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Equitalia: rate contro il pignoramento presso terzi

8 maggio 2016


Equitalia: rate contro il pignoramento presso terzi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 maggio 2016



La richiesta di dilazione e il pagamento della prima rata liberano il conto corrente, lo stipendio o la pensione a condizione che non sia già intervenuta la dichiarazione del terzo pignorato.

Attenzione al gradino: chi ha ricevuto da Equitalia la notifica di un pignoramento dello stipendio, pensione, conto corrente o crediti verso propri clienti (cosiddetto pignoramento presso terzi), può bloccare la procedura chiedendo allo sportello la rateazione del debito e pagando la prima rata; ma tutto ciò a condizione che non siano decorsi 60 giorni dalla notifica del pignoramento. Tempi strettissimi, dunque, superati i quali le somme pignorate andranno inesorabilmente a confluire nelle casse di Equitalia. Ma procediamo con ordine per comprendere come funziona il sistema.

Decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento (o 90 dall’avviso di accertamento esecutivo o 5 dall’avviso di mora) Equitalia può procedere con un pignoramento nei confronti del debitore. Può, ad esempio, pignorare lo stipendio, oppure la pensione, oppure il conto corrente in banca o alle poste, oppure in fine potrebbe ordinare, ai clienti del contribuente che gli devono dei soldi, di pagare detti importi direttamente a Equitalia. Tali procedure vengono chiamate con un unico termine: pignoramento presso terzi, dove il “terzo” pignorato non è il debitore, ma il debitore del debitore (il suo datore di lavoro, l’istituto di previdenza, la banca o le poste, il cliente).

Fortunatamente, una volta innescato, questo meccanismo non è irreversibile. In generale, la legge attribuisce al contribuente uno strumento molto efficace per evitare i pignoramenti: quello della dilazione (o, meglio detta rateazione). Chiedendo (in via telematica, attraverso il sito di Equitalia, o allo sportello) di poter pagare a rate il debito e dimostrando, successivamente, di aver correttamente versato la prima rata, Equitalia blocca il pignoramento in corso.

Ciò è possibile anche nel caso di pignoramento presso terzi. Il contribuente potrebbe, magari, voler preservare rapporti chiari e di rispettabilità con l’azienda dove lavora o con i propri clienti, senza che gli altri sappiano della sua morosità. Così egli può bloccare il travaso di somme dal terzo pignorato a Equitalia a condizione, però, che agisca in tempi brevissimi: 60 giorni dalla notifica del pignoramento. Difatti – dispone la legge – una volta che il terzo abbia risposto a Equitalia, dichiarando che le somme pignorate sono effettivamente esistenti e dovute al contribuente-debitore, la dilazione non sospende più l’iter.

Insomma, con il pagamento della prima rata della dilazione, si può bloccare per sempre il pignoramento presso terzi, a condizione però che si sia rispettato il predetto termine di 60 giorni.

Anche nei pignoramenti immobiliari e di beni mobili è possibile interrompere il processo esecutivo con la rateazione, a condizione che non ci sia stata già la vendita e assegnazione del bene pignorato.

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