Diritto e Fisco | Editoriale

Wikipedia: l’enciclopedia può essere responsabile se…

16 ottobre 2011 | Autore:


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Secondo il Tribunale di Grande Istance francese, Wikipedia è un intermediario e quindi, in base al principio della net neutrality stabilito dalla Comunità Europea, non è responsabile dei contenuti caricati dai terzi utenti: si applica la disciplina sul commercio elettronico.

Le problematiche giuridiche della rete non potevano non investire anche Wikipedia, l’enciclopedia multimediale, ormai da tutti (studenti e non) utilizzata per approfondire le conoscenze. Persino la conservatrice Apple ha recentemente elaborato un software per l’iPhone, in grado di garantire un accesso più veloce ed una navigazione più intuitiva all’interno dell’enciclopedia medesima.

Il funzionamento di Wikipedia è noto a tutti: essa si basa sui contributi liberi dei netizen, autorizzati ad accedere, consultare, ma anche ad arricchire il data base, ciascuno con i propri articoli.

La massificazione della cultura rivela, così, la più dissimulata e pudica caratteristica della conoscenza: essa non è che il dato di fatto noto e percepito dalla maggioranza. Forse aveva ragione Saint Exupéry quando diceva che la conoscenza non è il possesso della verità, ma di un linguaggio coerente.

Ebbene, che succede se il redattore sbaglia o, soprattutto, se sconfina nell’illecito?

Il Tribunal de Grande Istance di Parigi [1] ha stabilito che la Fondazione Wikimedia (gestore di Wikipedia) non è responsabile dei contenuti inseriti dagli utenti, salvo che, qualora puntualmente e tempestivamente informata del carattere manifestamente illecito di detti contenuti, ometta di attivarsi per rimuoverli.

Così i giudici francesi, nella decisione in commento, hanno escluso la responsabilità della Fondazione Wikimedia, in quanto anche ad essa si applica la disciplina francese sul commercio elettronico in materia di responsabilità degli intermediari della comunicazione. Pertanto Wikipedia, come tutti gli intermediari, non ha un generale obbligo di sorveglianza sull’operato dei singoli utenti.

Il Tribunale francese ha inoltre chiarito che la responsabilità dell’intermediario sussiste solo quando tale soggetto, a seguito del ricevimento di una richiesta di rimozione di taluni contenuti (diffida che deve contenere tutti gli elementi necessari a consentire una valutazione sull’illiceità della pubblicazione), non si attivi per rimuoverli.

Tale responsabilità va, conseguentemente, esclusa ogni qualvolta, come nella fattispecie all’origine della decisione, la diffida sia generica e non contenga elementi sufficienti a ritenere manifesta l’illiceità del contenuto denunciato.

note

[1] Trib. Grande Istance  sent. del 29 ottobre 2008.

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