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In fattura la partita Iva prevale sul codice fiscale

4 Maggio 2013
In fattura la partita Iva prevale sul codice fiscale

La mancata indicazione della P.Iva, in favore del C.f., determina l’impossibilità di detrarre l’Iva dalla fattura.

L’Agenzia delle Entrate ha appena emanato un’importante circolare [1] dedicata alle novità in materia di fatturazione. Tali novità sono entrate in vigore lo scorso 1° gennaio.

L’Amministrazione finanziaria passa in rassegna le regole introdotte dalla legge di stabilità 2013 [2], con particolare riguardo alle modalità di gestione e compilazione delle fatture.

La circolare ricorda l’obbligo di riportare, in ciascuna fattura, la partita Iva o il codice fiscale dell’acquirente. In particolare, bisogna inserire la P.Iva se il soggetto agisce in regime di impresa; il C.f., invece, se agisce come privato.

In caso però di acquisto per usi promiscui deve essere data prevalenza alla partita Iva, con conseguente omissione del codice fiscale.

Se, però, l’acquirente compie l’acquisto utilizzando il codice fiscale, dichiara implicitamente di acquistare fuori dal regime di impresa. Con la conseguenza che sarà impossibile detrarre l’Iva (per difetto di inerenza).

Dunque, attenzione: se la fattura contiene solo il codice fiscale, l’operazione commerciale non si considera fatta per l’esercizio professionale o d’impresa.

note

[1] Ag. Entrate Circolare n. 12/E/2013.

[2] Recepimento della direttiva 2010/45/Ue.


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