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Ricorso in Commissione Tributaria: se manca l’attestazione di conformità all’originale

6 Luglio 2016 | Autore:
Ricorso in Commissione Tributaria: se manca l’attestazione di conformità all’originale

Il ricorso depositato in Commissione Tributaria è inammissibile se non effettivamente conforme all’originale, a prescindere dall’attestazione di conformità.

La copia del ricorso depositato in Commissione Tributaria deve essere, a pena di inammissibilità, conforme all’originale notificato alla controparte.

L’inammissibilità è data non dalla mera mancanza della formale attestazione di conformità tra l’atto depositato e quello notificato, bensì dalla loro effettiva difformità, accertata dal giudice.

È quanto affermato da una recente sentenza della Corte di Cassazione [2] che ha spiegato quando scatta l’inammissibilità del ricorso depositato per non conformità all’originale.

La legge [2] prevede che il ricorrente, entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso, a pena d’inammissibilità, deve depositare, nella segreteria della commissione tributaria adita o trasmettere a mezzo posta, in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento, l’originale del ricorso notificato e copia del ricorso consegnato o spedito per posta, con fotocopia della ricevuta di deposito o della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale.

In caso di consegna o spedizione a mezzo di servizio postale la conformità dell’atto depositato a quello consegnato o spedito è attestata dallo stesso ricorrente.

Se l’atto depositato nella segreteria della commissione non è conforme a quello consegnato o spedito alla parte nei cui confronti il ricorso è proposto, il ricorso è inammissibile. L’inammissibilità del ricorso è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio.

La mancanza di attestazione di conformità non sempre rende inammissibile il ricorso. I giudici precisano infatti che:

– se la controparte si costituisce in giudizio: questa può sollevare l’eccezione di difformità tra i due esemplari di ricorso, in difetto della quale è legittima la presunzione di conformità;

– se la controparte resta contumace: non opera più la presunzione di conformità e, se manca l’attestazione di conformità da parte del ricorrente, manca la prova in ordine alla sussistenza del requisito sostanziale di conformità. Il giudice è quindi chiamato a confrontare i due esemplari del ricorso per verificare l’effettiva corrispondenza e, in difetto, dichiarare l’inammissibilità.


note

[1] Cass. sent. n. 13398 del 30.6.16.

[2] Art. 22 D.Lgs. 546/92.


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