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Rimborsi Irpef: come e quando arrivano?

13 febbraio 2018 | Autore:


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Come funziona il pagamento dei rimborsi quando il contribuente è a credito con il Fisco? Quando avviene il blocco? Ci possono essere dei ritardi?

Poche cose danno tanto piacere nella vita come essere a credito con il Fisco. Consegnare la dichiarazione dei redditi e scoprire che questa volta è lo Stato che ci deve dei soldi e non il contrario è molto simile a quella che qualcuno chiamava «un’emorragia di soddisfazione».

Si sa, infatti, che quando presentiamo il 730, portiamo in detrazione o in deduzione quello che la legge ci consente per scalare dalle tasse quel che ci spetta, a noi come contribuenti o ai nostri familiari fiscalmente a carico. Se quelle spese che abbiamo sostenuto sono più elevate rispetto alle tasse dovute, possiamo porgere la mano allo Stato e pretendere quello che è stato pagato in eccesso, cioè i rimborsi Irpef. Altrimenti, dovremo essere noi ad aprire il portafoglio e a pagare la differenza.

C’è da considerare, oltretutto, che l’Agenzia delle Entrate ha la facoltà di bloccare i rimborsi quando questi superano i 4.000 euro, giusto per fare un controllo e vedere se il contribuente (o chi per lui) ha fatto i conti a dovere.

Ma, appurato che lo Stato ci deve dei soldi, come e quando arrivano i rimborsi Irpef, cioè quelle tasse che abbiamo pagato di più e che ci devono essere restituite? Dobbiamo aspettare seduti in religioso raccoglimento che il funzionario di turno sia così ligio come quando siamo noi a dover pagare? Oppure c’è una scadenza entro e non oltre la quale i soldi ci arrivano? E dove ci arrivano? Direttamente in banca?

E ancora: sono obbligato a portarmi i soldi a casa oppure posso utilizzare quel credito per pagare altre tasse o tributi? Vediamo come e quando arrivano i rimborsi Irpef e come si possono utilizzare.

Rimborsi Irpef: quando e come mi vengono pagati?

In linea di massima, i rimborsi Irpef vengono pagati con una scadenza prevista, a seconda che si tratti di un lavoratore dipendente o di un pensionato:

  • i lavoratori dipendenti ricevono i rimborsi Irpef nella busta paga del mese di luglio dello stesso anno in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi. Quindi: se presento la dichiarazione a maggio del 2018 e risulto a credito, mi verrà versato il rimborso con lo stipendio di luglio 2018;
  • i pensionati ricevono i rimborsi Irpef insieme all’assegno di agosto dello stesso anno in cui hanno presentato la dichiarazione. Per cui, se hanno consegnato il 730 a maggio 2018, avranno il rimborso con la pensione di agosto 2018.

Rimborsi Irpef: ci possono essere dei ritardi?

Dicevamo prima «in linea di massima», perché, in effetti, ci possono essere dei ritardi nel pagamento dei rimborsi Irpef. Tali ritardi possono essere motivati da:

  • l’invio online all’Agenzia delle Entrate del 730 precompilato da parte del contribuente con scadenza 23 luglio;
  • l’emanazione in ritardo del decreto dell’Agenzia che determina gli elementi di incoerenza necessari per bloccare i rimborsi, indipendentemente dal loro ammontare;
  • eventuali modifiche da apportare alla dichiarazione dei redditi.

Uno di questi fattori può comportare un ritardo fino a 6 mesi nel pagamento dei rimborsi Irpef. Significa che, al massimo e se la dichiarazione è corretta, il lavoratore dipendente dovrebbe riceverli con la busta paga del gennaio successivo, mentre il pensionato li avrebbe con la pensione di febbraio.

Rimborsi Irpef: quando scatta il blocco?

L’Agenzia delle Entrate (e non più il sostituto di imposta) ha la facoltà di verificare il 730 ed i rimborsi Irpef dei contribuenti. Si tratta di un controllo preventivo che scatta quando:

  • ci sono delle incoerenze rispetto a quanto decretato dall’Agenzia stessa;
  • il contribuente ha diritto ad un rimborso Irpef superiore a 4.000 euro.

