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Figlio disabile: entrambi i genitori amministratori di sostegno

7 Luglio 2016 | Autore:
Figlio disabile: entrambi i genitori amministratori di sostegno

Possibile nominare entrambi i genitori come amministratori di sostegno del figlio disabile se ciò serve a mantenere il rapporto affettivo e ad assicurare il diritto alla bigenitorialità.

Figlio disabile: possono essere nominati amministratori di sostegno entrambi i genitori chiamati a svolgere compiti diversi nell’interesse del figlio.

È quanto riconosciuto da un recente decreto del Tribunale di Genova [1] che, a fronte della necessità di nominare un amministratore di sostegno per un un ragazzo disabile non autosufficiente da poco maggiorenne, ha conferito l’incarico alla madre per le cure personali e al padre per la gestione patrimoniale.

La possibilità di beneficiare dell’ausilio di entrambi i genitori e quindi di un “doppio” amministratore di sostegno, da un lato, soddisfa il diritto alla bigenitorialità del figlio che potrebbe subire gravi pregiudizi in caso di esclusione del rapporto diretto con uno dei genitori.

Dall’altro lato, tale beneficio realizza anche il diritto dei genitori stessi di mantenere il rapporto affettivo con il figlio di cui si sono occupati sempre in due.

Non è la prima volta che viene autorizzata la co-amministrazione di sostegno ma spesso si è trattato di casi specifici dettati dall’esigenza di rispondere a richieste specifiche del beneficiario, di evitare conflitti di interesse o gestire situazioni particolarmente complesse.

Nel caso di specie, invece, il motivo riguarda unicamente l’importanza del rapporto affettivo instaurato nella famiglia del beneficiario, dove da sempre i genitori si sono presi cura insieme del figlio disabile. Una “ricchezza emotiva” data dalla missione dei genitori, condivisa al punto che non sarebbe stato possibile decidere di affidare ad uno solo di essi il compito di curare la persona e il patrimonio del giovane.

Il giudice motiva infatti la scelta della nomina di entrambi i genitori come co-amministratori di sostegno, con la necessità di assicurare il godimento del rapporto affettivo instaurato con il figlio, che per quest’ultimo rappresenta una “ricchezza emotiva indistinta nei confronti dell’uno e dell’altro genitore“.


note

[1] Trib. di Genova, decreto del 17.12.15.


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