HOME Articoli

Lo sai che? L’estratto di ruolo

Lo sai che? Pubblicato il 3 maggio 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 3 maggio 2018

Che cos’è e qual’è la natura dell’estratto di ruolo. Impugnabilità delle cartelle esattoriali in esso indicate. I termini per fare ricorso contro le cartelle invalidamente notificate.

Avete ricevuto un avviso di mora, tecnicamente definito atto di intimazione, contenente delle cartelle esattoriali relative a delle multe e di cui non avevate avuto mai notizia. Oppure avete scoperto che il vostro veicolo è oggetto di un fermo amministrativo, per una cartella dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia) mai ricevuta. Oppure volevate vendere la vostra seconda casa, ed avete riscontrato la presenza di un’ipoteca iscritta dal predetto agente della riscossione: ebbene, nei casi descritti, cosa potete fare? In particolare, per evitare sorprese, è possibile conoscere la propria situazione in merito? Cos’è l’estratto di ruolo e in che misura e con quali modalità è possibile contestarlo? Cerchiamo insieme in questo articolo le risposte alle vostre domande.

L’estratto di ruolo: cos’è?

L’agente della riscossione, non di rado bussa alla porta dei cittadini italiani per riscuotere i debiti di quest’ultimi. Una multa non pagata, piuttosto che un irpef “dimenticata” sono solo alcune delle voci che possono riguardare la pretesa avanzata dall’agente della riscossione. Ebbene, per evitare soprese o per ovviare a situazioni come quelle descritte in premessa, è bene ricordare che è possibile conoscere la storia debitoria che ci riguarda. In altri termini, recandoci presso gli sportelli di zona oppure accedendo alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia), siamo in grado di sapere quali e quanti debiti ci riguardano e le cartelle esattoriali in cui essi sono previsti, oltre ai provvedimenti che sono stati adottati in merito (ad esempio, un’ipoteca o un fermo amministrativo). Quello che ho appena descritto, si chiama estratto di ruolo, spesso e volentieri consistente in un voluminoso documento cartaceo, ove, su richiesta del soggetto interessato, sono anche riprodotte e fornite in copia, le notifiche riguardanti le cartelle in esame. Si tratta, pertanto, di un semplice documento, elaborato informaticamente, contenente gli elementi delle cartelle esattoriali e dei ruoli in essa contenuti. Non è un atto impositivo e non rientra tra i cosiddetti atti impugnabili prescritti dalla legge.

Il ruolo: cos’è?

Si distingue dal documento cartaceo o di natura digitale, che riproduce le cartelle oggetto della propria situazione debitoria. L’estratto di ruolo, pertanto, va assolutamente distinto, dal “ruolo”, vero e proprio atto amministrativo impositivo (titolo esecutivo) dell’ente creditore (ad esempio, il comune nel cui territorio è stata elevata la multa, l’Inps creditrice dei contributi non pagati, la regione che pretende il bollo, ecc, ecc), autonomamente impugnabile, e costituito dal nominativo del debitore e dalle somme da esso dovute a titolo d’imposte, interessi e sanzioni. Esso è notificato contestualmente alla cartella esattoriale che lo contiene.

L’estratto di ruolo: il ricorso

Non è possibile fare ricorso contro l’estratto di ruolo, ma soltanto contro le cartelle che esso prevede o contro i provvedimenti presi a vostro carico ed a seguito delle dette cartelle esattoriali. Tecnicamente l’impugnazione dell’estratto di ruolo è inammissibile, poiché, come sopra precisato, stiamo parlando di un semplice documento cartaceo o di natura informatica, che non ha alcun valore, se non quello di riprodurre il contenuto della cartella esattoriale e del ruolo in essa azionato. Viceversa, è possibile impugnare le cartelle esattoriali. In particolare, quelle che, evidenziate nell’estratto di ruolo, ci accorgiamo di non aver mai ricevuto. Non di rado, infatti, i debiti esattoriali che ci riguardano sono vari. C’è la cartella per il bollo non pagato o la vecchia multa ormai dimenticata. C’è l’Irpef accertata, tanti anni fa, per la vecchia attività ormai chiusa, ci sono i contributi previdenziali omessi e le sanzioni connesse. In sostanza, con l’estratto di ruolo, vediamo quanti e quali cartelle esattoriali ci riguardano e quando sarebbero state notificate e, a questo punto, magari avvalendoci della consulenza di un professionista, ci rendiamo conto che alcune di esse non sono state mai notificate oppure che ciò è avvenuto in maniera irregolare: è questo il momento giusto per fare ricorso ed ottenere l’annullamento della cartella impugnata.

La cartella esattoriale e ricorso: i termini

Normalmente le cartelle esattoriali sono inviate al cittadino debitore mediante il servizio postale o il messo comunale. In particolare ciò accadeva sempre nel passato più recente, mentre allo stato attuale, la legge ha riconosciuto all’agente della riscossione anche la possibilità di notificare le cartelle tramite la posta elettronica certificata. Ebbene, quando riceviamo una cartella esattoriale, ci sono dei termini specifici, perentori ed inderogabili entro i quali è possibile fare ricorso. In particolare le cartelle dell’agente della riscossione, di regola, sono impugnabili entro i seguenti termini ben precisi:

  • 30 giorni dalla notifica, per quella contenenti sanzioni amministrative (multe). In tal caso, il ricorso, tecnicamente definita opposizione, si propone dinanzi al Giudice di pace;
  • 60 giorni, per quelle riguardanti i tributi. In tal caso, il ricorso si propone dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale;
  • 40 giorni, per quelle relative ai contributi previdenziali ed assistenziali. In tal caso, il ricorso, tecnicamente definita opposizione, si propone dinanzi al Tribunale in funzione di giudice del lavoro.

