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Bancomat Contactless: sicurezza a rischio?

20 Agosto 2016
Bancomat Contactless: sicurezza a rischio?

La nuova truffa viaggia sul bus e treni: occhio a mantenere il bancomat nel portafogli, potreste avere cattive sorprese.

Non si sa se sia più rapida la tecnologia o chi ingegna modalità di sfruttarne i vantaggi in maniera truffaldina.

Questa volta nella truffa che vi segnaliamo non fa riferimento ad internet, bensì alla tecnologia Contactless, la nuova metodologia di pagamento che nel garantire una maggiore velocità nella spesa (non serve difatti il PIN per pagamenti al di sotto di 25 euro) rischia tuttavia di rendere meno sicure le transazioni.

Vediamo di cosa si tratta partendo da una definizione del servizio contactless.

Contactless: non strisciare, basta avvicinare la carta

Con le carte contactless, ovvero “senza contatto” letteralmente, si può pagare un bene o un servizio, tramite POS, semplicemente avvicinando la carta al lettore.

Se la spesa è inferiore a 25 euro non è necessario neanche inserire il PIN.

Semplice, vero? Sin troppo, si direbbe, visti i rischi che comporta.

L’accoppiamento di questo sistema con i POS portatili ormai sempre più sottili e comodi da trasportare, fa sì che si possa verificare un caso del quale ultimamente si è avuta notizia. La sottrazione di fondi dal bancomat in maniera rapida e veloce, anche per un truffatore. E siccome la spesa non supera i 25 euro generalmente la truffa non viene nemmeno rilevata dal malcapitato.

Truffa contactless: ecco come funziona 

Il malintenzionato si avvicina al cittadino con in tasca o in mano un POS pronto a ricevere una transizione contactless. Naturalmente il truffatore non sa se in quel portafogli vi è un bancomat contactless, né se è posizionato in maniera tale da permettere la transazione, tuttavia tanto vale provare.

La truffa è stata svelata da un utente di Facebook che in un video ha svelato l’inganno filmando il truffatore.

Il sistema funziona, e nel POS vengono scaricati crediti dei malcapitati, che altro non possono fare se non disconoscere la transazione con un reclamo al proprio istituto di credito.

Truffa contactless: come difendersi

Non ci sono mezzi adatti a difendersi se non il proprio buonsenso. Consigliamo di inserire il bancomat contactless, in una sezione del portafogli “protetta” e non facilmente accessibile. Inoltre è sempre bene avere cura delle proprie transazioni. Come abbiamo avuto modo di accennare in passato, gli istituti di credito sono obbligati a restituire le cifre che vengono denunciate come somme non dovute. Ecco il nostro approfondimento al riguardo Carte di credito clonate: rimborso obbligatorio.

Come controllare se il bancomat è contactless

A volte il correntista non è neanche a conoscenza della presenza del servizio contactless. Per verificare che la carta sia abilitata (moltissime ormai lo sono) è sufficiente controllare il fronte della carta – dove è riportato il numero – e controllare se in una delle estremità appare un simbolo simile a quello della connessione wi-fi. Ne avete un esempio nell’immagine in evidenza nel nostro articolo.



1 Commento

  1. Ma pensateci che al POS va collegato un conto corrente d’appoggio, quindi il truffatore è facilmente tracciabile (anche se usa un prestanome per il conto, in pochi giorni si vedrebbe chiudere tale conto.

    Esistono inoltre poccole bustine in cui mettere il bancomat dentro il portafogli e che alterano il campo magnetico esterno, impedendo qualsiasi uso di un POS contactless in modo truffaldino.

    Siate un po’ più precisi, con le info che date.

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