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Ritenute omesse e 770: scadenza a settembre, quanto si paga

20 Agosto 2016


Ritenute omesse e 770: scadenza a settembre, quanto si paga

> Business Pubblicato il 20 Agosto 2016



Scade il 15 settembre il termine per la presentazione del 770, ma anche per il ravvedimento delle ritenute. Ecco come calcolare gli interessi moratori.

Dopo una lunga serie di proroghe arriva il prossimo 15 settembre la data definitiva di scadenza del modello 770.

La scadenza originaria come è ormai noto era stata fissata per lo scorso 31 luglio, ma una serie di eventi concatenati, tra sabati, domeniche, proroghe estive, avevano portato la data a slittare al 22 agosto. Il governo ha poi deciso di concedere una proroga definitiva e chiara, fissando la data finale per giorno 15 settembre prossimo (leggi 770: confermata la proroga a settembre)

Tale termine è il medesimo che si dovrà rispettare ai fini dei versamenti delle ritenute relative al 2015, con il ravvedimento operoso. Sanate le mancanze, si potrà quindi procedere alla compilazione e all’invio del 770 nei termini previsti.

Modello 770: come dimostrare la presentazione?

Sia il modello 770 ordinario, sia il modello semplificato, devono essere presentati entro il prossimo 15 settembre.

La ricevuta di avvenuta ricezione dei dati rilasciata dall’Agenzia delle Entrate, costituisce la prova della presentazione della dichiarazione. Essa può essere consultata sullo stesso sito dell’agenzia, nella sezione relativa ai servizi telematici, nell’area “ricevute”.

Nel caso in cui il sistema rifiuti la dichiarazione (la “scarti”), se la medesima dichiarazione verrà inviata nei successivi 5 giorni lavorativi i termini saranno comunque considerati validi. Sarà tuttavia necessario allegare la comunicazione che attesta il motivo per il quale la dichiarazione originale inviata nei termini era stata scartata.

Modello 770: cosa succede se non presenti la dichiarazione?

Naturalmente l’omessa presentazione del modello 770 porta all’applicazione di sanzioni [1]. Esse variano a seconda che si tratti di un semplice ritardo nella presentazione o che a tale ritardo si accoppino anche delle ritenute non versate.

La sanzione sarà dunque:

  • da 250 Euro a mille euro nel caso in cui le ritenute siano state versate.
  • dal 120% al 240% dell’ammontare delle ritenute non versate, con un minimo di 250 Euro;

Nel caso in cui l’importo delle ritenute non versate sia superiore a 50mila euro, in mancanza della presentazione del 770 scatta invece anche il reato penale.

Il reato tuttavia scatterà non alla data di scadenza del modello 770, bensì al 90° giorno successivo. Quest’anno dunque per non incorrere nel reato penale si avrà tempo sino al prossimo 14 dicembre 2016. Il termine dei 90 giorni è difatti quello stabilito per la presentazione della dichiarazione tardiva.

Per sapere se devi presentare il 770 consulta il nostro approfondimento Cos’è il 770? Chi è obbligato a presentarlo?.

Anche per le ritenute non versate il termine è al 15 settembre

Come accennato anche per sanare l’omissione di versamento delle ritenute del 2015, si ha tempo sino al 15 settembre per pagare la sola sanzione del 3,75%, procedendo di conseguenza alla corretta compilazione del 770.

Con il ravvedimento operoso entro il 15 settembre si dovrà versare:

  • le ritenute operate ma non versate;
  • la sanzione del 30% in misura ridotta ad 1/8, quindi pari al 3,75% dell’importo non versato, se il pagamento avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione (mod. 770) relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione (in questo caso 2015). Nell’F24 è necessario essere indicato il codice tributo “8906”;
  • gli interessi moratori al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito.

Ravvedimento ritenute: come calcolare gli interessi moratori 2015-2016

Il tasso di interesse moratorio è pari al 0,2% dall’1 gennaio 2016, mentre a partire dall’1 gennaio 2015 al 31 dicembre del 2015 esso era pari allo 0,5%.

Per calcolare gli interessi moratori dovuti, si applica la formula:

ritenute omesse × tasso applicabile nell’anno × numero di giorni di ritardo/365.

Il codice tributo degli interessi da inserire in F24 è il medesimo di quello che fa riferimento alla ritenuta omessa da sanare.

note

[1] DLgs. 471/1997, art.1, c.1.


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