Diritto e Fisco | Editoriale

Pacchetto telecom: addio neutralità della rete

16 ottobre 2011 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 ottobre 2011



Il Consiglio e la Commissione Europea hanno proposto, al Parlamento Europeo, alcuni preoccupanti emendamenti sul “Pacchetto Telecom”.

Questa volta non sono né i francesi (con la loro Sarkozy), né gli svedesi (con la condanna a PirateBay), né gli americani (con la legge sull’estensione del diritto d’autore).

Le pessime notizie ora giungono dall’Europa. Il Consiglio e la Commissione Europea hanno proposto, al Parlamento Europeo, alcuni preoccupanti emendamenti sulla Direttiva relativa ai Servizi Universali (ribattezzata “Pacchetto Telecom“: una serie di norme ed obblighi imposti ai fornitori di connettività come internet).

Gli emendamenti in questione intendono privare il consumatore del diritto di avere “tutta” internet durante la navigazione. Le nuove norme, infatti, vogliono concedere ai fornitori del servizio di connessione il potere di decidere cosa tenere e cosa non. In altre parole, essi potranno inibire la navigazione su servizi o contenuti che non intenderanno autorizzare. Una sorta di lucchetto differenziato a seconda dell’operatore.

Internet non sarà più una rete universale.

Va così in frantumi la cosiddetta “Net Neutrality“, cioè l’indifferenza della piattaforma internet ai contenuti che essa distribuisce.

Tanto è vero che il papà del web, Tim Burners-Lee, intervenuto su YouTube, ha criticato la nuova normativa, definendola una vera e propria forma di censura.

Quali saranno i criteri e quali gli obblighi contrattuali per accedere alla rete? Cosa occorrerà fare o chi bisognerà pagare per evitare che il proprio sito venga oscurato? Per essere raggiungibili su internet bisognerà essere graditi alle compagnie di telecomunicazioni!

Questi aspetti, prima rientrati nella generica libertà di impresa e di parola, oggi invece sono rimessi in discussione.

Assoprovider ha scritto un’allarmata lettera ai parlamentari europei. Qui il testo:

http://www.assoprovider.it/index.php?option=com_content&task=view&id=213&Itemid=46

Tutto questo verrà deciso il prossimo 5 maggio dal nostro Parlamento Europeo.


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