Diritto e Fisco | Editoriale

AgCom, il pranzo è servito: ecco i tanto attesi poteri antipirateria

22 maggio 2012 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 maggio 2012



Il progresso è un fatto che la legge non può bloccare: i rischi della norma che attribuisce all’AgCom il potere di “risoluzione extragiudiziale delle controversie aventi ad oggetto l’applicazione sulle reti telematiche della legge sul diritto d’autore”.

Stando a quanto riportato da “Milano Finanza” in un articolo dello scorso 3 maggio, il Governo avrebbe messo a punto la famosa norma che dovrebbe dare pieni poteri all’Autorità Garante per le Comunicazioni in materia di lotta alla pirateria informatica, norma che il Presidente dell’AgCom aveva più volte sollecitato ad integrazione dei proprio poteri, per intervenire sul web.

Calabrò diventa così una specie di Mosé che, proprio prima di morire (è imminente la scadenza del suo mandato), scorge da lontano la terra promessa. Il peccato contestato dalla Fimi (case discografiche) a Calabrò, in questo caso, è l’immobilismo nel non aver agito prima. Noi lo chiamiamo invece “rispetto del principio di legalità” (un salvataggio in corner all’ultimo minuto).

La norma, che dovrebbe trovare ingresso nel prossimo disegno di legge sulle liberalizzazioni bis, è intitolata “Norme per il contrasto della pirateria informatica” e consente all’AgCom di punire chi si appropria di contenuti protetti dal diritto d’autore e poi li pubblica sul web. Il che deve avvenire, dice il testo della disposizione, “nel rispetto della libertà di manifestazione del pensiero”: una specificazione questa tanto generica da risultare solo un “contentino” per quanti avevano già protestato contro le precedenti bozze di regolamento. Se anche non vi fosse stato, infatti, l’obbligo di rispettare la libertà di pensiero sarebbe comunque disceso dall’applicazione dei principi costituzionali del nostro ordinamento. Ma l’aver rimarcato questo aspetto, forse, serve a pulire al legislatore la coscienza e, forse ancor di più, a tenerlo distante dalle critiche del web. Che invece non mancheranno.

La disposizione attribuisce quindi all’Authority il potere di “risoluzione extragiudiziale delle controversie aventi ad oggetto l’applicazione sulle reti telematiche della legge sul diritto d’autore”.

Extragiudiziale”, ossia fuori da un regolare giudizio caratterizzato dall’equidistanza e dalla parità delle armi. Ritorna lo spauracchio di un procedimento lontano da un organo terzo e imparziale quale è sicuramente il giudice e non certo un’autorità amministrativa garante dello status quo. La norma non fa alcun passo in avanti rispetto a quanto paventato nell’era “Calabrò”, quando si minacciava un sistema limitativo dei diritti soggettivi senza però passare per un processo.

Entro trenta giorni dall’entrata in vigore della nuova norma, l’AgCom “adotterà un proprio regolamento che disciplini le procedure di notifica e rimozione dei contenuti in qualunque modo resi accessibili in Italia in violazione della legge sul diritto d’autore”.

Il Garante, nel rammarico di non poter vedere l’alba della nuova legge, ha dichiarato: “il diritto alla libertà di navigazione marittima non ha comportato il diritto alla pirateria”. Un paragone suggestivo certamente, ma che non tiene conto del fatto che gli arrembaggi dei corsari spogliavano le navi di tesori non rubati ad altri. Il web, inoltre, non spoglia nessuno, perché la condivisione non sottrae il bene al proprio titolare, così come l’aria che respiriamo può essere ri-respirata anche da altri.

Ebbene, le idee sono come l’aria. È giusto compensare dello sforzo chi quell’idea l’ha sviluppata, a condizione che dello sviluppo possa poi godere tutta l’umanità e non solo l’autore.

Il problema come al solito non è il copyright, ma il modo in cui esso si sposa con le nuove tecnologie. Il progresso è un fatto che la legge non può bloccare. È, appunto, un “fatto” (storico) e non un “atto” che si può impedire. Manca di pragmatismo chi vuole per forza far entrare una nave da crociera in una piscina.

 



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