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Equitalia abolita: ecco i comuni dove avviene e i risultati ottenuti

23 Agosto 2016


Equitalia abolita: ecco i comuni dove avviene e i risultati ottenuti

> Business Pubblicato il 23 Agosto 2016



Abolizione di Equitalia: ecco dove di fatto ciò è realtà e a quali risultati ha portato questa scelta, ma l’accorpamento con l’Agenzia porta vantaggi di immagine?

Non tutti sanno che già dal 2011 la Legge [1] autorizza le amministrazioni locali a fare a meno dell’agenzia esattoriale nazionale ricorrendo a strutture in-house o all’esazione diretta.

Se da una parte si registra l’intenzione – per ora poco più che annunciata – del Governo di abolire la Società per Azioni (che dovrebbe rientrare di fatto all’interno della nuova organizzazione dell’Agenzia delle Entrate), per altro verso si devono registrare anche molti casi in cui questo distacco è avvenuto e ha portato anche alcuni vantaggi al contribuente. Ecco la lista delle buone pratiche e delle esperienze di distacco dall’ente nazionale.

Abolizione di Equitalia: dov’è già realtà?

Ecco la lista dei comuni nei quali l’abolizione di Equitalia è già una realtà:

  • Milano
  • Riccione, Morazzone (Varese);
  • Thiene (Vicenza);
  • San Donà di Piave (Venezia);
  • Vigevano (Pavia);
  • Zanica (Bergamo);
  • Merate (Lecco);
  • Calalzo di Cadore (Belluno);
  • Civitavecchia;
  • Vinaria Reale;
  • Parma;
  • Livorno;
  • Ragusa;
  • Pietraperzia;
  • Augusta.

Abolizione di Equitalia: porta a dei vantaggi?

Al netto di una maggioranza di casi in cui il distacco si è semplicemente concretizzato in un nuovo appalto con l’assegnazione ad altri enti privati dell’incarico o nell’assegnazione diretta ad enti in-house, si devono registrare alcune buone pratiche la cui operatività è stata facilitata dal fatto che l’incarico di riscossione non fosse più nelle mani di Equitalia.

È ad esempio il caso di Assemini, in provincia di Cagliari, che con i risparmi derivanti dalla riduzione dei costi di gestione dal 2014 è riuscito a cancellare la TASI, o di Augusta (SR), Montelabbate (PU) e Pietraperzia (EN) nei quali ad esempio è stato possibile introdurre il “baratto amministrativo”, o ancora di Livorno, dove nello scorso giugno è stato lanciata la piattaforma “Serpichino“, che permette al comune, oltre che di ricevere online il pagamento dei tributi, anche di controllare la capacità contributiva dei cittadini.

Stop ad Equitalia: quando sarà unita con l’Agenzia delle Entrate?

Una proposta di Legge del Viceministro Casero – viceministro per l’Economia – ne propone l’abolizione entro il 2017.

A cambiare non sarà solo il nome del soggetto, tuttavia, quanto piuttosto l’intero impianto normativo e, soprattutto, l’approccio al contribuente, visto che pignoramenti, fermi auto e ipoteche dovranno rappresentare nelle intenzioni del Governo solo l’ultima spiaggia: si intende privilegiare soprattutto la collaborazione e l’accordo con il debitore.

Si tratterebbe insomma dell’ultimo passaggio di quel processo di supporto alla compliance – ovvero di “collaborazione del contribuente” a cui la stessa Agenzia delle Entrate tende negli ultimi mesi e in ragione del quale stanno giungendo nelle cassette della posta dei contribuenti numerosi avvisi bonari volti a favorire il ravvedimento operoso (leggi anche: Agenzia delle entrate: 100mila avvisi in arrivo. Di cosa si tratta? e anche Agenzia Entrate: 32mila lettere per professionisti e imprese).

Equitalia ricongiunta con l’Agenzia delle entrate: un vantaggio per l’immagine del Fisco?

A ben vedere, tuttavia, questo passaggio non sarà indolore nemmeno da un punto di vista dell’immagine dell’Agenzia: nel testo della proposta di legge, come detto, si prevede che Equitalia sia posta in liquidazione dal 2017 e che confluisca in una particolare divisione all’interno dell’Agenzia delle Entrate.

Stante che il compito di riscossione – anche forzosa – dovrà comunque essere posto in essere, si prevede che siano dunque le Entrate, tra un anno, non solo a inviare gli avvisi di accertamento e le richieste di pagamento, ma ad occuparsi anche della successiva fase di riscossione, procedendo all’invio delle cartelle di pagamento, ai fermi auto e alle ipoteche, ai pignoramenti ove necessario e come ultima ratio (si legga Equitalia in liquidazione).

Siamo sicuri che ciò generi un processo virtuoso di avvicinamento tra il fisco e il contribuente? Sino ad oggi la possibilità di esternalizzare il costo sociale della riscossione ha permesso alle Entrate di gestire la comunicazione con il contribuente in maniera piuttosto efficace.

L’accorpamento con il più odiato degli enti parastatali potrebbe non essere una mossa altrettanto valida.

note

[1] Legge 166/2011.


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