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Social innovation: al via il “bonus badante”

16 Agosto 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 16 Agosto 2016



Ecco dove si svolgerà il primo esperimento di bonus “badante”, le modalità di fruizione e il lancio dell’intervento.

Un bonus di 1.500 euro: un contributo annuale per l’assunzione di una badante o, meglio detto, per l’acquisizione di ore di servizio. Un primo esperimento di bonus sociale che potrebbe segnare un punto di svolta nelle policies di care giving.

L’invecchiamento della popolazione e l’esigenza di supportare l’assistenza delle famiglie a minor reddito (oltre all’effetto indiretto di far emergere il lavoro nero) sono probabilmente tra le ragioni fondanti di questo provvedimento che, c’è da scommetterci, sarà certamente  apprezzato dai contribuenti che potranno usufruirne.


Bonus badanti: dove è  attivo?

Per ora la misura si attiverà nel solo Comune di Milano. Il progetto definitivo sarà presentato a settembre ma l’approccio è  stato già definito dall’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino una “innovazione assoluta” che si affianca dl servizio già  attivo dello sportello badanti, già dimostratosi utile a identificare assistenti familiari, mettendo in contatto domanda e offerta di lavoro nel settore.


Bonus badanti Milano: come funziona?

In attesa che il progetto venga presentato e si abbia quindi una prospettiva definitiva del suo funzionamento, si può certamente dare qualche anticipazione rispetto all’erogazione del bonus.

Il servizio consiste nella possibilità di acquisto di ore lavoro erogate da colf badanti tate e baby-sitter a favore delle famiglie destinatarie dell’intervento.

Per accedere al servizio – anticipano dal Comune – si terrà conto delle condizioni reddituali dei nuclei familiari.



Milano: innovazione sociale nel care giving

Lungi dall’essere un intervento isolato il piano di sostegno che verrà  lanciato dal Comune costituirà uno strumento complementare di un approccio all’assistenza che ha sperimentato negli anni importanti percorsi innovativi. Proprio a Milano ad esempio si è sperimentata ad esempio l’introduzione delle badanti di condominio in circa 30 stabili.

La conciliazione di percorsi di assistenza alla cittadinanza con metodologie di assistenza tecnica di tipo formativo per i care givers e di assistenza alla contrattualizzazione di tali servizi, costituisce un approccio certamente degno di nota in grado di trasformare un complesso di politiche di assistenza sociale “passiva” in un potente strumento di emersione del nero e di conseguenza di miglioramento delle garanzie per i lavoratori e i destinatari dei servizi di assistenza. Questo in un settore in cui tale necessità  è storicamente molto sentita.

C’è da sperare che la buona pratica – se tale si dimostrerà – possa essere seguita da altre amministrazioni nel prossimo futuro.


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