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Ristrutturazione del debito per chi “non può fallire”

19 Agosto 2016 | Autore:
Ristrutturazione del debito per chi “non può fallire”

Esdebitarsi è possibile: ecco come, chi può accedere alla procedura e in cosa consiste l’accordo con i creditori per far fronte al sovraindebitamento.

Non tutti sanno che esiste una via d’uscita per liberarsi dai debiti anche per chi non può fallire “tecnicamente”. Abbiamo detto in un nostro precedente articolo del cosiddetto “fallimento del consumatore” (si legga Fallimento del consumatore: estingui i debiti in pochi passi ), ma i soggetti che non possono fallire sono molti di più.

La procedura di esdebitamento prevista dalla cosiddetta “Legge Salva Suicidi” è in grado di offrire una via d’uscita anche a questi soggetti. Partiamo da una definizione per verificare poi chi può accedervi.

Cosa è il sovraindebitamento?

Si definisce “sovraindebitamento” una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempiere regolarmente [2].

In parole povere: si definisce sovraindebitamento una situazione nella quale il debitore non è e prevedibilmente non sarà nel futuro in grado di far fronte ai propri impegni economici.

In questa situazione lo Stato permette di ristrutturare il debito attraverso un accordo con i creditori. Vediamo come funziona.

Chi può accedere alla procedura di esdebitamento 

La procedura di esdebitamento o l’esdebitazione è diretta a tutti coloro i quali non potendo fallire non sono tutelati dalla legge fallimentare. Rientrano in questo campo dunque tutti i soggetti cosiddetti “non fallibili” che al contempo si trovano però in stato di sovraindebitamento.

La procedura, come accennato, permette di stipulare un accordo con i propri creditori al fine di rimettere i debiti e reinserirsi nnel cerchio attivo dell’economia.
Possono accedere alla procedura:

  • imprenditori agricoli [4];
  • start up innovative [5];
  • l’imprenditore commerciale “sotto soglia” [6];
  • l’imprenditore commerciale “sopra soglia”, ma con un totale di debiti scaduti e non pagati non superiore a 30.000 euro [7];
  • l’imprenditore commerciale cessato da oltre un anno, che abbia provveduto alla cancellazione dal Registro delle imprese [8];
  • l’erede dell’imprenditore defunto, dopo un anno dalla morte [9];
  • il socio illimitatamente responsabile, dopo un anno dalla perdita dello status di socio [10];
  • i liberi professionisti, artisti, lavoratori autonomi e società professionali, in quanto svolgono attività strettamente professionali; associazioni professionali e società semplici;
  • il consumatore, cioè la “persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta” [11].

Come funziona la procedura di esdebitamento?

La procedura si attiva attraverso un organismo di composizione della crisi, che redige un piano di rientro che deve essere presentato al giudice. Il piano deve essere accettato dai creditori rappresentanti almeno il 60% del credito totale.

Per conoscere tutti i dettagli relativi alla procedura di esdebitamento, vi consigliamo di approfondire con il nostro articolo Sovraindebitamento: esdebitazione consumatori e legge salva suicidi.


note

[1] L. 3/2012.

[2] L. 3/2012 (mod. dalla legge 221/2012 di conversione del Dl 179/2012), art. 6, c. 2.

[3] R.D. 16 marzo 1942, n. 267 e ss.mm.ii.

[4] L. 3/2012 art. 7.

[5] Dl 179/2012, art. 31 (ma solo fino a quando mantenga i suoi requisiti e non oltre il quarto anno dalla sua costituzione).

[6] L. Fallimentare, art. 1, c.2;

[7] L. Fallimentare, art. 15, c.9;

[8] L. Fallimentare, art. 10

[9] L. Fallimentare, art. 11

[10] L. 3/2012, art. 6, c.2; Cass. sent. n. 1869/2016.

[11] L. Fallimentare art. 147, c.2.


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