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Cos’è l’ATECO e come modificarlo senza sanzioni?

18 Agosto 2016
Cos’è l’ATECO e come modificarlo senza sanzioni?

L’ATECO può essere modificato? E quando scade il termine perchè la modifica sia applicata all’intero anno fiscale? Tutte le risposte nel nostro articolo. 

Iniziamo con una definizione semplificata: cos’è l’ATECO? Si definisce ATECO il Codice univoco che individua le attività economiche che un’impresa può svolgere.

La tabella ATECO che per la precisione si chiama “Classificazione delle attività economiche – ATECO 2007” può essere trovata nel riferimento che riportiamo nella nostra sezione in pratica, in calce all’articolo.

Vediamo invece nel prossimo paragrafo come sia possibile cambiare il codice ATECO e entro quando tale modifica debba essere effettuata perchè il cambiamento abbia valore nel medesimo anno fiscale.

Come cambiare il codice ATECO?

Il codice ATECO è rilevante a livello fiscale (è difatti il riferimento per gli studi di settore) di conseguenza un’eventuale variazione – che corrisponde dunque ad una variazione dell’attività di impresa – deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate.

La dichiarazione di variazione può essere effettuata attraverso i moduli AA9/11 – AA7/10. La dichiarazione dovrà essere presentata entro i 30 giorni successivi alla variazione dell’attività stessa, al fine di evitare l’applicazione della sanzione.

Cambiare attività ATECO senza dichiarazione: come evitare la sanzione

Se non è stato presentato il modello e tuttavia l’attività è variata, onde evitare di incorrere in una sanzione sarà necessario procedere alla dichiarazione della variazione di attività economica intervenuta nel periodo di imposta appena trascorso, indicando in UNICO il codice ATECO corretto. La presentazione di UNICO dovrà avvenire entro i termini, dunque nel caso del 2016 entro il prossimo 30 settembre.

La variazione ATECO tramite UNICO non è sanzionabile

L’omessa dichiarazione di variazione dell’attività economica non potrà essere sanzionata, dunque, nel caso in cui il codice ATECO corretto (pur non debitamente dichiarato al momento della variazione all’Agenzia delle Entrate) viene inserito all’interno del Modello di dichiarazione dei redditi UNICO. In quest’ultimo caso difatti entra in gioco la causa di non punibilità [1], in base alla quale è stabilito che le violazioni che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo, e dunque non incidono sulla determinazione della base imponibile non possono essere punite.

Se insomma si dichiara il nuovo ATECO sull’UNICO, l’Agenzia avrà la possibilità di controllare la correttezza della dichiarazione e al contempo la base imponibile del reddito non subirà variazioni. Nessuna sanzione dunque, perchè il tributo non cambierà a causa della mancata presentazione della dichiarazione: questa mancanza viene difatti sanata con la dichiarazione dei redditi corretta.


note

[1] Dlgs. 472/1997, art. 6, c.5-bis.


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