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Giudici di pace in sciopero a giugno 2016

26 Maggio 2016
Giudici di pace in sciopero a giugno 2016

Proclamato lo sciopero nazionale dei giudici di pace su tutto il territorio nazionale italiano: i magistrati onorari non terranno udienze dal 6 all’11 giugno 2016 per contestare la nuova legge delega.

Giudici di pace in sciopero dal 6 all’11 giugno per contestare la recente legge delega [1] che conferisce al Governo il compito di stabilire una riforma organica della magistratura onoraria. La nuova normativa, infatti, risulta alquanto “lesiva dei diritti dei giudici di pace e dei principi di indipendenza del giudice e di autonomia degli uffici” (ne abbiamo parlato in “Addio giudice di pace: arriva il giudice Onorario di Pace” e in “Giudici di pace: cambia la competenza”).

Lo rendono noto, con una lettera divulgata lo scorso 24 maggio, l’Unione Nazionale Giudici di Pace e l’Associazione Nazionale dei Giudici di Pace. Le due associazioni hanno manifestato il grave disagio della categoria dinanzi al comportamento lesivo ed omissivo del Ministro della Giustizia e del Governo, proclamando lo sciopero nazionale dei giudici di pace dal 6 all’11 giugno 2016 e la prosecuzione delle azioni di protesta.

La categoria – si legge nel comunicato – è costretta a «ricorrere a reiterate e prolungate astensioni per rivendicare l’adeguamento della condizione dei giudici di pace ad elementari e fondamentali principi di diritto costituzionale, comunitario ed internazionale, preordinati a garantire l’indipendenza, imparzialità e professionalità dei giudici e finalizzati ad assicurare ai cittadini l’effettività della tutela giurisdizionale dei loro inviolabili diritti».

Oltre allo sciopero, indetto nelle giornate tra il 6 e l’11 giugno 2016, l’Unione Nazionale Giudici di Pace e l’Associazione Nazionale dei Giudici di Pace proclamano, altresì, la “prosecuzione delle azioni di protesta nel caso in cui Governo e Ministero della Giustizia non modifichino radicalmente l’attuale posizione lesiva non solo dei diritti fondamentali dei giudici di pace, ma anche delle garanzie approntate dalla Costituzione a tutela dei cittadini e delle imprese che accedono al servizio Giustizia”. A gran voce viene chiesto il “rispetto della Costituzione, nonchè delle raccomandazioni e decisioni delle più alte Istituzioni Internazionali, alla luce delle quali la Giustizia, in qualsiasi grado e da chiunque espletata, esige, al fine di garantire l’imparzialità e professionalità del giudice, a tutela dei cittadini che vi accedono, il riconoscimento a tutti magistrati dei diritti fondamentali della continuità del servizio sino all’età pensionabile, di un trattamento economico adeguato, delle tutele previdenziali ed assistenziali, delle garanzie ordinamentali di autonomia degli uffici e di indipendenza del giudice”.


note

[1] L. n. 57/2016.


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