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Legambiente allerta: costa inquinata, le zone critiche

13 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 13 Agosto 2016



Le rilevazioni di Legambiente preoccupano e suscitano rabbia. Acque inquinate e non depurate. Nessun miglioramento in 5 anni, ecco le zone più critiche.

Allarme inquinamento in mare, forse qualcuno se ne sarà già accorto, in questi mesi torridi su spiagge con mari ben poco limpidi.

I dati riportati da Goletta Verde, la nave di Legambiente

Scarichi fognari non depurati ed illegali spesso in corrispondenza di fiumi e canali: tutto scaricato sulla costa frequentata dai bagnanti. Secondo Legambiente in media c’è un punto inquinato ogni 54 chilometri.

Sono i dati riportati dal monitoraggio di Goletta Verde, la nave di Legambiente che studia in modo itinerante l’inquinamento, e che oggi, oltre che ad attività di promozione e denuncia di scarichi illegali, abusivismi edilizi e cementificazione selvaggia, si dedica al check-up delle condizioni del mare, alla ricerca principalmente di batteri intestinali, scarichi inquinanti e rifiuti solidi, sintomo di depurazione delle acque fognarie scarsa o assente.

Come si è svolta l’analisi della Goletta Verde

La nave compie un viaggio dalla Liguria al Friuli, lungo tutto la costa italiana; ha prelevato acqua in 256 punti, ogni 28 km circa, svolgendo tutte le analisi del caso.

Fondamentali le segnalazioni dei cittadini per le analisi delle acque

Le mete di prelievo sono state selezionate anche in virtù delle proteste giunte dai cittadini e dai bagnanti stagionali, spesso critici riguardo le situazioni di mare sporco in gran parte della Penisola, con la rabbia di chi sa quanto il proprio territorio vale e quanto potrebbe rendere in termini economici, se solo venisse curato.

Quali sono le situazioni più critiche?

La regione con il maggior numero di punti inquinati è la Campania, con 20 punti ad alto rischio, seguita da Calabria e Sicilia, a completare il quadro di un sud che sul turismo e sulle proprie acque dovrebbe poter puntare per crescere, ma che affonda invece nello sporco, in tutti i sensi.

Nel centro il Lazio non sta meglio, mentre nel nord dati negativi per Liguria.

Si distinguono per la pulizia delle acqua la Sardegna, il Veneto e la Puglia.

Problemi cronici, è cambiato poco rispetto agli altri anni

Si tratta di criticità croniche, alle quali tuttavia non ci si abitua mai. Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, sottolinea come nei punti più critici, dove da 5 anni a questa parte si riscontra il maggiore inquinamento, non è cambiato nulla, mancano perfino i cartelli che segnalino il divieto di balneazione. Qualcosa che dovrebbe far riflettere la politica locale, che, evidentemente, non ha posto in essere gli accorgimenti ed i controlli necessari.


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