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Anatocismo bancario: cosa cambia con il decreto Salva Banche

22 Agosto 2016 | Autore:
Anatocismo bancario: cosa cambia con il decreto Salva Banche

Con il Salva Banche il cliente può di fatto autorizzare l’anatocismo, ecco a cosa stare attenti nella firma di un finanziamento.

Analizziamo quali modifiche sono state introdotte alla normativa dell’anatocismo bancario, con il decreto Salva Banche. Prima tuttavia è opportuno partire da una definizione.

Cos’è l’anatocismo bancario?

Il fenomeno dell’ anatocismo bancario è quella pratica, in uso fino a poco tempo fa, presso molte banche italiane, secondo cui gli interessi a debito del correntista venivano liquidati (sul conto) con frequenza trimestrale, mentre gli interessi a credito dello stesso erano liquidati con cadenza annuale.

Ciò provocava un disallineamento nella maturazione degli interessi a debito ed il conseguente fenomeno dell’anatocismo, perché venivano calcolati interessi su interessi.

Anatocismo: la normativa sino al Decreto Salva Banche

L’anatocismo è un fenomeno su cui si dibatte, in Italia, da almeno vent’anni, e che ha alimentato infinite dispute e controversie in modo pressoché trasversale interessando il piano legislativo, giurisprudenziale, dottrinale e finanziario; basti pensare che il contenzioso legato alla materia ha conosciuto una notevole dilatazione, ed ha alimentato un mercato professionale altrettanto notevole.

Il divieto dell’anatocismo (bancario e non) è sempre esistito nell’ordinamento giuridico italiano [1]. Ciò nonostante, le banche agivano legittimamente quando applicavano la metodologia di calcolo degli interessi sopra descritta, perché tale comportamento era stato ampiamente avallato dalla giurisprudenza, almeno fino al momento in cui è iniziato tutto il processo di revisione interpretativa delle norme riguardanti l’anatocismo, che ha portato dopo molti anni ad una famosa sentenza della Corte di Cassazione [2].

Prima di questa sentenza, c’è stato comunque un Decreto Legislativo [3], che, introducendo un nuovo comma in uno degli articoli del Testo Unico Bancario [4], ha previsto la possibilità di stabilire, tramite un’apposita delibera del CICR (Comitato Interministeriale per il Credito e Risparmio), le modalità ed i criteri di produzione degli interessi sugli interessi, maturati nell’esercizio dell’attività bancaria, purché fosse rispettata la stessa periodicità nel conteggio sia dei saldi passivi, sia di quelli attivi. Fino a tutto il 2013 la normativa si basava su una delibera del CICR [5] che, in attuazione del Testo Unico Bancario [4] e in deroga alla disciplina generale dettata dal codice civile [1], prevedeva delle condizioni precise per la pratica dell’anatocismo;

la Legge di Stabilità 2014 [6] ha novellato Testo Unico Bancario [7] introducendo delle importanti novità, sostanzialmente favorevoli alla clientela, in base alle quali:

  • nelle operazioni in conto corrente sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori;
  • gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale.

Anatocismo: le novità del Decreto Salva Banche

Il nuovo Decreto Legge Salva Banche [8], approvato in via definitiva dal Senato, con la riforma del credito cooperativo e la garanzia statale sui crediti in sofferenza ha lasciato in essere la contabilizzazione degli interessi sugli interessi, e precisamente, sui conti correnti al calcolo degli interessi di mora, sulle carte revolving, sulle aperture di credito e sconfinamenti sul conto negativo.

Il calcolo dovrà però essere contabilizzato solamente una volta all’anno e non trimestralmente. Inoltre, viene applicata una parità di trattamento tra interessi passivi e attivi sia riguardanti le banche che i clienti.

A fine anno, i correntisti hanno due mesi di tempo per pagare gli interessi debitori, oltre il quale possono essere autorizzati gli addebiti in conto.

Rimane vietata la capitalizzazione degli interessi trimestrali e questo vale, non solo per gli interessi a debito ma anche per gli interessi a credito.

Il nuovo testo dell’articolo 120 nel comma 2 diventa così: “Il CICR stabilisce modalità e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria, prevedendo in ogni caso che:

  • «a) nei rapporti di conto corrente o di conto di pagamento sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori, comunque non inferiore ad un anno; gli interessi sono conteggiati il 31 dicembre di ciascun anno e, in ogni caso, al termine del rapporto per cui sono dovuti;
  • b) gli interessi debitori maturati, ivi compresi quelli relativi a finanziamenti a valere su carte di credito, non possono produrre interessi ulteriori, salvo quelli di mora, e sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale; per le aperture di credito regolate in conto corrente e in conto di pagamento, per gli sconfinamenti anche in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido:
    • 1) gli interessi debitori sono conteggiati al 31 dicembre e divengono esigibili il 1 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati; nel caso di chiusura definitiva del rapporto, gli interessi sono immediatamente esigibili;
    • 2) il cliente può autorizzare, anche preventivamente, l’addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi divengono esigibili; in questo caso la somma addebitata è considerata sorte capitale; l’autorizzazione è revocabile in ogni momento, purché prima che l’addebito abbia avuto luogo».

Ecco allora in breve cosa cambia con il DL Salva Banche.

La versione originaria dell’articolo, prevedeva che gli interessi venivano conteggiati (anche giornalmente), ma divenivano esigibili solo alla fine del rapporto bancario. Ai sensi del nuovo testo al contrario, gli interessi debitori verranno conteggiati di fatto al 31 dicembre e diverranno esigibili dal 1° marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati.

La normativa in esame, consente che il correntista, possa autorizzare preventivamente (quindi, prima della scadenza, cioè ex ante, e non successivamente alla scadenza, ex post, come previsto dal codice civile [1]) l’addebito degli interessi solutori sul conto al momento in cui questi divengono esigibili, trasformando detti interessi in sorte capitale, produttiva, a sua volta di ulteriori interessi.

Con il Salva Banche l’anatocismo può essere autorizzato dal cliente

La possibilità di autorizzazione preventiva concessa al correntista cela, dunque, l’obbligo di liquidazione degli interessi passivi solutori entro 60 giorni, che se non rispettato dal correntista si tramuta sostanzialmente in una legittimazione ed automatizzazione dell’anatocismo annuale. Nella realtà ciò che resta al correntista è la facoltà di scelta: pagare gli interessi maturati extra fido nell’anno solare precedente al 1° marzo di ogni anno oppure farli addebitare in conto dando così via alla capitalizzazione composta degli stessi; al contrario per quanto concerne interessi e spese che si formano nell’ambito del rapporto affidato, seppur maturati quotidianamente non diverranno esigibili il 1° marzo dell’anno successivo perchè non considerati dal testo di legge come liquidi ed esigibili.

D.ssa Manuela Adimari.

note

[1] Cod.civ. Art. 1283.

[2] Cass. sent. n. 21095, del 04.11.2004.

[3] DL 342/99, art. 25, c.2.

[4] D. Lgs. n. 385/1993, art. 120.

[5] CICR, del. del 09.02.2000.

[6] L. 147/2013.

[7] in particolare l’art. 120, c.2.

[8] DL n. 18/2016.


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