Il primo caso può riguardare eventuali integrazioni al 730 oppure un rimborso maggiore preteso dal contribuente rispetto a quello che risulta dalla dichiarazione precompilata. Non vuol dire che il cittadino non ne abbia il diritto: è solo che l’Agenzia vuole capire perché.

Nel secondo caso, cioè quello dei rimborsi Irpef superiori a 4.000 euro, se dalle verifiche risulta tutto in ordine il versamento avviene entro 4 mesi dalla scadenza o dalla presentazione in ritardo del 730.

In entrambe le situazioni scatta il blocco dei rimborsi, in attesa che il Fisco verifichi la correttezza della dichiarazione. A tale proposito, è da segnalare che ci possono essere dei controlli preventivi anche sulle dichiarazioni presentate ai Caf o ai professionisti abilitati, come precisato dalla stessa Agenzia delle Entrate [1]. Tuttavia, se la dichiarazione riporta il visto di conformità, il controllo non avviene direttamente sul contribuente ma sul Caf o sul professionista che ha verificato e trasmesso il 730 precompilato modificato oppure integrato.

Rimborsi Irpef senza sostituto di imposta: come vengono pagati?

Può succedere che un contribuente, nell’anno in corso, non abbia più un sostituto di imposta, perché ha perso il lavoro o perché, come nel caso di colf e badanti, il datore di lavoro non svolga quella funzione.

Questo contribuente può (anzi deve), comunque, presentare la dichiarazione dei redditi. L’Agenzia delle Entrate effettuerà un conguaglio e provvederà, entro la fine dell’anno, al pagamento dei rimborsi Irpef direttamente sul conto corrente del contribuente o con un bonifico domiciliato presso le Poste. Per i rimborsi Irpef inferiori a 2.999 euro verrà emesso un vaglia cambiario della Banca d’Italia.

Rimborsi Irpef in compensazione: come funzionano?

Come abbiamo detto, il contribuente può scegliere la compensazione dei rimborsi Irpef con altri tributi o tasse dovute (Imu, Tasi, ecc.) anziché il pagamento in busta paga o sulla pensione. In questo caso deve compilare l’apposita sezione del modello 730.

Questa scelta può essere conveniente per chi vanta un credito superiore ai 4.000 euro: scalando da questa cifra le somme destinate ad altre imposte, potrà evitare il controllo preventivo dell’Agenzia delle Entrate ed accelerare i tempi del pagamento.

note

[1] Agenzia delle Entrate circ. n. 12/E/2016.

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7 Commenti

  1. Salve.
    ho letto il suo articolo e mi sono deciso, visto la Vs. competenza in materia, di porre il mio quesito con il vivo auspicio di un Vs. consiglio.
    Mi trovo a compilare l’F24 di mia madre deceduta a maggio 2017.
    Per calcolare l’IRPEF a credito per l’anno 2017 da utilizzare a compensazione delle tasse dovute, devo semplicemente sottrarre alla RITENUTA IRPEF (021 Redditi percepiti) il TOTALE DETRAZIONI (373 redditi percepiti) o sto sbagliando tutto?
    La ringrazio in anticipo per l’aiuto.
    Le porgo i miei più cordiali saluti.

  2. Buongiorno volevo un informazione ..e dal 2012 che aspetto un rimborso dall’ ufficio entrate di Rimini.ultima domanda che o fatto e stata giugno 2016 .con effetto che dovevo aspettare ancora un anno cioè adesso.ma chissà perché ancora non arriva.come fare ..tanto anche se non o dato nessun codice iban mi dovrebbe arrivare anche un vaglia o. No??

  3. Salve,aspetto un rimborso dall’agenzia delle entrate,ho presentato un modello unico nel 2016 reddito 2015,nel cassetto fiscale trovo la scritta(in fase di liquidazione)cosa significa,e quando mi erogano su cc il rimborso?Grazie

  4. Buongiorno a tutt’oggi non ho ancora ricevuto rimborso irpef relativo ai redditi 2016, 730 2017. Come devo procedere?

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