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Si può fare una denuncia anonima?

30 giugno 2016


Si può fare una denuncia anonima?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 giugno 2016



È possibile fare una denuncia anonima e come si fa, a quale autorità ci si deve presentare? È necessario un avvocato?

Ciascun cittadino, che sia stato vittima di un reato, ha il diritto di presentare una querela, una denuncia o un esposto alle autorità (per la differenza leggi “Esposto, querela e denuncia: quale differenza?”), senza bisogno di farsi assistere da un avvocato. A tal fine è sufficiente presentarsi presso i Carabinieri o presso la Polizia che saranno obbligati a redigere un verbale ove verrà trascritto il contenuto delle dichiarazioni presentate dal cittadino, per poi trasmetterlo alla Procura della Repubblica. Tale verbale costituirà la querela o la denuncia vera e propria e dovrà essere firmato, ovviamente, dall’interessato. In alternativa, la vittima può presentarsi direttamente presso la cancelleria della Procura della Repubblica del Tribunale di propria residenza e depositare la denuncia o la querela già redatta per iscritto.

Tuttavia, tanto la denuncia, quanto l’esposto o la querela non possono mai essere anonimi: difatti la legge stabilisce l’obbligo, per le autorità, di identificare l’autore di tale atto, raccogliendone le generalità e facendogli firmare l’atto stesso, con firma autenticata. Non si può, quindi, chiedere alle forze dell’ordine di mantenere la segretezza e l’anonimato del denunciante o del querelante.

Il codice di procedura penale [1], a riguardo, prevede infatti che delle denunce anonime non può essere fatto alcun uso, salvo alcune rarissime eccezioni [2].

L’impossibilità di raccogliere una denuncia anonima è disposta anche al fine di garantire il diritto alla difesa al presunto reo, che solo conoscendo i fatti che gli vengono addebitati e l’autore di tali dichiarazioni può provvedere a una valida tutela dei propri diritti. Dunque, il soggetto denunciato o querelato potrà venire a conoscenza di chi lo ha incolpato davanti alla polizia, carabinieri o alla Procura della Repubblica.

Non per questo, però, il denunciante o querelante deve temere una controquerela per calunnia: infatti, se anche il soggetto incolpato verrà dichiarato innocente o le indagini non dovessero proseguire perché l’accusa ritenuta infondata, la possibilità di dover risarcire il danno e di subire una controquerela è relegata solo all’ipotesi di malafede. In buona sostanza, se le accuse si riterranno non veritiere, l’accusato potrà agire nei confronti del querelante a condizione che questi, già all’atto del deposito della segnalazione alle autorità, fosse pienamente consapevole dell’altrui innocenza o di esagerare un fatto in realtà di portata minore. Se, invece, il procedimento non va avanti perché la norma penale viene interpretata in modo diverso dall’interpretazione datagli dalla vittima o se quest’ultima non dovesse aver raccolto sufficienti prove a carico dell’accusato, non ci sarebbero possibilità di subire le sue contromosse.

È bene ricordare, tuttavia, che per alcuni tipi di reati particolarmente gravi è previsto un piano di tutela dei testimoni che abbiano denunciato: si parla, a riguardo, dei cosiddetti testimoni di giustizia, ai quali viene consentito un certo anonimato. In verità, però, il sistema è ancora poco garantista per la vittima del reato.

Infatti l’art. 333 comma 3 del Codice di Procedura Penale stabilisce che delle denuncie anonime non può essere fatto alcun uso, salvo quanto previsto dall’art. 240 del C.P.P. che dispone: “I documenti che contengono dichiarazioni anonime non possono essere acquisiti nè in alcun modo utilizzati salvo che costituiscano corpo del reato o provengano comunque dall’imputato”.

Sulla base della suddetta normativa, le denuncie e gli esposti anonimi non costituiscono fonte probatoria e sul piano giuridico sono inidonee ad attivare il procedimento.

note

[1] Art. 333 co. 3 cod. proc. pen.

[2] Art. 240 cod. proc. pen.

Autore immagine: 123 rf com


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4 Commenti

  1. È una legge schifosa. Il mio vicino (delinquente, agli arresti domiciliari) getta davanti casa mia petardi illegali (cipolle); se lo denunciassi, la ritorsione sarebbe automatica. E anche se le Forze dell’Ordine lo bloccassero tempestivamente, dati i precedenti, si occuperebbero i suoi compari della ritorsione. Devo solo subire e sperare che gli scoppi in mano una di queste cipolle. Sempre a favore di Caino contro Abele! P.S. Mia figlia si è fatta la cacca addosso dalla paura per l’esplosione. Quando e se si consentiranno le denunce anonime i reati diminuiranno drasticamente.

  2. Io aggiungo che ho dei vicini zingari in appartamento del comune che si stanno “allargando” un po’ troppo. Se gli chiedi per piacere (sottolineo che il per piacere per noi è normale, loro non comptendono nulla di cosa sia regola!) di smettere di disturbare con musica urla sbatti porta andirivieni di gente fino alle 2 di notte! Poi magari il giorno dopo ti trovi con le cicche delle sigarette sulle tue piante o l’auto rigatata…. ah ma no loro non sono stati!
    E se li denuncio? Che fanno? Come potrrbbero vendicarsi? E la polizia se la chiamo che gli fa? NIENTE! Perché tanto loro la parola regole non la conoscono! Ed io devo vivere in un condominio che ogni tanto diventa una discoteca!

  3. salve,in che modo è possibile sapere l’autore di una denuncia anonima riguardo la presenza di un immobile già esistente da diversi anni?

    1. Ho un piccolo magazzino da 50anni ho tolto l’amianto e messo i pannelli, ho avuto denuncia, mai condonato risale al 1955, che fare

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