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Le vincite non fanno reddito: l’Italia si adegua all’UE

16 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 16 Agosto 2016



La Corte Ue stabilisce le regole di tassazione, al fine di adeguarle con il resto degli stati membri. Ecco cosa cambia e il testo della legge. 

La Corte Europea ha stabilito che non è possibile tassare le vincite di gioco in modo differente in ciascuno stato membro, tale scelta difatti si porrebbe difatti in chiara incompatibilità con il principio di libera circolazione dei servizi.

L’orientamento è ormai da tempo riconosciuto nella dottrina europea [1]. In applicazione di tale orientamento, dunque, anche l’Italia ha previsto attraverso la Legge Europea 2015-2016 [2] una variazione nell’ordinamento e il conseguente adeguamento dell’imposizione.

Gioco d’azzardo: non viene tassata la vincita neanche in Italia

I redditi derivanti da gioco di azzardo, dunque, anche in Italia come negli altri Paesi europei non dovranno essere considerate parte del reddito percepito.

La Legge europea 2015-2016 (si vedano i dettagli nella sezione in pratica del nostro articolo) si adegua dunque alle previsioni dell’Ue secondo cui le vincite corrisposte da case da gioco autorizzate nello Stato italiano e negli altri Stati membri o nello Spazio economico europeo non concorrono alla formazione del reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo di imposta.

Tassazione vincite: la disciplina precedente

Prima dell’applicazione della Legge, entrata in vigore all’inizio dello scorso Luglio 2016, la disciplina fiscale dei proventi derivanti da vincite da gioco era variabile: a seconda che tali vincite fossero ottenute in Italia o in un altro Stato membro, si prevedeva un trattamento fiscale differente.

Ciò con tutta evidenza violava il principio della parità di trattamento dei cittadini degli stati membri, intaccando anche come accennato il principio di libera circolazione dei servizi sul quale si basa il mercato unico.

Legge Europea 2015-2016

(L. 122 del 07/07/2016), pubblicata in GU il 08.07.2016

[…]

Art. 6

1. All’articolo 69 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il comma 1 è sostituito dai seguenti: ‘1. Fatte salve le disposizioni di cui al comma 1-bis, i premi e le vincite di cui alla lettera d) del comma 1 dell’articolo 67 costituiscono reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo di imposta, senza alcuna deduzione. 1-bis. Le vincite corrisposte da case da gioco autorizzate nello Stato o negli altri Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo non concorrono a formare il reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo di imposta’. 

2. Il settimo comma dell’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, è abrogato. 3. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente articolo, valutati in euro 3,96 milioni per l’anno 2017 e 2,32 milioni a decorrere dall’anno 2018, si provvede con quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’applicazione della disposizione recata dall’articolo 22. 4. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio”.
[…]

note

[1] Corte UE, sent. del 22.10.2014.

[2] L. n. 122 del 07.07.2016.


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2 Commenti

  1. Se c’è libera circolazione di beni e servizi perchè Betfair non è accessibile dall’Italia??

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