Cartella mai notificata e ricorso: i termini

Nel caso esaminato in questo articolo, i termini per il ricorso non sono mai partiti. Vi siete accorti infatti che la cartella in esame non vi è stata mai recapitata perché, ad esempio risulterebbe notificata ad un altro indirizzo oppure perché sarebbe andata per compiuta giacenza, ma non siete mai stati avvisati del deposito presso la casa comunale o l’ufficio postale. Ebbene nei casi presi ad esempio, la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione, peraltro a Sezioni Unite [1], ha precisato che i termini per opporsi alla cartella devono partire dalla valida notifica della stessa. Se ciò non avviene, tali termini non hanno neppure iniziato a decorrere. In buona sostanza, si dice, giustamente, che l’atto tributario in questione, cioè la cartella, è di natura recettizia e si perfeziona solo quando validamente raggiunge il suo destinatario. Se ciò non avviene, l’atto non diventa inoppugnabile (cioè è ancora possibile fare ricorso). Se quindi, conclude la Corte, il contribuente è venuto a conoscenza della cartella esattoriale solo attraverso la consultazione dell’estratto di ruolo (puro e semplice documento), egli per fare ricorso, non è tenuto ad aspettare l’atto successivo (ad esempio, un’intimazione di pagamento), ma può farlo anche prima, in piena armonia col suo pieno diritto d’accesso incondizionato alla tutela giurisdizionale. In conclusione, se, dall’esame dell’estratto di ruolo, risultano presenti delle cartelle invalidamente notificate, potete tranquillamente fare ricorso contro di esse, ottenendone l’annullamento. Sono invalide, ad esempio, le notifiche effettuate mediante deposito alla casa comunale e senza che il destinatario sia stato avvisato di questo deposito [2] oppure quelle inviate ad un indirizzo diverso o ad una persona diversa dal destinatario contribuente [3] oppure le cartelle ricevute da un familiare del debitore, ma residente ad un indirizzo differente [4]. Sarà compito del vostro legale, quello di contestare opportunamente le descritte circostanze nel ricorso oppure a seguito delle difese dell’agente della riscossione, eventualmente sollevando e rilevando il difetto della prova della notifica, depositata dalla stessa controparte nel corso del procedimento.

Cartella mai notificata e ricorso: decorrenza dei termini

Abbiamo visto che per imporci incontestabilmente il pagamento di una cartella esattoriale è necessario che la stessa ci sia stata validamente notificata. Se ciò non è avvenuto e se abbiamo avuto conoscenza della cartella per altre ragioni ed in altre circostanze, possiamo fare ricorso. Detto ciò, visto che abbiamo scoperto dell’esistenza della cartella dall’estratto di ruolo, è buona regola quello di proporre il ricorso entro i termini normalmente previsti dalla legge (30, 40 o 60 giorni a seconda del tipo di debito dovuto e contenuto nella cartella mai notificata) e decorrenti dalla data risultante dall’estratto di ruolo. È questa, almeno, la posizione giurisprudenziale espressa dalla Cassazione in una recente decisione [5], secondo la quale se avete conoscenza dall’estratto di ruolo di una cartella, mai notificata, per tributi mai versati, è necessario proporre ricorso alla competente Commissione Tributaria Provinciale, entro 60 giorni dalla data risultante dall’estratto. Si tratta di una conclusione e di una testi sicuramente più restrittiva di quella precedentemente espressa dagli stessi Ermellini e già riportata in nota [1], secondo la quale non potrebbe decorrere alcun valido termine per la proposizione del ricorso, essendo questa prerogativa riferibile soltanto alle cartelle validamente notificate: se la notifica è invalida, dice in questo caso la Cassazione, non c’è un termine valido per fare ricorso, ma può essere proposto in ogni momento.

Cartella mai notificata: il fermo

Se ricevete un atto come il preavviso di un fermo amministrativo o d’iscrizione di un ipoteca, basato su una cartella esattoriale mai validamente notificata, per l’annullamento della cartella e per impedire l’adozione del provvedimento cautelare minacciato dovete fare ricorso entro i termini di legge sopra indicati: cioè entro trenta giorni se la cartella contiene delle multe, entro 40 giorni se la cartella prevede dei contributi previdenziali, entro sessanta giorni se la cartella contempla dei tributi quali, ad esempio, il bollo auto o la tassa sui rifiuti. In questo caso, quindi, non potete più affermare di non essere a conoscenza della cartella incriminata: è vero che non è stata originariamente validamente notificata, ma adesso la conoscete e dovete opporvi entro i termini perentori di legge.

Cartella mai notificata: il pignoramento

Potrebbe accadere che l’agente della riscossione proceda al pignoramento sulla base di una cartella esattoriale mai validamente notificata. Ebbene nel caso appena descritto dovete rivolgervi al giudice ordinario se si tratta di multe o contributi previdenziali oppure al giudice tributario (la Commissione Provinciale Tributaria) se si tratta di tributi [6]. In particolare, in quest’ultimo caso, seguendo la Cassazione appena citata in nota, appare opportuno procedere al ricorso entro i venti giorni dalla notifica del pignoramento, seguendo quanto previsto, in generale, per questo tipo di opposizione, tecnicamente definita come opposizione agli atti esecutivi.

note

[1] Cass. SS.UU. sent n. 19704 del 02.10.2015.

[2] Ctp di Napoli sent. n. 3523 del 07.02.2017.

[3] Cass. sent. n. 26501 del 17.12.2014 e n. 2705 del 6.5.2014.

[4] Cass. sent. n. 26189 del 21.11.2013.

[5] Cass. sent n. 13584 del 30.5.2017.

[6] Cass. SS.UU. sent. n. 13913 del 5.6.2017.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI