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Congedo matrimoniale: a chi spetta l’assegno Inps

23 Giugno 2016 | Autore:
Congedo matrimoniale: a chi spetta l’assegno Inps

L’Istituto di previdenza riconosce una somma ad apprendisti, lavoratori a domicilio, marittimi o disoccupati. Purché abbiano detto il “sì” con rito civile o concordatario.

Viva gli sposi. E viva l’Inps. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale concede un assegno in occasione di un congedo matrimoniale di 7-8 giorni (a seconda delle categorie contrattuali) per un matrimonio, civile o concordatario (cioè celebrato in chiesa ma riconosciuto dallo Stato). Unica condizione: entrambi i coniugi (e non uno solo) devono averne diritto.

Congedo matrimoniale Inps: a chi spetta

L’assegno dell’Inps per congedo matrimoniale spetta agli operai, agli apprendisti, ai lavoratori a domicilio e ai marittimi di bassa forza dipendenti da industrie, artigiani o cooperative.

Per queste categorie, i requisiti sono:

– Avere contratto matrimonio civile o concordatario;

– Avere un rapporto di lavoro da almeno una settimana;

– Fruire del congedo entro i 30 giorni successivi alla celebrazione delle nozze.

L’Inps riconosce anche un assegno per congedo matrimoniale ad altre due categorie:

– Ai disoccupati che dimostrino di avere avuto un rapporto di lavoro in aziende industriali, artigiane o cooperative per almeno 15 giorni nei tre mesi precedenti la data delle nozze. Esempio: se, da disoccupato, mi sposo il 1 luglio (anche se è venerdì, pazienza) devo dimostrare di aver lavorato almeno due settimane tra il 1 aprile (c’è chi lo fa) ed il 30 giugno.

– A chi lavora ma non sia in servizio per un qualunque motivo giustificato: malattia, sospensione, richiamo alle armi, ecc.

Congedo matrimoniale Inps: a chi non spetta

Premessa: come detto, l’assegno spetta a chi ha celebrato un matrimonio civile o concordatario. Quindi, chi ha contratto solo un matrimonio religioso non ha diritto all’assegno Inps.

Detto questo, ci sono delle categorie di lavoratori che non possono usufruire di questa agevolazione. Sono:

– Impiegati, apprendisti impiegati e dirigenti di aziende industriali, artigiane, cooperative o della lavorazione del tabacco;

– Dipendenti di aziende agricole, commercio, credito, assicurazioni o di imprese che non versano il relativo contributo alla CUAF (la Cassa Unica Assegno Familiari);

– Dipendenti di enti locali o di enti statali.

Congedo matrimoniale Inps: quanto spetta

Le cifre contenute nell’assegno Inps per congedo matrimoniale variano da categoria a categoria:

Per operai e apprendisti, vengono riconosciuti 7 giorni di stipendio.

Per i lavoratori a domicilio 7 giornate di guadagno medio giornaliero.

Per i marittimi, 8 giorni di salario medio giornaliero.

I lavoratori che rientrano in queste tre categorie vedranno detrarre la percentuale a loro carico del 5,54% sulla retribuzione giornaliera.

A chi ha un part-time verticale spetta l’assegno solo per i giorni che coincidono con quelli previsti dal contratto. Anche in questo caso viene detratta la percentuale a loro carico.

L’assegno viene pagato per conto dell’Inps dal datore di lavoro. I disoccupati o chi è stato richiamato alle armi riceveranno la prestazione per congedo matrimoniale direttamente dall’Istituto.

Congedo matrimoniale Inps: è cumulabile?

L’assegno Inps per congedo matrimoniale è cumulabile con l’indennità Inail (l’Istituto che copre gli infortuni sul lavoro) fino a raggiungere l’importo che sarebbe stato corrisposto a titolo di retribuzione. In parole più semplici: viene riconosciuta la differenza tra la retribuzione spettante e l’importo erogato dall’Inail per inabilità temporanea. Guadagni 100, l’Inail paga 50, l’altro 50 lo mette l’Inps.

L’assegno non è cumulabile, invece, con le prestazioni di malattia, maternità, cassa integrazione o trattamenti di disoccupazione. In questi casi, viene corrisposto l’assegno Inps per congedo matrimoniale in quanto più conveniente. Appunto: viva gli sposi, viva l’Inps.

Congedo matrimoniale Inps: come presentare domanda

La domanda per usufruire degli assegni Inps per congedo matrimoniale va presentata dopo e non prima del matrimonio e, comunque, in modalità diverse, a seconda dei tipi di lavoratori.

Gli occupati, devono fare richiesta alla fine del congedo ma non oltre i 60 giorni dalla data delle nozze. Devono allegare certificato di matrimonio e stato di famiglia, oppure una dichiarazione sostitutiva di certificazione [1]. In caso di emergenza (non si dispone subito dei documenti appena citati), si può presentare un certificato dell’autorità religiosa o una dichiarazione sostitutiva autenticata. Ma dopo bisognerà portare successivamente il resto della documentazione.

I disoccupati o richiamati alle armi hanno, invece, un anno di tempo per presentare domanda all’Inps via web (tramite il portale dell’Istituto) oppure tramite i patronati o i contact center telefonici.

I lavoratori disoccupati dovranno allegare:

  • Dichiarazione sostitutiva di certificazione comprovante lo stato di disoccupato alla data delle nozze;
  • Dichiarazione sostitutiva di certificazione comprovante lo stato di coniugato e contenente gli estremi del matrimonio (se civile o concordatario);
  • Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà [2] relativa ad un rapporto di lavoro di almeno quindici giorni nei tre mesi precedenti la data del matrimonio nelle aziende sopra citate;
  • Copia dell’ultima busta paga.

I lavoratori richiamati alle armi dovranno presentare:

  • Dichiarazione sostitutiva di certificazione comprovante lo stato di militare alla data delle nozze e relativa documentazione;
  • Dichiarazione sostitutiva di certificazione comprovante lo stato di coniugato e contenente gli estremi del matrimonio (se civile o concordatario);
  • Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà relativa ad un rapporto di lavoro di qualifica non impiegatizia che dura da almeno una settimana prima della data delle nozze;
  • Copia dell’ultima busta paga.

note

[1] Ex art. 46 D.P.R. 445/00

[2] Ex art. 47 D.P.R. 445/00


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