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Comunicazioni black-list: la guida e la lista dei Paesi

25 Agosto 2016 | Autore:
Comunicazioni black-list: la guida e la lista dei Paesi

Chi ha ceduto beni o offerto servizi nei Paesi nella lista deve effettuare la comunicazione entro il prossimo settembre. Ecco i dettagli e le scadenze. 

A settembre è prevista la scadenza delle comunicazioni relativi alle cosiddette Operazioni Black List. Ecco chi è obbligato alla comunicazione annuale, la lista dei Paesi e i limiti entro i quali effettuarla.

Cosa sono i Paesi Black List?

I Paesi Black List sono paesi verso i quali è richiesto da parte del fisco un maggiore controllo volto ad evitare l’elusione fiscale.

Con riferimento alle operazioni effettuate verso tali Paesi, vige l’obbligo per le aziende italiane di effettuare al Fisco una specifica comunicazione che ne dichiari l’entità.

Qual è la lista dei Paesi Black List?

Sono Paesi Black List in assoluto per ogni tipo di attività:

Andorra; Bahamas; Barbados; Barbuda; Brunei; Gibuti (ex Afar e Issas); Grenada; Guatemala; Hong Kong; Isole Cook; Isole Marshall; Isole Vergini statunitensi; Kiribati (ex Isole Gilbert); Libano; Liberia; Liechtenstein; Macao; Maldive; Nauru; Niue; Nuova Caledonia; Oman; Polinesia francese; Saint Kitts e Nevis; Salomone; Samoa; Saint Lucia; Saint Vincent e Grenadine; Sant’Elena; Sark (Isole del Canale); Seychelles; Tonga; Tuvalu (ex Isole Ellice); Vanuatu.

Sono Paesi Black List per specifiche attività i seguenti Paesi:

  • Bahrein: con esclusione delle società che svolgono attività di esplorazione, estrazione e raffinazione nel settore petrolifero;
  • Monaco: con esclusione delle società che realizzano almeno il 25% del fatturato fuori dal Principato;
  • Angola: solo per le società petrolifere che hanno ottenuto l’esenzione dall’Oil Income Tax, per le società che godono di esenzioni o riduzioni d’imposta in settori fondamentali dell’economia angolana e per gli investimenti previsti dal Foreign Investment Code;
  • Antigua: solo per le international business companies, esercenti le loro attività al di fuori del territorio di Antigua, quali quelle di cui all’International Business Corporation Act, n. 28 del 1982 e successive modifiche e integrazioni, e per le società che producono prodotti autorizzati, quali quelli di cui alla locale legge n. 18 del 1975, e successive modifiche e integrazioni;
  • Dominica: sono per le international companies esercenti l’attività all’estero;
  • Ecuador: solo per le società operanti nelle Free Trade Zones che beneficiano dell’esenzione dalle imposte sui redditi;
  • Giamaica: solo per le società di produzione per l’esportazione che usufruiscono dei benefìci fiscali dell’Export Industry Encourage Act e per quelle localizzate nei territori individuati dal Jamaica Export Free Zone Act;
  • Kenia: solo per le società insediate nelle Export Processing Zones;
  • Panama: per le società i cui proventi affluiscono da fonti estere, secondo la legislazione di Panama, per quelle situate nella Colon Free Zone, oppure operanti nelle Export Processing Zone;
  • Portorico: per le società esercenti attività bancarie, per quelle previste dal Puerto Rico Tax Incentives Act del 1988 o dal Puerto Rico Tourist Development Act del 1993;
  • Svizzera: per le società non soggette alle imposte cantonali e municipali, quali le società holding, ausiliarie e «di domicilio»;
  • Uruguay: solo per le società esercenti attività bancarie e per le holding che esercitano esclusivamente attività off-shore

Cos’è la comunicazione Black List

La comunicazione Black List riguarda riguarda le cessioni di beni e delle prestazioni di servizi nei confronti di operatori economici appartenti alla cd. “black list” (come nella lista sopra specificata) il cui importo complessivo annuale nell’esercizio 2015 è superiore a 10mila euro effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione.

Le operazioni incluse nella comunicazione black list sono:

  • acquisto di merce da fornitore black list extra Ue con sdoganamento della merce in Ue;
  • cessioni di beni;
  • prestazioni di servizi registrate o soggette a registrazione;
  • prestazioni di servizi effettuate e ricevute;
  • importazione per cui l’Iva non è dovuta a seguito della presentazione in Dogana della lettera di intento;
  • importazione senza Iva;
  • fattura del fornitore registrata in contabilità prima della bolletta doganale.

Chi deve inviare la comunicazione Black List

La comunicazione Black List deve essere inviata dai soggetti passsivi IVA che nel corso dell’esercizio 2015, hanno posto in essere operazioni con operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato (Paesi c.d. “black-list”).

Come si effettua la comunicazione Black List?

La Comunicazione va effettuata utilizzando il quadro BL contenuto nel “Modello di Comunicazione polivalente” presente nel sito internet dell’Agenzia.

La comunicazione deve essere inviata esclusivamente in modalità telematica e può essere effettuata o direttamente dai contribuenti soggetti a tale obbligo o da parte di intermediari abilitati.

Sanzioni per omessa dichiarazione Black List

L’omessa o ritardata comunicazione black list da parte di soggetti obbligati, porta ad una sanzione anche particolarmente severa:

  • La sanzione per omessa presentazione della comunicazione o di trasmissione della stessa con dati incompleti o inesatti: da 258 a 2.065 euro;
  • La sanzione per chi viola con una sola azione od omissione, diverse disposizioni anche relative a tributi diversi: la sanzione applicata è nella stessa misura equivalente alla violazione più grave, aumentata da un quarto al doppio (dunque sino ad oltre 4mila euro);
  • sanzione per recidiva, in caso di ripetuta violazione dell’obbligo di comunicazione in esame: ciascuna violazione verrà punita secondo le regole del cumulo materiale, senza possibilità di applicare il cumulo giuridico alle relative sanzioni.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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