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Gestione separata: estensione congedo parentale e maternità

20 Agosto 2016


Gestione separata: estensione congedo parentale e maternità

> Business Pubblicato il 20 Agosto 2016



Congedo parentale e maternità estesi per le mamme in gestione separata. Ecco come cambierà la normativa di settore.

Il testo del disegno di legge sul lavoro autonomo, approvato dalla Commissione lavoro del Senato la scorsa settimana e oggi in attesa dell’approvazione in aula (prevedibilmente per il prossimo settembre) prevede un’estensione del congedo parentale per i lavoratori iscritti alla gestione separata.

Il congedo parentale si raddoppia e si registrano novità anche per la maternità e la sospensione per malattia. Ecco come funzionerà.

Maternità e gestione separata, trattamento esteso a 6 mesi.

Ad oggi la normativa riconosce alle lavoratrici iscritte alla gestione separata un congedo parentale per un periodo di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino e solo nel caso in cui sussistano le 3 mensilità di contribuzione nei 12 mesi precedenti alla nascita. Alla mamma oggi viene riconosciuto  per ogni giornata, il 30% di 1/365 del reddito assunto a riferimento per la corresponsione dell’indennità di maternità per le medesime lavoratrici.

Nel testo approvato dalla Commissione lavoro il diritto al congedo parentale viene esteso a 6 mesi totali e viene riconosciuto anche ai padri.

Il limite è che i periodi di congedo di entrambi i genitori cumulati non devono superare i 6 mesi. Ma il diritto può essere fruito non solo nel primo anno del figlio ma – come accade per i lavoratori dipendenti – anche nel secondo o nel terzo anno.

Maternità confermata l’equiparazione alle lavoratrici dipendenti

Con riferimento alla maternità si confermano allo stesso modo le novità inserite nel testo del provvedimento di gennaio scorso: le lavoratrici potranno godere dell’indennità di maternità spettante per i due mesi precedenti la data del parto e per i tre mesi successivi. Nel caso delle lavoratrici a gestione separata, inoltre non è necessaria l’effettiva astensione dal lavoro.

L’indennità di maternità giornaliera sarà pari all’80% di 1/365 del reddito di riferimento;

Nel caso dei contratti a progetto, si prevede la sospensione (negabile nel caso in cui venga meno l’interesse del committente) per un periodo di 150 giornate per anno solare. La sospensione deve comunque essere richiesta dal lavoratore.

Sospensione per malattia o infortunio: si sospende il pagamento di INPS e INAIL

Viene confermato infine nel disegno di legge il diritto alla sospensione del pagamento dei contributi INPS e INAIL, nei casi di malattia o infortunio che abbiano un tale grado di gravità da impedire lo svolgimento corretto dell’attività lavorativa per oltre 2 mesi (sessanta giorni).

In questi casi sarà permessa la sospensione per l’intera durata della malattia e sino ad un massimo di 2 anni. Al termine dei due anni i contributi però andranno comunque versati. Per facilitare il lavoratore si prevede in questo caso un pagamento rateale suddiviso in un numero di rate pari a tre volte il periodo di sospensione.


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