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Lo sai che? Affidamento: l’adolescente può scegliere il genitore con cui vivere

Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 maggio 2012

Il giudice deve considerare la volontà del figlio adolescente e affidarlo al genitore con cui preferisce stare.

Bisogna tenere nella giusta considerazione la volontà del figlio, nel giudizio di separazione tra i coniugi nel decidere con quale dei due egli debba vivere. Così ha stabilito di recente la Cassazione [1], sottraendo un minore alla madre.

I provvedimenti in materia di affidamento non possono consistere in forzate sperimentazioni – ha sottolineato la Corte. Le reali e attuali esigenze della prole non possono essere sacrificate nel tentativo di ottenere un comportamento più maturo da parte dei genitori. Nell’assegnazione del minore, infatti, viene in primo luogo in rilievo l’interesse (morale e materiale) del minore.

Il giudice, dunque, è tenuto di ascoltare, durante il processo, ciò che ha da dire il minore e deve tenere conto delle sue dichiarazioni e dei suoi interessi, purché sia dotato di discernimento.

Nel caso di un diciassettenne che manifestava un migliore rapporto con il padre, la Corte, applicando tale principio e in accoglimento delle istanze del giovane, ha consentito a quest’ultimo di vivere con il papà.

 

 

note

[1] Cass. sent. n. 7773 del 17.05.2012.


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6 Commenti

  1. decisione corretta e consapevole, la tutela del minore non deve essere sempre e sistematicamente affidato alla coniuge o convivente donna, oggi ci sono moltissimi uomini che sanno fare benissimo il mammo….

  2. Illustre Avvocato Raffaela Mari,
    la sentenza della Cassazione da lei citata e commentata altro non ha fatto se non applicare l’art. 155 sexies cc, introdotto dalla legge 8 febbraio 2006 n. 54: perché non dirlo?
    A non dirlo, si rischia il pericolo da me più volte denunciato, e sono stanco di denunciarlo: il pericolo d’insegnare il diritto attraverso la giurisprudenza, come se la giurisprudenza sia fonte del diritto e come se il nostro sistema sia di common law e non di civil law.
    Lei scrive che «la Corte […] ha consentito» alla minore «di vivere con il papà». E questo non è vero, perché si tratta di una sentenza d’accoglimento con rinvio: la decisione ultima spetterà alla Corte d’appello di Milano in diversa composizione rispetto alla composizione della Sezione per i minorenni che aveva deciso in maniera diversa con decreto depositato il 6 aprile 2011.
    E perché non dire che la Corte d’appello di Milano aveva già ascoltato la minore? Perché non dire che la Cassazione ha censurato il decreto della Corte d’appello di Milano sotto il profilo dell’«inadeguato supporto argomentativo» e in modo surrettizio è entrata nel merito della questione? E infine perché non dire che la Cassazione ha riconosciuto che il giudice di merito può motivare in maniera difforme dalle dichiarazioni rese da un minore sulla sua collocazione preferenziale presso la madre o il padre in caso di affidamento condiviso?
    Illustre Avvocato Raffaella Mari,
    con il suo post lei lascia intendere il contrario ai suoi lettori e di certo in buona fede li inganna: lascia intendere che ciò che il minore dice è vincolante per il giudice.

  3. Qui il testo integrale della sentenza della Cassazione nr. 7773 del 17 maggio 2012

  4. Vorrei sapere fino a quando ha diritto l altro coniuge all
    assegno di mantenimento Se non ha voglia di trovarsi un lavoro.
    E quali possono essere i motivi per farle perdere il diritto all assegno?
    Grazie anticipatamente . E grazie a dio che ci sono persone come coi che ci aiutano a saperne qualcosa in più.

  5. Ho 4 figli, di cui uno attualmente ha quasi 17 anni e quando nel 2012 mi separai non fu chiamato per esprimersi in merito alla sua preferenza sul genitore con cui vivere; mi chiedo se sia stata fatta un’omissione da parte dell’avvocato o del giudice o niente del genere

  6. Buongiorno mi scusi Avv.to, mi piacerebbe avere un consiglio sulla mia attuale situazione di separazione.Separata dal 2009, tre figli a suo tempo due dei quali minorenni ed una non autosufficiente.Io avevo un lavoro partime e il mio ex libero professionista.Il giudice stabilì 750 euro mensili più spese straordinarie, da lui pagati solo in modo parziale, ma fatto qualche pignoramento.Oggi io non lavoro(solo saltuariamente) i figli sono in casa , solo la grande è autosufficiente, il secondo ha oggi 23 anni lavora,ma avendo spese fisse tipo rate auto non è autosufficiente.Nel 2010 il mio ex fece ricorso per riduzione degli alimenti ,gli fu rigettato e in più ebbi affido esclusivo dei figli minori.Quindi ad oggi non è stata fatta nessuna modifica su assegno di mantenimento.Considerando che io non lavoro, l’ultima figlia a me affidata ha 15 anni ed è più di un anno che non va da suo padre nei gg stabiliti(weekend festività e vacanze) non per volontà della ragazza, ma per scelta di suo padre che ora ha compagna ,mi versa 500 euro al mese da un paio di mesi (sempre per sua decisione) io potrei chiedere di più ? Ah dimenticavo siccome all’inizio non versava nulla abbiamo avuto penale, ma non risolto nulla. Le sarei grata se mi potrebbe consigliare in merito.
    La ringrazio
    Saluti Jula

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