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Scontrino non fiscale: chi può usarlo, obblighi e vantaggi

24 Agosto 2016


Scontrino non fiscale: chi può usarlo, obblighi e vantaggi

> Business Pubblicato il 24 Agosto 2016



Quando è possibile emettere per i clienti uno scontrino non fiscale? Quali sono i vantaggi dello strumento e a quali sanzioni si va incontro se non si seguono le regole. Ecco i dettagli

Non tutti sanno che ci sono tipologie di esercenti che possono emettere uno scontrino non fiscale per i clienti [1]. Tuttavia questa scelta obbliga alla trasmissione dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate.

Alle soglie dell’obbligo divenuto ormai certo per alcune tipologie di esercenti di utilizzare la trasmissione elettronica a partire dal 2017 (leggi: Stop agli scontrini dal 2017: pronto il provvedimento), vediamo di seguito quali sono i doveri e le sanzioni relative allo scontrino non fiscale.

Scontrino non fiscale: quando si può emettere

L’uso dello scontrino non fiscale da parte degli esercenti è stato regolato da una circolare del 2006 dell’Agenzia delle Entrate [2] che stabilisce che alcuni esercizi commerciali della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) possono trasmettere i corrispettivi giornalieri all’Agenzia rilasciando uno scontrino non fiscale ai clienti. Tuttavia su richiesta del cliente, in ogni caso, permane l’obbligo di emettere fattura.

Chi può emettere scontrino non fiscale?

La scelta di emissione dello scontrino non fiscale è riservata agli esercenti della Grande Distribuzione. Si tratta di un’opzione per esercitare la quale gli esercizi devono rispondere a determinati requisiti di superficie, che di seguito riportiamo:

  • Comuni di meno di 10mila abitanti: l’esercizio deve avere una superficie di almeno 150 metri quadrati;
  • Comuni con più di 10mila abitanti: l’esercizio deve avere una superficie di almeno 250 metri quadrati.

Non possono esercitare l’opzione le aziende che operano con un solo punto vendita (anche se questo raggiunge le dimensioni previste dalla normativa) così come non possono scegliere questa modalità le imprese con più punti vendita nessuno dei quali abbia i requisiti richiesti.

Con lo scontrino fiscale come si dichiarano i guadagni?

I guadagni o per meglio dire i corrispettivi giornalieri possono essere inviati o attraverso Entratel o tramite i servizi di un intermediario.

I corrispettivi devono essere trasmessi entro il quindicesimo giorno successivo alla scadenza del mese di riferimento. Sono inoltre necessari appositi registratori telematici in grado di inviare i dati all’Agenzia.

Gli obblighi di legge al riguardo sono molto severi: ecco le sanzioni per il mancato rispetto dei termini.

Qual è il vantaggio di emettere scontrini non fiscali?

A dispetto di quanto si crede l’invio telematico dei dati all’Agenzia da parte di chi ha esercitato l’opzione dello scontrino non fiscale, costituisce una maggiore garanzia per il Fisco.

Sono dunque previste semplificazioni contabili, quali:

  • registro di prima nota: non è necessaria la tenuta del registro prima nota nel caso in cui il registro dei corrispettivi non è tenuto nello stesso posto in cui viene espletata l’attività d’impresa;
  • registro corrispettivi: il registro dei corrispettivi può essere compilato mensilmente
  • operazioni IVA:  le operazioni a fini IVA possono essere registrate entro 60 giorni dalla data di realizzazione.

Con l’opzione di scontrino non fiscale si rinuncia invece alla possibilità di fatturazione differita.

Scontrini non fiscali: sanzioni mancato invio dei dati

Qualora si emetta scontrino non fiscale ma i dati non vengano inviati, si prevedono sanzioni pari al 100% dell’imposta.

L’omessa installazione dei misuratori fiscali comporta invece multe da 1.032 a 4.131 euro con sospensione della licenza o autorizzazione all’esercizio per periodi che vanno dai 15 giorni ai 2 mesi. La recidività poi costa ancora più cara: la sospensione in questo caso è aumentata da 2 a 6 mesi.

note

[1] L. 311/2004, art. 1, cc. da 429 a 431.

[2] Agenzia delle Entrate, circ. 8/E del 23.02.2006.


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