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Pirateria: dopo il regolamento AgCom ora è il turno di una legge

15 Maggio 2012


Pirateria: dopo il regolamento AgCom ora è il turno di una legge

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Maggio 2012



Scampato il pericolo del regolamento AgCom, le nuove minacce contro la pirateria provengono ora direttamente dal Governo.

Solo qualche giorno fa, la S.I.A.E. aveva rilasciato amare dichiarazioni in merito alla rinuncia, da parte di Corrado Calabrò, all’emanazione del regolamento che avrebbe dovuto – secondo almeno le intenzioni – mettere un freno alla pirateria digitale. “La decisione di AGCOM di astenersi dall’adozione dell’annunciato Regolamento arreca di per sé un danno all’efficacia del sistema ordinamentale italiano di contrasto alla pirateria delle opere dell’ingegno”, aveva commentato la società degli autori sulle pagine del proprio sito.

Così lo scorso 4 maggio, il sottosegretario allo Sviluppo economico, con delega alle telecomunicazioni, Massimo Vari, ha pubblicamente dichiarato, in occasione della giornata internazionale sulla proprietà intellettuale: “È in corso una riflessione su una legge per la tutela del diritto d’autore online. Credo che un disegno di legge potrebbe arrivare in tempi brevi (…). C’è una richiesta sentita in questo senso da parte delle imprese che certamente pongono un problema reale e importante”.

Che sia una risposta al segnale lanciatoci, in questi giorni, dagli Stati Uniti? Il Governo a stelle e strisce, infatti, ha recentemente reso noto (nell’annuale Rapporto Special 301) che l’Italia è nella watch list, ossia l’elenco degli Stati in cui c’è poca protezione del copyright e la pirateria è più diffusa, onde è più pericolo investire. Dunque, una sorta di rating del diritto d’autore!

In realtà, l’Italia, nella lista dei cattivi, c’è da 11 anni. Ma questa volta, il Governo federale ha motivato la mancata rimozione per il fatto che la nostra AgCom non avrebbe fatto sforzi sufficienti “per la possibile adozione di uno schema di regolamento volto a combattere la pirateria su Internet”. Dall’altro lato, infatti, la Spagna, Paese dove la pirateria digitale è più elevata, poiché si è dotata di un regolamento del genere, è stata cancellata dalla watch list.

 


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