevede l’obbligo, da parte dell’emittente di informare il contraente di eventuali modifiche di questo tipo.

La ragione di questa previsione è semplice: consentire al consumatore di rivalutare le opportunità date dalla sottoscrizione del contratto ed eventualmente recedere dallo stesso.

Nonostante quest’obbligo esplicito da parte della PayTV, l’Agcom non ha ritenuto che essa dovesse risarcire il danno nè corrispondere alcun indennizzo all’abbonato. Ecco perchè.

Agcom: l’obbligo di informare il contribuente è soddisfatto dalla pubblicità

Facendo leva sulle condizioni contrattuali, l’autorità ha considerato l’obbligo di informare il contraente come un “impegno generico”, che non deve necessariamente assumere le forme della comunicazione diretta, indirizzata volta per volta al singolo cliente, ma può semplicemente esser inteso come una comunicazione pubblica, in considerazione dell’elevato numero di abbonati.

Secondo l’Agcom, insomma, è onere dell’abbonato di valutare l’offerta volta per volta, restando aggiornato ed informandosi attraverso il mezzo stampa o web.

Pay TV: la comunicazione pubblica può essere sufficiente a giustificare il cambiamento di alcune condizioni contrattuali

Il suggerimento che diamo è, naturalmente, di leggere attentamente i contratti prima di sottoscriverli, in ogni loro punto, senza dar nulla per scontato, specie quando si tratta di offerte temporanee, che dal momento della sottoscrizione a qualche mese potrebbero subire modifiche.

Secondariamente, ma non per ultimo, è sempre opportuno tenersi informati sulle corrette modalità per proporre reclami all’Agcom, nelle giuste tempistiche, e sui comportamenti da tenere in caso di disservizio.

Sarà nostro compito tenervi costantemente informati sulle novità e spiegarvi nel modo più semplice possibile le vie di autotutela.

Nel frattempo, consigliamo di dare una lettura alla Carta riguardante “I diritti dei consumatori nel mercato dei servizi di comunicazione elettronica” pubblicata dall’Agcom, che potrete liberamente scaricare nella sezione in pratica del nostro articolo.


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